La voce degli spalti / 3 Catania-Juventus 1-1 «Assappanati e cuntenti»

DiEmanuele Rizzo

Set 26, 2011

Catania-Juventus secondo molti è la vera stracittadina del capoluogo etneo, visto il gran numero di catanesi di fede bianconera. È da sempre una sfida affascinante: forse non tutti sanno che il record assoluto di presenze al Cibali risale proprio al Catania-Juventus del 1983-1984, quando allo stadio si contavano 45.000 presenze (quasi il doppio dei posti disponibili), con diverse migliaia di spettatori rimaste fuori dalla stracolma Tribuna B.

Altri tempi, altro calcio. Ma resta il fascino di una gara che fa respirare davvero il profumo della Serie A in questa città. La partita di oggi è attesissima: tutto esaurito, 21mila spettatori e gradinate gremite. La Curva Sud ricorda con un grande striscione i 20 anni degli Irriducibili, mentre la Nord sprona il pubblico con uno striscione interno: “Cuore e voce, insieme si vince!”.

Intanto, qualche gruppo di juventini si affaccia in curva. “Avi 40 minuti ca si furriunu tuttu ‘u stadiu pp’attruvari ‘u so postu, di sicuru su juventini ammucciati!”.
Un gruppetto di ragazzi mette le mani avanti per lunedì con una scritta: “Prof, sono giustificato. Sono a vedere il Catania!”, riscuotendo applausi e sorrisi.

Il Massimino è una bolgia, carico e pronto ad esplodere. Dopo due domeniche di caldo, stavolta il cielo è coperto, cupo e minaccioso di pioggia. Ma all’ingresso delle squadre è un tripudio di colori; bella la coreografia rossazzurra della tribuna B.

Il Catania tiene bene il campo e pressa la Vecchia Signora. Al 20’ superba azione Bergessio-Delvecchio-Gomez-Bergessio, con gol in spaccata di super Gonzalo: crolla il Cibali!
La partita è bella, a tratti entusiasmante. Pirlo, pur pressato da un ottimo Delvecchio, incanta la platea (“cchiù Pirlo ppi tutti” recita uno striscione nel settore ospiti). Azioni da una parte e dall’altra, ma il primo tempo si chiude 1-0, tra tuoni in dolby-surround e saette che squarciano il cielo catanese.

Al duplice fischio la svolta della giornata: “Ccà semu…”. Pioggia copiosa, tutti al riparo, in attesa che riprenda la partita. Gli Ultras spronano: “Chi non si spoglia è palermitano”. Fidatevi! stavolta nemmeno la rivalità ci smuove.

Tuttavia, inizia il secondo tempo e, giocoforza, ognuno deve riprendere il proprio posto, poiché altrimenti non si vedrebbe nulla. Tutti sotto l’acqua!

Passano pochi minuti ed il nostro portierone (“stu cunnutu!”, suggerisce qualcuno) ne combina un’altra delle sue: tiro di Krasic e liscio da Terza Categoria. 1-1 e stadio incredulo. Il Catania reagisce e sfiora la rete ripetutamente con Bergessio, Lodi, Suazo e Catellani al 95’. Nulla da fare, questa Juve resta un tabù in casa.

Nel frattempo, sotto un diluvio universale, sorge l’arcano dilemma: “Il problema ora è tornare a casa, se continua così ni putemu cuccari ccà”. Per fortuna – ma anche per sfiga – proprio al fischio finale finisce il temporale.

Tutti a casa, “assappanati” ma contenti per un risultato comunque positivo contro l’attuale capolista. In fin dei conti è stata una festa, di sport… e di acqua!