La voce degli spalti / 19 – Catania-Udinese 0-2 La festa stropicciata

L’ultima giornata di campionato ha come campo principale il Massimino: l’Udinese cerca l’ultimo passo per la Champions, ma il Catania non vuole sfigurare di fronte ad uno stadio quasi esaurito per salutare al meglio i propri tifosi.

Tanti gli striscioni dedicati ai rossazzurri: “Record di punti, gioco spettacolare, vittoria nel derby, 7° anno di serie A… Grazie!”, “Da ogni catanese: forza San Marchese” (con tanto di santino), “Militello, per l’ultima della stagione salutaci Ficarra e Picone: s**a!”, “Catania sei l’unico amore vero”; le tifose del Catania che da tempo abbiamo ribattezzato “ex-vergini” (la storia è lunga, rileggetela negli articoli precedenti) ci regalano l’ultima scritta ironica dell’anno: “Giocate con passione, tenete alto il desiderio e… segnate con tanto amore!”. Da sottolineare anche uno striscione comparso diverse volte al Cibali negli ultimi mesi in tribuna B: “Stop al massacro di cani in Ucraina”, messaggio univoco del mondo del calcio di tutta Europa.

Le curve sono gremite e si fanno sentire, la Nord espone una scritta sulla vetrata: “Fino alla fine”. Una cinquantina di friulani sono giunti a cullare il sogno europeo e sono assiepati nel settore ospiti.

La gara suscita poco interesse, l’idea è quella di festeggiare la grande stagione dei rossazzurri; non per questo, però, mancano le “vanniate” quando dopo appena 40 secondi si rischia di subire il gol di Di Natale: il talentuoso bianconero ci grazia incredibilmente, ma non è così clemente venti minuti dopo, quando scardina la porta etnea con una giocata sontuosa: 0-1.

Poco male, almeno nell’animo dei tifosi, ma ci si attende una risposta dei rossazzurri… che puntualmente arriva: fallo su Catellani e calcio di rigore. In assenza di Lodi, va Gomez dal dischetto: rincorsa, tiro… ciabattata fuori! “Ma cchi tirau cu l’infraditu?!” ci si chiede dalle tribune.

Si va all’intervallo e qualcuno in Curva Sud stappa una bottiglia di spumante per festeggiare la salvezza; nel frattempo si confabula, con tema cardine ovviamente la permanenza o meno di Montella. In Curva Nord si canta “Chi non salta juventino è”, a sottolineare il distacco da coloro che la scorsa settimana hanno strombazzato per le vie catanesi alla vittoria dello scudetto dei bianconeri. Poco prima, invece, era stato esposto uno striscione per l’Ultras del Pescara ucciso nei giorni scorsi: “Cordoglio per Domenico”.

Inizia il secondo tempo ed è ancora Udinese: lampo di Fabbrini e gol del raddoppio. La rete chiude la gara, perché il Catania non reagisce, a parte qualche tentativo del rientrante Suazo. Poca roba per una partita che è poco più di un’amichevole. La Nord ne approfitta per esporre un altro striscione di cordoglio (“Guerriero Pino non mollare, la piccola Smeralda tornerà a brillare. La Curva Nord vi abbraccia”), nonchè uno a sostegno di Antonino Speziale, il tifoso condannato per la morte di Raciti.

Arriva, intanto, la notizia del gol del Chievo che ci sfratta dalla parte sinistra della classifica e ci fa piombare all’undicesimo posto, così qualcuno va via amareggiato. “L’anno prossimo fatevi l’abbonamento ridotto – gli dicono – visto che ve ne andate sempre prima!”. Ma i tanti che restano, al triplice fischio, applaudono i ventidue in campo, onorando i friulani per il traguardo raggiunto e regalando un caloroso abbraccio a tutto il Catania per questa esaltante stagione, seppur chiusa in modo deludente.

Finisce così questo bel campionato bardato di colori rossazzurri e si chiudono le porte del Massimino. L’appuntamento con tutti gli appassionati catanesi è all’anno prossimo! Buona estate!

La voce degli spalti / 16 – Catania-Lecce 1-2 Due ceffoni interrompono il sogno

Il Catania torna al Massimino in questo turno infrasettimanale per affrontare il Lecce. I rossazzurri, sconfitti domenica scorsa a Verona dal Chievo, sono chiamati a riprendere la corsa per sperare di centrare un posto valido per l’Europa.

