Giornata mondiale della lotta al tabagismo, prevenzione per i ragazzi

Nel giorno in cui l’Organizzazione mondiale della Sanità celebra in tutto il mondo la lotta al tabagismo (lunedì 31 maggio 2010), parlare di prevenzione ed educazione alla salute con i giovani alunni delle scuole provinciali di Catania, assume un significato ancora più importante.

Secondo “Il fumo in Italia 2009, indagine Iss-Doxa”, nel nostro Paese il numero dei fumatori, dopo sei anni di costante seppur lieve declino, è nuovamente in aumento. L’incremento è del 3,4%, e riguarda soprattutto le donne. Attualmente fuma il 25,4% della popolazione con più di 15 anni, pari a circa 13 milioni di cittadini italiani (7,1 milioni di uomini e 5,9 milioni di donne) e la fascia d’età in cui si registra la prevalenza maggiore di fumatori è quella dei 25-44 anni (32,1%). Il consumo medio giornaliero di sigarette, più o meno costante, è di circa 14 sigarette. Ma il trend di crescita riguarda anche i baby-fumatori, coloro che già a partire dai banchi di scuola diventano schiavi del fumo (e spesso anche dell’alcol), perché non percepiscono il problema delle patologie correlate e pertanto, oltre all’uso, fanno anche un abuso di nicotina.

Ma l’azione di sensibilizzazione portata avanti dagli operatori dell’Azienda sanitaria provinciale c’è e produce i suoi risultati: per esempio, «attraverso la “peer education” – sottolinea il responsabile dell’Unità operativa di Educazione alla Salute dell’Asp Salvo Cacciola offriamo una proposta educativa che si pone l’obiettivo di offrire un percorso per aiutare i ragazzi a sviluppare un senso critico e a rafforzare la loro capacità di sostenere le proprie opinioni nel gruppo dei pari, per attuare scelte responsabili, autonome e mature. Di una cosa siamo certi: prima di vietare, dobbiamo dialogare con i ragazzi. La nostra esperienza ci insegna che il rapporto critico con il fumo passa attraverso processi di riflessione». Ma non solo lotta al fumo, perché l’Educazione alla Salute è anche promozione di un corretto stile di vita e azione di prevenzione a tutto raggio, che riguarda i temi dell’alimentazione, dell’ambiente, dell’Aids, della droga,della donazione del sangue e del primo soccorso.

Lunedì 31 maggio – presso la sede dell’Uoesa di via Bambino – la proiezione di un video educativo ha coinvolto diversi bambini e ragazzi delle scuole della provincia etnea: «Per loro e insieme a loro – spiega il direttore generale Giuseppe Calaciura – dobbiamo costruire un mondo migliore, scopo dell’educazione alla salute, infatti, è quello di aiutare la popolazione ad acquisire benessere attraverso i propri comportamenti e i propri sforzi: essa si fonda sull’interesse che i singoli manifestano per il miglioramento delle loro condizioni di vita e mira a far percepire agli individui, membri di una famiglia e di una collettività, come i progressi della salute derivano anche dalla loro responsabilità individuale. Se questo percorso incomincia sin dalla tenera età, allora sicuramente riusciremo a canalizzare e orientare i comportamenti in tutte le tappe della vita».

Inoltre, alla presenza dell’assessore provinciale alle Politiche culturali Nello Catalano, si è svolta la cerimonia di premiazione degli stand dell’VIII Settimana della Salute, con una rappresentanza di studenti e insegnanti. «Un’apposita commissione composta da operatori dell’Asp, delegati  dell’Ufficio Scolastico Provinciale e volontari Aies – continua Cacciola – dopo aver visitato tutti gli stand delle scuole partecipanti alla Mostra Espositiva che si è svolta alle Ciminiere dal 20 al 24 aprile 2010, ha selezionato i lavori e i progetti che hanno presentato in maniera più efficace e creativa le tematiche della promozione della salute».

Le scuole premiate sono: l’Istituto “Fontanarossa” di Catania “per la ricchezza dei lavori esposti e per l’attenzione alla tematica dell’ambiente”; la scuola “Fuccio La Spina” di Acireale per “l’originalità dell’allestimento di un vero e proprio orto”; l’Istituto “Diaz- Manzoni” di Catania per la creatività dei lavori esposti e la “Nosengo” di Gravina  per l’originalità delle “ricette del cuore”.

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