Protezione civile: esercitazione antisismica a Catania

“Tre giorni di attività operativa sul campo simulando un evento sismico in alcune zone di Catania per mettere a punto la macchina della prevenzione e il mondo del volontariato di protezione civile che in caso malaugurato di eventi disastrosi è elemento essenziale per assistere i cittadini. Siamo orgogliosi di questi ragazzi e del loro impegno per la città”.

Lo ha detto il sindaco di Catania Raffaele Stancanelli alla presentazione dell’esercitazione di protezione civile “Catania al centro del …volontariato” che si svolgerà , da venerdì pomeriggio 21 a domenica sera 23 settembre, coinvolgendo la nona e la decima municipalità con particolare riferimento ai quartieri di Librino, San Giorgio e San Giuseppe La Rena.

Il terremoto simulato, di magnitudo 4.6, localizzato nella Piana di Catania, interesserà anche le scuole Campanella Sturzo, l’asilo nido Santa Maria Goretti per prove di evacuazione, mentre il centro commerciale “ Porte di Catania” sarà coinvolto domenica mattina.

Nel corso della simulazione è prevista sabato mattina l’evacuazione del quartiere Santa Maria Goretti. L’esercitazione testerà, con la presenza della gente e dei presidi sanitari, le aree di emergenza di viale Bummacaro e Castagnola nella nona municipalità, e le aree del Campo Rugby di Santa Maria Goretti, di viale Nitta, Domenico Tempio, e San Giuseppe La Rena nella decima municipalità.

Alla simulazione insieme alle direzioni comunali e al coordinamento volontari parteciperanno numerosi altri Enti con in testa la Prefettura, il dipartimento per la Sicilia orientale di protezione civile, Asp3, Questura, Csve, Trenitalia Rfi, Amt, Sidra, Asec e Snam, centro commerciale Porte di Catania, ordine degli architetti.

Gli abitanti dei quartieri interessati sono già stati messi a consocenza dell’esercitazioe di protezione civile con manifesti e avvisi porta a porta:“La simulazione- ha detto il sindaco- servirà anche a fare comprendere ai cittadini che comportandosi disciplinatamente e collaborando con chi è abituato a gestire le emergenze può, nel caso di eventi gravi, gestire al meglio ciò che accade collaborando con gli operatori esperti della materia, persone di straordinaria generosità che ringrazio pubblicamente per il loro operato”.

All’incontro di presentazione dell’esercitazione svoltosi nella sede del Comune della Protezione Civile hanno partecipato anche l’assessore comunale alla Protezione Civile Giuseppe Marletta, il direttore della Tutela e Salvaguardia del Territorio e Protezione Civile Pubblica Maria Luisa Areddia, il responsabile coordinatore Salvatore Fiscella e il presidente del coordinamento volontari di protezione civile Carmine Rosati.

Il piano operativo, che segue una serie di riunioni tra direzioni comunali e il coordinamento delle 19 associazioni di volontariato, servirà anche a stilare un nuovo piano operativo di protezione civile aggiornando quello redatto due anni addietro.

 

IPOTETICO SCENARIO DELLE AREE:

•  Crollo di alcuni fabbricati fatiscenti, lesioni a strutture murarie, lesioni nelle tompagnature dei fabbricati intelaiati, caduta di comignoli, tegole e cornicioni, fessurazioni nel terreno;

•  Black out elettrico diffuso e prolungato, difficoltà nelle comunicazioni telefoniche, interruzione erogazione del gas, intorbimento dell’acqua potabile, difficoltà di gestione delle strutture di pronto intervento, di pubblico servizio e di assistenza ad anziani e disabili;

• Comportamenti anomali degli animali domestici, panico diffuso, attacchi cardiaci, persone ferite e persone in cerca di notizie di propri familiari.

I danni rilevati agli edifici saran

•Edifici crollati n° 5

•Edifici inagibili n° 150

•Edifici danneggiati n° 250;

Il numero simulato delle vittime e dei feriti sarà contenuto, per evitare il ricorso a strutture sanitarie esterne alla città. Notevole invece sarà il numero degli aventi bisogno d’assistenza.

L’evento sismico simulato è analogo per intensità a quello verificatosi il 23 dicembre 1959.

“Apprezziamo particolarmente – hanno detto il primo cittadino e l’assessore Marletta – il lavoro della Protezione civile e dell’architetto Areddia che la dirige, per il clima di collaborazione fattiva che è riuscita a creare nel corso tra il Comune, il volontariato e le altre istituzioni ”.

La simulazione costerà al Comune appena 3 mila 170 euro, nonostante che per questa esercitazione saranno schierati in campo oltre a impegno e professionalità, macchine, supporti, punti sanitari e oltre cento volontari.