Lo stadio, considerando che il match non è di cartello e che si gioca in un freddo mercoledì sera, è abbastanza pieno: gremite le due curve, con gli ultras della Sud che hanno preparato uno striscione per gli undici in campo – “Fino alla fine avanti Catania” – ed un nuovo bandierone bianco, rosso e azzurro. Replica la Nord con un altro bandierone nuovo con la scritta “Etnei”. Desolatamente vuoto il settore ospiti.

Si accendono i riflettori ed inizia la gara. Il pubblico spinge il Catania ad una prestazione di rilievo ed in campo i rossazzurri rispondono, creando una serie di buone occasioni da gol. Dopo un po’ la Curva Nord espone uno striscione: “Agata con noi”, in omaggio alla giovane tifosa scomparsa la scorsa settimana, e tutto lo stadio si alza in piedi in un lungo e commovente applauso.

Il solito bel gioco espresso dagli uomini di Montella, però, non viene finalizzato, ed anzi sono i leccesi a rendersi pericolosi cogliendo un palo. Si chiude il primo tempo a reti inviolate, ma il pubblico gradisce e batte le mani al duplice fischio dell’arbitro.

Poco dopo l’inizio del secondo tempo il Catania passa: punizione di Lodi, respinta della difesa, tiro a giro di Barrientos, traversa, testa di Bergessio, rete!! Esplode il Cibali!

La gara si elettrizza, lo stadio si anima e fioccano cori e battute. Tra tutte, emerge: “Muriel, hai n’cognomu ca pari n’detersivu ppi lavari piatti!”. Poco dopo, però, l’arbitro decreta un calcio di rigore per il Lecce per fallo di mano di Marchese; in effetti l’azione è molto confusa e non tutti si rendono conto dell’errore del difensore catanese, scatenando un tripudio di insulti rivolti al direttore di gara: “…Ma l’arbittri i ceccunu o’ campu do’ Porto Ulisse e i pottunu ccà?!?!”. Di Michele si presenta dal dischetto sotto una pioggia di fischi: tiro, fuori! Boato del Massimino. E qualcuno sottolinea: “Di Michele, sai signari sulu cche manu!”, con chiaro riferimento al gol dell’attaccante, allora in maglia rosanero, nel derby del 2 febbraio 2007.

Dopo un botta e risposta tra le due squadre, con un clamoroso palo colpito dall’ex di turno Gennaro Delvecchio, proprio quando la gara sembra destinata alla conclusione, la doccia fredda: ripartenza dei giallorossi e gol di Corvia, a due minuti dal termine. Ma non finisce qui: espulsione di Carrizo per proteste, in porta va Lodi. Altro contropiede degli ospiti, tiro parato in qualche modo dall’occasionale portiere etneo, ma sulla respinta segna proprio Di Michele, facendo saltare in aria la panchina ospite euforica.

Uno-due impressionante del Lecce. Il pubblico di casa è sbalordito, rimane a bocca aperta. Incredibile quanto accaduto e soprattutto inspiegabile. Alcuni puntano il dito contro l’arbitro (ma non c’erano fuorigioco nei due gol), altri se la prendono con la pazzia difensiva dei rossazzurri. Sta di fatto che il Catania frantuma in due minuti 3 punti d’oro.

Uscendo dallo stadio l’amarezza è tanta. La sensazione è quella di essersi svegliati proprio nel cuore di un bel sogno e di avere la testa frastornata e la bocca amara. A sei partite dalla fine sembra proprio che il campionato del Catania sia definitivamente finito; ma sarà davvero così? Sarà il campo a dircelo:  appuntamento alle ultime tre sfide interne.

Le differenze quotidiane La guerra dei lerci

Questi ultimi giorni sono stati caratterizzati da due eventi principali che stanno segnando la vita politica del nostro paese. Il “No” della Consulta alle proposte di referendum anti porcellum e il salvataggio di Cosentino rappresentano due fatti dei quali le principali testate non potevano non spendere ingenti quantità di inchiostro e deduzioni. E poi anche la riprovevole vicenda del video su Youtube in cui si vedono alcuni Marines americani oltraggiare i cadaveri di alcuni afghani appena uccisi in uno scontro a fuoco.

Il Fatto Quotidiano
Il giornale di Padellaro non va per il sottile e definisce “Porcate” le decisioni venute fuori dalle principali istituzioni politiche italiane. È una serie di articoli all’insegna dello sdegno e della vergogna che porta a illazioni di ogni tipo. Tra lo sfogo di Di Pietro e i dubbi dei giuristi, non tralasciando nemmeno i complotti della P3, è difficile trovare un angolo non corrotto tra i palazzi del potere italiani.

