La terribile storia finita in tragedia riguardante Sarah Scazzi sta facendo commuovere l’Italia. Sono ormai settimane che i vari telegiornali e talk show affrontano l’argomento a 360 gradi. Sappiamo praticamente tutto sullo zio, sulla sua indole, siamo a conoscenza dei sospetti riguardanti la stessa famiglia di Sarah. Non c’è trasmissione che non ne parli, non vi è dibattito che non tratti tale vicenda. L’italiano medio è quindi perfettamente informato, o quasi, di tutti i fatti attinenti alla tragedia. Mi piacerebbe, però, porre una sola, semplice domanda: ma è così importante? Mi chiedo se sia davvero necessario conoscere per filo e per segno questo terrificante fatto di cronaca nera. Quanto giova all’opinione pubblica sapere tutti i dettagli di questa vicenda privata? In che misura è utile alla società venire a conoscenza di ogni retroscena del delitto?
È vero, vi è il dovere di cronaca e il diritto di essere informati dei fatti che accadono nel nostro Paese. Ma è proprio il nostro diritto ad essere informati che viene violato ogni giorno dai grandi media. Ci si dovrebbe rendere conto di quante informazioni vengono trascurate per dare spazio all’ennesimo particolare venuto alla luce del “caso Sarah”.
Sarebbe meno importante parlare della riforma Gelmini e di tutti suoi effetti sulla nostra società? O della situazione dei precari? Sarebbe meno utile essere informati sugli scandali e sulle truffe milionarie commesse dalle case farmaceutiche a danno delle nostre tasche? Non ci interesserebbe sapere che a causa del debito pubblico l’Italia rischia di fare la fine della Grecia a causa delle nuove sanzione imposte dall’Unione Europea? O rendersi conto che la Bp inquina ancora? È meglio sorvolare sul drastico riacutizzarsi del problema dei rifiuti?
Questi temi rappresentano solo una piccolissima parte di tutti i problemi di cui non si parla nei telegiornali e nei talk show. Evidentemente gli italiani preferiscono sapere in quale cella del carcere sconterà i suoi giorni lo zio di Sarah.
Evidentemente è meglio concentrarsi su una vicenda che nulla ha a che fare con l’interesse comune, piuttosto che conoscere fatti e situazioni scomode di rilievo nazionale o globale. Dopo tutto la vicenda di Sarah non è che l’evento di turno attraverso il quale fare audience.
In passato è avvenuto con il delitto di Cogne, con la sparizione della piccola Denise, e con molte altre storie. Tutti episodi di cronaca –per lo più nera- che tendono a monopolizzare le fonti di informazione e che quindi tolgono spazio a notizie obiettivamente più interessanti e importanti per il bene comune.
