C Dil.: Unifarmed-Gioiese 72-86

Sortino e De Masi, due leader ~ Adrano, ottimi 25 minuti ~ La gara delle triple di Mermolia e De Masi ~ Gioia Tauro vince con merito ~ Il nervosismo finale: fuori Roberto Saccà.

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Unifarmed-Gioiese 72-86
PalaTenda di Adrano, 18 ottobre, 18:00

Unifarmed Adrano: Sortino 20, Verzì, Russo ne, R. Saccà 2, De Masi © 13, Bascetta ne, Bonaiuto 14, Belli 2, Grasso 13, A. Saccà 8. All.: Bordieri.
Cestistica Gioiese: Gramajo 22, Cioffi 7, Ricci 15, Mermolia © 22, De Marco, Cerami ne, Gallo 4, Niccolai ne, Serazzi 2, Trentini 14. All.: Napoli.
Arbitri: Ferraro e Venga di Ragusa.
Parziali: 19-15, 16-17; 22-28, 15-26.

L’Unifarmed Adrano visto nei primi 25 minuti è una squadra compatta, veloce, con una difesa solida e un attacco che sfrutta ogni minima disattenzione degli avversari, quasi tutti giocatori di categoria superiore. Dario Sortino gioca una partita ottima, da leader, così come il capitano Dino De Masi. Bonaiuto, Grasso e Ale Saccà, intanto, si sono fatti valere e hanno dimostrato come si possa difendere e attaccare sotto canestro pur senza un pivot di ruolo. Poi il crollo, più per meriti avversari che per demeriti propri.

La Cestistica Gioiese, se l’Orlandina non fosse stata ripescata, avrebbe vinto a mani basse il campionato. Probabilmente lo vincerà ugualmente, ma dovrà lottare più di quanto ha fatto vedere ad Adrano. Gioia Tauro è una squadra che è andata un paio di volte in grosse difficoltà, ma ha molti giocatori che cambiano il ritmo alla partita e poi maramaldeggiano con naturalezza come se nulla fosse. Gli ospiti hanno vinto, con merito, soprattutto grazie alle giocate del play Mermolia, capace di segnare sei triple consecutive nel momento più difficile, quando Adrano avrebbe potuto aumentare il suo vantaggio e chiudere il discorso.

I bianconeri infatti hanno iniziato alla grande il terzo periodo, Alessandro Saccà si è risvegliato sotto canestro e Maurizio Grasso ha segnato dai 6,25. Poi è salito in cattedra Mermolia e De Masi gli ha risposto colpo su colpo, fermandosi però a tre triple consecutive. Gioia Tauro ha continuato con un grande Gramajo e un buon Trentini, per poi chiudere la contesa con Leo Ricci, sempre dalla lunga distanza.

«Mi sono entrate un po’ di triple, è andata bene – si schermisce Antonio Mermolia, ex Hoyama Catania –. Nel primo tempo, la partita è stata punto a punto perché loro sono stati bravi ad esaltarsi sulle giocate degli esterni e di Grasso.» Poi però c’è stato un momento di confusione. «Sì, quando hanno iniziato a segnare nel terzo periodo, noi abbiamo perso alcuni palloni, ma poi abbiamo preso coraggio, puntavamo a giocarcela punto a punto fino alla fine. Poi i due strani fischi arbitrali hanno cambiato la partita. Infatti, loro si sono innervositi e noi abbiamo sfruttato al meglio la nostra rabbia agonistica.» Gioia Tauro punta alla promozione. «Sono tornato a casa proprio per sposare il progetto della società di salire in B Dilettanti. Con il ripescaggio di Capo d’Orlando non sarà facile, ma tenteremo di sfruttare la formula di quest’anno: se non arriveremo primi, ci sono i play-off.»

Quali sono i fischi arbitrali a cui si riferisce Mermolia? Siamo nel quarto periodo, Gioia Tauro ha un vantaggio contenuto anche se difficilmente recuperabile. Maurizio Grasso vola verso canestro, ma gli arbitri fischiano passi. Nell’azione seguente Roberto Saccà commette fallo in attacco, alcuni giocatori finiscono a terra e nella mischia che segue gli arbitri mandano fuori la guardia catanese. Le proteste non accennano a finire, il fratello maggiore dell’espulso prende un tecnico e Leo Ricci fa 5/6 dalla lunetta. Anche dopo la gara, i due allenatori discutono animatamente sui contrasti di gioco, ma ormai è tutto finito, la Gioiese ha preso il largo e ha vinto.

«Adrano è una squadra tosta, che difende forte e corre – conclude Mermolia –, con tanti giovani bravi come Bonaiuto, Sortino e Belli. Potrebbe arrivare ai play-off, in questo campo sarà difficile vincere per tutti.»

Roberto Quartarone

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