La voce degli spalti 2012 / 08 – Catania-Milan 1-3 A che serve protestare?

Dopo la batosta nel derby di sabato scorso, il Catania torna al “Massimino” per l’anticipo della 15agiornata. È venerdì (capolavori del calcio moderno!) ed arriva un lanciatissimo Milan.

La prevendita è andata un po’ a rilento nel corso della settimana, ma alla fine lo stadio è pressoché esaurito, ad eccezione del settore ospiti dove sono solo un migliaio i rossoneri, provenienti principalmente da Ragusa, Caltagirone, Comiso e dall’ennese.

Tifo caldo, serata fredda. La curva Nord si riempie lentamente; è un’esplosione di colori e c’è anche il tamburo a scandire il ritmo dei cori. Un grande striscione sulla vetrata recita: “Sudare la maglia fino all’ultimo respiro”. Presente anche il nuovo striscione della “Cumacca Etnea”. Carichi come sempre i ragazzi della Sud.

Cori di sfottò da una parte e dall’altra accompagnano il pre-partita, finché le squadre non fanno il loro ingresso in campo in uno stadio che è una bolgia. Nel Catania manca Gomez, lo sostituisce l’ormai rinominato “Pippo” Castro. Eccezionalmente, i rossazzurri nella prima frazione attaccheranno verso la porta lato curva Nord.

La gara inizia bene, Andujar fa una bella parata su Boateng. All’11’ Lodi batte un calcio d’angolo, palla a spiovere, stacco imperioso di Legrottaglie che sfonda la rete… GOOOOLLLLL!!!!! Esplode il Cibali! Applausi scroscianti per il numero 6 rossazzurro, ormai pilastro di questa squadra. Tra i più entusiasti c’è il simpatico tifoso in curva Sud con lo striscione “Amico Nicola”.

La partita si mette sul binario giusto, il Catania amministra ed il Milan fa fatica a rendersi pericoloso. Sugli spalti ci si immagina l’ira di Galliani, qualcuno addirittura ritiene di scorgerlo in tribuna vip: «Talìa, si viri sulu a so tigna! Pari u faru Biscari!»

Finisce il primo tempo, tra gli applausi di gradimento del pubblico etneo. Il problema è resistere immobili per 15 minuti a questo freddo incredibile, piombato su Catania in meno di 24 ore e che ha imbiancato l’Etna, appena visibile dietro il settore ospiti, illuminata dalla luna.

Per fortuna inizia il secondo tempo prima che alcuni vicini di posto vadano in ibernazione. Ed in campo si trovano subito le ragioni per scaldarsi: Barrientos, già ammonito per una simulazione, si fa espellere per un inutile fallo a centrocampo. Pubblico esterrefatto, fischi verso il centrocampista che, francamente, adesso ha davvero molto da rimproverarsi.

La gara cambia radicalmente; passano una manciata di minuti ed El Shaarawy insacca in rete il gol del pareggio, in un Massimino travolto dal boato del settore ospiti. Inizia un tam-tam di messaggi da casa: non ci si può credere, era fuorigioco!!! Ancora! A sfavore del Catania! La tribuna B si alza in piedi, inizia una pañolada spontanea ed un lungo coro «Vergogna, vergogna». I tifosi del club “Angelo Massimino” e del club “CataniaMania” rimuovono gli striscioni in segno di protesta. E nel frattempo arriva anche la doccia fredda del vantaggio milanista: gran gol di Boateng, giù il cappello stavolta!

Mancano 25 minuti, ma il Catania non riesce a reagire; anzi, non riesce proprio a toccare palla. Il Milan sfiora più volte il gol. Entrano Bellusci, Paglialunga e Doukara. «’nchia, Paglialunga! Me l’ero scordato ca joca ancora ccò Catania!» dice il mio vicino di posto.

Ci si avvia mestamente alla conclusione della gara, e dire che in fondo è solo uno il gol di svantaggio. Al 90’ Boateng rifila un calcione a Castro e finisce anch’egli sotto la doccia in anticipo: ci si aspetta un Catania all’arrembaggio per gli ultimi minuti di recupero, invece è il Milan a chiudere la gara, con un gran gol di un sublime El Sharaawy.

Finisce così, 1-3. Uscendo dallo stadio il pubblico riconosce, sportivamente, il talento del giovane attaccante milanista: «Il miglior giocatore visto fin qui al Massimino quest’anno!» Critiche e rabbia nei confronti di Barrientos: «Si nn’a gghiri!», «Tunnaticcillu in Argentina cu l’interessi!» E contestazioni all’arbitro: «È diventato inutile giocare con quelle tre squadre: cambiano i colori, ma la sostanza è sempre quella!»