Una targa per ricordare Serafino Famà

Una targa per ricordare l’avvocato Serafino Famà è stata scoperta dal sindaco Raffaele Stancanelli e dai familiari del legale ucciso dalla mafia il 9 novembre del 1995 nel piazzale a lui recentemente intitolato tra viale Raffaello Sanzio e via Oliveto Scammacca.
Alla cerimonia hanno preso parte anche il presidente del tribunale etneo Bruno Di Marco, il questore Antonino Cufalo il presidente del consiglio comunale Marco Consoli, il consigliere comunale Saro D’Agata e l’avvocato Enzo Trantino nel cui studio legale Serafino Famà mosse i primi passi da penalista. “Un atto doveroso – ha detto Stancanelli – verso un uomo onesto e coraggioso che è stato ucciso proprio per riaffermare i valori della legalità. L’intitolazione che abbiamo voluto fosse nel luogo dove si è consumato il vile agguato è una memoria perenne per le generazioni di una città che non si arrende e non si sottomette alla violenza e alla sopraffazione”.
Particolarmente toccante il ricordo di Serafino Famà del fratello e del figlio della vittima che hanno ringraziato il sindaco per l’intitolazione, ma anche del presidente del tribunale Di Marco che di Serafino Famà ne ha evidenziato “la grande professionalità e l’attaccamento ai valori della giustizia di cui la professione forense è parte essenziale “.
L’incontro, a cui hanno partecipato numerosi cittadini, si è chiuso con una breve prolusione dell’avvocato Trantino che ha sottolineato come “questo momento commemorativo di cui va dato merito al sindaco e ai familiari, testimonia come l’uccisione di Serafino non sia stata vana, perchè il suo ricordo è sempre vivo nella città in cui egli ha operato per tanti anni onorando fino al sacrificio estremo la professione di avvocato che amava con tutte le sue forze”.

Stancanelli a Monti: ”Servizi e stipendi a rischio se non arrivano le risorse che ci sono dovute”

“Se non verrà garantita l’erogazione delle spettanze dovute dai trasferimenti previsti, circa 50 milioni di euro, il Comune non sarà più in grado di assicurare l’erogazione dei servizi essenziali – primi fra tutti quelli connessi al ciclo di smaltimento dei rifiuti – con evidenti riflessi di ordine pubblico e sulla salute e la sicurezza dei cittadini e si vedrà costretto a venir meno ai propri impegni nei confronti delle cooperative impegnate nell’erogazione dei servizi sociali, oltre che nei confronti dei propri dipendenti e delle società partecipate”.

E’ uno dei passaggi principali della lettera che il sindaco di Catania Raffaele Stancanelli ha inviato al presidente del consiglio dei ministri Mario Monti, anche nella qualità di responsabile del dicastero dell’economia, al ministro dell’interno Annamaria Cancellieri, al presidente della regione siciliana Raffaele Lombardo e all’assessore regionale alle finanze Gaetano Armao per sollecitare l’erogazione delle risorse (40 milioni di euro dallo Stato e 10 dalla regione) già stanziate ma ancora non accreditate nelle casse di Palazzo degli Elefanti.

Nella missiva di Stancanelli ai vertici delle istituzioni nazionali e regionali viene sottolineato inoltre come “la mancata riscossione, in tempi brevi, dei crediti, porterà inevitabilmente al collasso le finanze comunali, vanificando l’enorme lavoro fin qui svolto, da questa Amministrazione, nell’invertire il trend finanziario delle precedenti gestioni che aveva portato il Comune di Catania sull’orlo del dissesto”.

Nel documento del capo della giunta comunale etnea, sottoscritto anche dal ragioniere generale Giorgio Santonocito, viene ricordato come “in soli tre anni si sia riusciti – attraverso una severa contrazione della spesa corrente, del numero dei dipendenti comunali e del correlato costo del personale, ed una sensibile espansione delle entrate tributarie, ottenuta grazie alla lotta all’evasione tributaria – ad invertire la forbice fra spese ed entrate correnti, avviando un percorso di risanamento finanziario ed amministrativo i cui frutti rischiano, purtroppo, di essere bruciati dalla attuale severa crisi di liquidità”.

Un caffè in Sicilia con le foto di Dario Azzaro

Chi pensa che il caffè possa essere gustato solo dalla tazzina o come ingrediente per dolci, rimarrà piacevolmente sorpreso di fronte ai primi e secondi piatti creati dalla maestria dei migliori chef di Sicilia e internazionali: raffinatezze d’alta cucina che coinvolgono i sensi, buone da gustare e odorare, ma soprattutto belle da vedere.

È infatti un curioso “menù” da ammirare quello della mostra fotografica “Sicilia al gusto di caffè”, realizzata dal fotoreporter Dario Azzaro per celebrare i 18 anni della casa editrice “Sotto il Vulcano”, con il supporto del gruppo Viba Vending, leader nella distribuzione automatica, e dell’Associazione “Le Soste di Ulisse”.

