L’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia, sezione di Catania,
ha scritto una lettera aperta al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano per porgergli il saluto e gli auspici di tutta l’isola in occasione della visita ufficiale in Sicilia per le celebrazioni del 150° anniversario dell’Unità nazionale.
Ecco di seguito il testo dell’Anpi inviato a Napolitano
Egregio Presidente, consideriamo la Sua visita in Sicilia, l’11 maggio a Marsala, e a Salemi, nel 150° anniversario dello sbarco di Garibaldi e dei suoi mille, un momento di eccezionale rilievo per la nostra isola.
La Sua presenza, per celebrare degnamente l’inizio di quel travagliato percorso che ha portato alla costruzione del nostro Paese, rappresenta un segnale forte di riflessione e di insegnamento costituzionale e democratico per le coscienze dei siciliani e degli italiani tutti.
A centocinquanta anni di distanza, in Sicilia, nel contesto nazionale siamo ancora “ gli ultimi degli ultimi”.
Tante le difformità, violente le contraddizioni.
Schiacciati e vilipesi, sempre più, da un infausto e strutturale potere criminale mafioso che in stretta connessione con i gangli velenosi di pezzi rilevanti della storica gestione affaristica – politica- clientelare, ha distrutto e spolpato i desideri di riscatto e la genuina voglia civile di legalità, democrazia e partecipazione di gran parte dei nostri concittadini.
Da questo connubio, potente e devastatore, sono state scarnificate le linfe più vitali.
Depredate le ingenti risorse economiche, interne ed esterne, potenzialmente a disposizione per la pubblica utilità.
Devastato il territorio, nell’habitat urbano ed ambientale, più pregiato, vitale per la quotidianità dei cittadini.
Tanti siciliani, circondati da innumerevoli, “incomprensibili” ed invereconde forme di lussi e sperperi, vivono in condizioni di grandi incertezze e di assolute povertà. .
La disperazione determinata dalla disoccupazione, dal non lavoro e dallo sfruttamento più bieco, attanaglia la quotidiana esistenza di tanti uomini e donne. La stessa situazione riguarda tanti migranti che hanno inteso trovare asilo, rifugio e solidarietà nella nostra isola, per sfuggire a guerre e dittature.
Continua, imponente, l’abbandono della propria terra, alla ricerca di “miglior fortuna”, specie tra i giovani; tanti i laureati che emigrano alla ricerca del posto di lavoro, quindi della sopravvivenza.
Il retaggio clientelare, lo schiacciamento del diritto, l’illegalità subdola o violenta, imperano sovrane. I cittadini, veri e propri sudditi, sono privati delle condizioni primarie del riconoscimento delle proprie esigenze e spettanze civili.
Si è, nelle aree urbane, tutte, ultimi per condizioni di vivibilità. Da quelle economiche, a quelle sociali ed ambientali.
I primari dettami costituzionali che, come affermato da Piero Calamandrei, furono conquistati nelle montagne dove caddero i partigiani, nelle carceri dove furono imprigionati, nei campi dove furono impiccati: legalità, giustizia, uguaglianza, libertà, sono da sempre calpestati e vilipesi.
Tanti combattenti per la libertà, tante linfe operose del tessuto sociale siciliano, fin dalla fondazione della nostra Repubblica, sono caduti in Sicilia, in un enorme coacervo di assassini e stragi, uccisi sol perché cercavano l’affrancamento dal subdolo potere criminale, per un futuro migliore e per la difesa della legalità: contadini, lavoratori, sindacalisti, oppositori al regime affaristico – mafioso, giornalisti, magistrati, rappresentanti delle forze di polizia.
L’ Anpi, con la manifestazione nazionale del Primo Maggio il “dovere della memoria, il futuro dei diritti”, nel luogo della prima grande strage mafiosa, Portella della Ginestra, nella congiunzione ideale e materiale con i valori della lotta al nazifascismo fondanti della nostra Repubblica, ha inteso onorare i martiri patrioti di ieri, e i caduti dell’oggi. Cercando di contribuire, con il suo patrimonio storico ed ideale, al riscatto della Sicilia.
In questa odierna fase storica, oggi più che mai, mentre potenti forze oscurantiste e demagogiche, pervase da perverso e distruttivo corporativismo, tendono, dal centro nord alla Sicilia, caparbiamente a cancellare e distruggere i valori portanti dell’Unità d’Italia, e a sferrare un duro attacco ai valori e agli atti fondativi della Repubblica e della democrazia, siamo vicino a Lei e ai suoi costanti e forti richiami, agli ideali e agli strumenti sostanziali che hanno costituito l’Unità del nostro Paese e agli aneliti imperituri di libertà e democrazia, incarnati nella Costituzione, rappresentati dalla Lotta di Liberazione dal nazifascismo.
Buona permanenza, Presidente