A dicembre ci sarà una sola gara in casa, contro la Sampdoria tra due settimane. Nel frattempo, martedì arriva il Cittadella per la Coppa Italia. La classifica resta bella, ma serve una scossa. E più rispetto per chi va allo stadio, da parte di tutti. Alla prossima!

La voce degli spalti 2012 / 06 – Catania-Lazio 4-0 Oltre ogni aspettativa

Catania-Lazio è la gara della verità: i rossazzurri – reduci da un filotto di prestazioni positive che però hanno portato solo un punto in tre partite, tra errori arbitrali ed ingenuità difensive – sono chiamati a non fallire l’obiettivo della vittoria contro gli affamati biancocelesti.

Le tribune del “Massimino” offrono un buon colpo d’occhio, mentre sono desolatamente vuote le due curve, la Nord come mai prima d’oggi: il prezzo forse eccessivamente elevato dei biglietti e le ormai note liti tra i gruppi organizzati, con il divieto di accesso ai tamburi da parte della Polizia di Stato, hanno lasciato ampi spazi vuoti tra le gradinate del settore più caldo dello stadio. Si parlava inoltre di circa 300 tifosi ospiti, ma in realtà i laziali nel settore a loro dedicato sono non più di una trentina.

Durante il riscaldamento applausi scroscianti per i due ex portieri, Bizzarri e Carrizo. In tribuna si organizza la protesta contro i torti di Catania-Juventus: «’Mbare, ‘u purtasti ‘u fazzulettu jancu ppà “pagnolada”?», «Ma quali pignolata e pignolata: ancora staiu aruttannu i rami ‘i Napuli!».

Entrano le squadre in campo, accolte da uno striscione dei tifosi della Nord: “In questo mondo di ladri c’è ancora un gruppo di amici… Avanti Catania, avanti Ultras!”. Sventolio di fazzoletti bianchi e fischi all’indirizzo degli arbitri nel resto dei settori.

Si parte. Il Catania inizia col piglio giusto, anche se è Rocchi ad avere la prima occasione da gol, con palla che termina fuori di poco. All’8’ Spolli recupera un gran pallone e serve sulla fascia Gomez; il Papu converge e tira una sassata che smuove la rete… smarrimento in tribuna per una frazione di secondo: «…ma trasìu?!»… Si, trasìu! GOOOOOOLLLLL!!!!! Ma che rete ha fatto?! Eurogol del numero 17 etneo. Si esulta e si canta: stavolta è un misto tra “chi non salta è rosanero” e “chi non salta è juventino”; dopo gli strascichi di domenica scorsa cambiano anche i cori abituali!

Il Catania continua a premere. Al 23’ Izco si procura un calcio di rigore, dopo un’imbucata perfetta di Barrientos: sul dischetto si presenta Lodi, rincorsa, tiro… 2-0!

E non è finita: siamo al 29’, Marchese sfodera un gran cross sul quale si avventa Gomez in spaccata. La palla sembra entrata, ma il gol non viene assegnato… anzi si, dopo qualche secondo! 3-0!!! Il Cibali era pronto a “murmuriari” contro l’arbitro, ma in realtà esulta per la terza volta! Si va all’intervallo, con applausi di ampio consenso per gli undici rossazzurri.

Nell’intervallo i soliti fanatici di scommesse cercano informazioni sulle partite più improbabili, dalla II divisione italiana alla serie B svedese, suscitando una domanda che è un misto di tra “liscìa” ed amarcord rossazzurro: «’Mbare, cchi fa ‘u Tricase?».

Alla ripresa la musica non cambia: c’è solo il Catania in campo, tanto che la partita – ormai chiusa – diventa quasi soporifera. Ci pensa ancora Gomez ad animarla, che su un bel lancio di Lodi si libera dell’avversario e serve Barrientos liberissimo in mezzo all’area: 4-0!!!

Il pubblico si rilassa, finisce a risate e “cozzate”: «’A farsa è pariggia!» L’incitamento è tutto per il giovane Doukara (entrato a fine primo tempo al posto dell’infortunato Bergessio), che sfiora il gol in un paio di occasioni.

La partita va spegnendosi, gli ultras invocano il quinto gol; ma dopo alcune occasioni mancate gli etnei decidono di dedicarsi al possesso palla. «Mazzoleni, ammogghiala, va!» gridano dagli spalti. L’arbitro ascolta e dopo tre minuti di recupero fischia la fine. I giocatori salutano il pubblico, con Lodi e Legrottaglie che si attardano per lanciare le proprie maglie ai tifosi della Sud.