La Repubblica
Strategicamente La Repubblica evita i toni esagitati mostrando in prima pagina le testuali parole di Napolitano, il quale invita i partiti stessi alla riforma sulla legge elettorale. Dopo un interessante ed esaustivo dossier in cui vengono presentati i diversi sistemi elettorali tra i maggiori paesi europei, si racconta lo scontro in Parlamento, con il centro destra artefice del salvataggio di Cosentino e la spaccatura interna alla Lega. Di interesse vitale per il nostro paese sono gli articoli sull’effetto nei mercati delle nuove riforme italiane. Per finire, è da segnalare l’intervista di Rampini a Mitt Romney, il favorito alle primarie dei repubblicani in vista delle elezioni presidenziali negli Usa.

Il Corriere della Sera
Il Corriere antepone il negato arresto di Cosentino alle bocciature dei referendum. Anche qui vengono messi in risalto la disputa interna alla Lega e l’appello di Napolitano per una nuova riforma. Importanti articoli sui tassi dimezzati, con il calo dello spread e le parole (parzialmente) rassicuranti di Draghi sul futuro italiano. Con merito viene presentata anche la scena internazionale con le primarie Usa e il nuovo video scandalo dei marines americani che urinano sui cadaveri di alcuni afghani.

Il Giornale
Quello che sembra costituire maggiore interesse per Il Giornale è il duello tutto lumbard tra Bossi e Maroni per decidere l’arresto del tanto discusso Cosentino. Molto criticate le polemiche di Di Pietro nei confronti del “no” ai nuovi referendum, qualche pezzo sull’effetto liberalizzazioni e le conseguenti lamentele per il governo Monti. Infine si parla di politica globale con lo scandalo dei soldati Usa.

Libero
Sulla stessa scia del quotidiano precedentemente analizzato, anche Libero si concentro sulla spaccatura della Lega, non tralasciando però le altre cronache, con un interessante articolo sugli sprechi della Casta e diversi pezzi sulla scena internazionale.

Tutto sommato, questa volta nessun giornale si merita particolari critiche. Quello che forse meglio degli altri affronta tutti i fatti nel modo più completo è Repubblica.

Ma ciò su cui riteniamo di dover spendere più di una parola è l’ennesima prova che una guerra che era nata con il pretesto di esportare libertà e democrazia, quella in Afghanistan, si è fatta riconoscere per quello che era: un abominevole ammasso di vergogne per le quali noi “civilizzatori” occidentali non possiamo non sentirci responsabili.

Presentato il Calendario del CIVM 2012, la Sicilia mantiene le sue due gare tradizionali

Il Campionato Italiano Velocità Montagna 2012 si disputerà su dodici appuntamenti. Conferme e nuove entrate caratterizzeranno la prossima stagione della serie tricolore CSAI in persistente crescita e fermento, che risponde sempre con numeri di grande rilievo e continua ad accrescere il proprio successo su ogni fronte.

Inizierà in provincia di Treviso il 15 aprile il Campionato Italiano Velocità Montagna 2012, proprio con una nuova entrata, la Vittorio Veneto – Cansiglio che festeggerà con la massima validità CSAI la 40^ edizione sul suo vario ed impegnativo tracciato da 5.950 metri.

Dall’estremo nord all’estremo sud d’Italia per il secondo appuntamento della serie alla 55^ Monte Erice, la classica trapanese che lungo i 5.890 metri di tracciato completo di ogni caratteristica propria delle salite, porta i concorrenti fino alle porte della famosa località medievale. Ad una settimana di distanza, il 6 maggio, il C.I.V.M. si sposterà al centro della Sicilia per la terza gara della serie, la 58^ Coppa Nissena, 5,450 Km che si concludono alle porte di Caltanissetta.

Di nuovo al nord in Friuli nell’ultimo week end di maggio il 27, per la 43^ edizione della Verzegnis – Sella Chianzutan la gara udinese con il suo guidato percorso da 5,640 Km sulle Alpi carniche.

Quinto appuntamento in Puglia per la 55^ Coppa Selva di Fasano che torna in tarda primavera, precisamente il 10 giugno, ad essere teatro delle applaudite sfide sui 5,600 Km di tracciato altamente impegnativo.

Data nuova per un’altra presenza collaudata del tricolore, la Pieve Santo Stefano – Passo dello Spino, gara aretina che festeggerà la 40^ edizione nel 2012, sui 6 Km di tracciato sulle falde del Monte Verna.

Dopo il giro di boa, il primo appuntamento della seconda parte di campionato partirà dalle rive dell’Adige il primo giorno di luglio, verso gli oltre 17 Km della 62^ Trento – Bondone, “l’Università della Montagna”, gara valida anche per il Campionato Europeo con i suoi trentatre tornanti.

Ad una settimana di distanza, l’8 luglio la 51^ Rieti – Terminillo, 48^ Coppa Bruno Carotti, l’altra competizione italiana con validità tricolore ed europea con i suoi 15 Km di percorso che dalle porte della città “ombelico d’Italia” sale fino alla vetta del Monte Terminillo.

Si rimane al centro Italia per l’ottava prova, nella Marche ad Ascoli Piceno per la 51^ Coppa Paolino Teodori, poco meno di 5 Km dove non manca nessuna caratteristica cara agli “scalatori”.

Il 26 agosto tradizionale trasferta umbra a Gubbio per il 47° Trofeo Luigi Fagioli, una sequenza di forti emozioni lunga 4 km.

Torna nel massimo campionato il 9 settembre la Cronoscalata del Reventino, apprezzata gara catanzarese che si svolge sui divertenti 6 Km di tracciato che da Nicastro, alle porte di Lamezia Terme, conducono fino alla caratteristica Platania.

Come già accaduto nel 2009, il C.I.V.M. 2012 si concluderà in Sardegna sui 6 Km della 28^ Iglesias – Monte S. Angelo che segnerà il suo rientro nel tricolore il 7 ottobre.

Calendario Campionato Italiano Velocità Montagna 2012: 

15 aprile, 40^ Vittorio Veneto Cansiglio; 

29 aprile, 55^ Monte Erice;

6 maggio 58^ Coppa Nissena;

27 maggio  43^ Verzegnis – Sella Chianzutan;

10 giugno  55^ Coppa Selva di Fasano;

17 giugno 40^ Pieve Santo Stefano – Passo dello Spino;

1 luglio 62^ Trento – Bondone;

8 luglio 51^ Rieti – Terminillo 48^ Coppa Bruno Carotti;

22 luglio Ascoli – Colle San Marco 51^ Coppa Paolino Teodori;

26 agosto 47° Trofeo Luigi Fagioli, Gubbio Madonna della Cima;

9 settembre 14^ Cronoscalata del Reventino;

7 ottobre 28^ Iglesias – Monte S. Angelo.

Trappeto Sud, ecco il gas metano

“Non facciamo annunci ma presentiamo fatti”. Con queste parole il sindaco Raffaele Stancanelli in via Borgese ha materialmente acceso la fiamma alimentata dal metano che da oggi è disponibile anche per i circa 3000 potenziali utenti della zona di Trappeto Sud dove si sono completati definitivamente i lavori.

Un’accensione molto partecipata a cui sono intervenuti il presidente dell’Asec Agatino Lombardo, il direttore dell’Asec Giovanna D’ippolito, i presidenti della VII circoscrizione, Giovanni Fodale, e della VI, Sebastiano Anastasi, insieme ai consiglieri di quartiere e a numerosi abitanti.

“E’ un fatto concreto molto importante per la città – ha detto Stancanelli- un’occasione di risparmio energetico e di risorse, che ci ha anche consentito di soddisfare l’impegno di ripristinare le strade, danneggiate dai lavori e dall’incuria degli anni scorsi. Questo grazie anche all’impegno del presidente Nuccio Lombardo, che per la lunga esperienza ho voluto alla guida dell’Asec e soprattutto a un finanziamento erogato dalla Cassa Depositi e Prestiti che abbiamo usato per mettere in sicurezza la rete metanifera per espanderla e ripristinare conseguentemente le strade nei quartieri di Cibali, Nesima, Picanello. Concretezza, rigore e razionalizzazione delle risorse- ha continuato Stancanelli – è stata la politica di questa Amministrazione che sta dando risultati concreti per tutti”.

Particolarmente soddisfatto il presidente dell’azienda del gas cittadino Agatino Lombardo:“ I lavori della cosidetta metanizzazione diffusa – ha detto il presidente Asec- c alla fine di tutti i lavori di completamento sparsi per la città, quattro-cinque mesi ancora, aggiungerà un nuovo bacino d’utenza potenziale per la nostra azienda di circa 20 mila utenze. Un risultato straordinario che fino a qualche tempo fa sembrava lontanissimo e che permettera alla nostra azienda di fare un nuovo salto di qualità in termini di crescita e sviluppo di un servizio importante, che salvaguarda l’ambiente e riduce i costi per i cittadini destinati all’approvvigionamento energetico”.

Interessate all’allaccio con la rete del gas Metano da oggi sono le vie: Amari, San Giacomo, Selvaggi, Gioviale, Arezzo, Ota, Borgese, Giarre, Riposto, Aguglia, Cataudella, Morano e viale Benedetto Croce.