Il Catania vola al sesto posto, tra gli applausi di pochi, intimi e fedeli, tifosi. Tra due domeniche speriamo di vedere uno stadio più pieno; in tal senso l’appello è rivolto sia alla società, affinché abbassi il prezzo dei tagliandi, che ai tifosi, affinché non facciano mancare il proprio apporto a questa squadra che non sta certo deludendo. Alla prossima!

La voce degli spalti 2012 / 02 – Catania-Napoli 0-0 Un pareggio che sa di impresa

Torna il caldo in Sicilia, proprio la domenica in cui i rossazzurri di Maran ospitano il Napoli. Temperature elevatissime per la prima partita pomeridiana al “Massimino” per questa stagione; lo stadio si riempie molto lentamente, la maggior parte degli spettatori preferisce restare all’ombra o nei bar piuttosto che accomodarsi con anticipo negli assolati gradoni.

Discreta la cornice di pubblico; la Curva Nord è come sempre piena, ma uno dei gruppi ultras portanti si stacca dal settore centrale per spostarsi nell’anello superiore. Ne risulta una curva spaccata in due, con un vuoto nel cuore del tifo e cori che partono da parti diverse, finendo per mescolarsi. Non si sa quali siano le esatte ragioni della divisione, ma in tanti auspicano un chiarimento affinché possa tornare il tifo di sempre.

Buono invece l’incitamento della Sud, malgrado gli ultras entrino davvero all’ultimo istante prima del fischio d’inizio. Parecchi i tifosi partenopei al seguito, sparsi un po’ ovunque nello stadio e con alcune centinaia posizionate nel settore ospiti. In totale sono circa 15 mila gli spettatori (di cui 8711 abbonati, dato finale della campagna abbonamenti).

Inizia la gara ed arriva subito il colpo di scena. Alvarez dopo 90 secondi sbaglia uno stop e commette fallo da ultimo uomo su Cavani: cartellino rosso e Catania in 10 per tutta la gara. Sugli spalti è un conciliabolo generale, tra chi dice che l’espulsione ci stava e chi se la prende con l’arbitro; alla fine il solito tifoso munito di radiolina mette tutti d’accordo: “Carusi, a “Tutto il calcio” dicono che era espulsione netta, quindi stativi muti e taliativi a pattita!”.

La gara si infiamma, il pubblico sprona i rossazzurri e si schiera contro l’arbitro Bergonzi, soprattutto dopo un paio di decisioni inspiegabili ai danni del Catania. Il Napoli, come ovvio, fa la partita e gestisce il possesso palla. Gli etnei si limitano a coprire e provare le ripartenze, ma il caldo sicuramente non facilita le cose. Cavani e Pandev provano a cambiare il risultato, ma l’occasione più ghiotta del primo tempo ce l’ha Spolli, che di testa non riesce a spedire in porta.

Si va al riposo sullo 0-0. “Mbare, o’ ‘ccattamuni na bacinella d’acqua ca squagghiai!”, “Stu scunchiurutu di Bergonzi appizzau na pattita!”, “Ma senti, cchi fa ci calamu a Plaia dopo?”: solite chiacchiere da stadio, solita “liscìa” catanese che condisce la domenica sportiva a suon di battute e frasi improbabili.

Inizia il secondo tempo con Maran che getta nella mischia Izco al posto di un abulico Biagianti: “Finammenti ‘u capiu Maran… IZZICO, cerca di curriri comu a n’pazzu!”. La partita resta simile al primo tempo, con il Napoli che fa girare la palla ed il Catania che si difende; il cronometro scorre e questo pareggio ha il gusto dell’impresa.

La Curva Nord intanto ricorda il gemellaggio con i napoletani con uno striscione: “Rispetto e mentalità tengono unite queste città”. Poco dopo viene esposta un’altra scritta: “Scendete dal palco, calate il sipario. Da oggi si cambia scenario. Ultras Liberi”.

In campo Mazzarri le prova tutte, schierando addirittura quattro punte. Ma non c’è niente da fare, anzi alla fine è il Catania a sfiorare il colpaccio: Gomez ruba il tempo a Cannavaro e calcia a botta sicura… miracolo di De Sanctis! Siamo all’88’ e tutto il pubblico si alza in piedi, la Nord è una bolgia. Passa un minuto e Gomez ha un’altra chance: controllo di destro, tiro a giro, palo!!! Sarebbe crollato lo stadio!

Alla fine è un ottimo pareggio, i rossazzurri escono dal campo tra applausi scroscianti. “E comunque acchiappammu 1 puntu su Milan e Inter…” ricorda quello di prima, che nel frattempo recita i risultati ai vicini di posto.

Si esce dallo stadio soddisfatti, rammentando che già mercoledì sera ci si rivedrà, in occasione del turno infrasettimanale contro l’Atalanta. E allora, a mercoledì!