Venticinque scatti in esposizione, che saranno presentati domani, sabato 10 dicembre, alle 10.30, al Palazzo della Cultura (via Vittorio Emanuele 121) di Catania. Per l’occasione si svolgerà un convegno dedicato al caffè, quello da bere e quello “da mangiare”, in questo caso anche con gli occhi. All’evento parteciperanno – accanto all’editore e organizzatore dell’iniziativa Marco Spampinato e all’amministratore unico di Viba Vending Vincenzo Ballato – il sindaco di Catania Raffaele Stancanelli, l’assessore comunale alle Attività Produttive Franz Cannizzo, il presidente di “Le Soste di Ulisse” Enrico Briguglio. Concluderà gli interventi Fabio Castiglione dell’Area Manager DA “Luigi Lavazza Spa”.

E per tenere desti il palato e l’attenzione degli intenditori di caffè, le immagini della mostra saranno protagoniste di un calendario edizione 2012, celebrativo dell’anniversario di “Sotto il Vulcano. Mese dopo mese i diversi chef – solo per citarne alcuni, la prossima “Stella Michelin” in Sicilia Angelo Treno, e i siracusani Ivo Vatti e Keita Tanaka, che si distinguono nel panorama italiano della ristorazione – racconteranno con le loro portate, la cultura e le tradizioni isolane legate ai profumati chicchi neri e alla loro celebre bevanda “fumante”.

Rischio piogge, botta e risposta Beretta-Stancanelli

Gli ultimi, drammatici eventi verificatisi a Genova dimostrano che dobbiamo abituarci alle piogge straordinarie e proprio per questo, anche in vista dei nuovi acquazzoni indicati dai servizi meteo anche a Catania occorrerebbe una risposta straordinaria. Occorrerebbe che, una volta tanto, gli interventi si pianificassero in maniera seria e ragionata per evitare che una pioggia possa trasformarsi in tragedia. Nel frattempo però ci accontenteremmo che il Comune si occupasse almeno di cose spicciole come la manutenzione ordinaria dei corsi d’acqua e costanti interventi di pulizia per scongiurare gli allagamenti che si verificano puntualmente ad ogni acquazzone violento, ma siamo costretti a verificare che nemmeno questa sembra essere una delle preoccupazioni del sindaco Stancanelli”.
Lo detto il parlamentare catanese del Pd, Giuseppe Berretta, esprimendo preoccupazione per l’assoluta mancanza di interventi di prevenzione dei rischi legati alle precipitazioni straordinarie che potrebbero verificarsi nei prossimi giorni anche a Catania. “Rischi aggravati dalla mancanza di una seria pianificazione di interventi di manutenzione che andrebbero effettuati in tutta la città e di pulizia ordinaria anche dei torrenti catanesi” prosegue Berretta, che nei giorni scorsi ha incontrato – assieme al consigliere di quartiere Angela Battista – gli abitanti del Villaggio Santa Maria Goretti effettuando un sopralluogo per verificare se siano state effettuate operazioni di pulizia e messa in sicurezza del torrente Forcile.
Contare il record di millimetri di pioggia caduta in poche ore resta un inutile esercizio statistico se poi a farne le spese sono sempre gli stessi quartieri. Ci chiediamo allora che fine hanno fatto tutte le promesse di interventi di manutenzione e pulizia straordinaria dei torrenti catanesi chiede l’esponente del Pd – Il sindaco Stancanelli forse crede che aver chiesto lo stato di calamità per l’alluvione di Santa Maria Goretti del 15 ottobre scorso sia stato sufficiente a risolvere il problema, ma gli abitanti del quartiere a ridosso dell’aeroporto continuano ad essere preoccupati e temono ogni giorno l’arrivo di nuovi acquazzoni, a partire da quelli previsti per le prossime ore”. “Non basta preoccuparsi dei problemi, bisogna risolverli e da quello che abbiamo visto non ci sembra che il Comune abbia eseguito nessuno degli interventi di pulizia che erano stati promessi all’indomani dell’ultima alluvione che ha messo in ginocchio tutta la zona Sud di Catania”. “Non ci sembra di chiedere tanto, vorremmo che questa città fosse amministrata, sempre e tutta – conclude Berretta – Catania non si ferma a piazza Duomo, e a Santa Maria Goretti o San Giuseppe La Rena non ci si va solo quando l’acqua è alta un metro, sapendo che abitanti e consiglieri di quartiere da anni denunciano sempre le stesse preoccupazioni”.
In merito alle considerazioni diffuse dall’onorevole Giuseppe Berretta circa gli interventi di ripristino a Villaggio Santa Maria Goretti, l’Amministrazione Comunale precisa quanto segue: “Sorprendono le prese di posizione dell’onorevole Berretta perché gli interventi effettuati, peraltro ancora in corso di esecuzione, sono concreti e tangibili come hanno riportato, con ampio risalto, gli organi di stampa. Le iniziative portate avanti come anche i cittadini di quella zona hanno dato atto, sono frutto di un lavoro incessante tra le Direzioni Comunali delle manutenzioni e della protezione civile, che su disposizione del sindaco Stancanelli, hanno operato già poche ore dopo l’alluvione, in stretto coordinamento tra loro con la supervisione del direttore generale.
Tuttavia, a meri fini riepilogativi e per prevenire inutili allarmismi nella popolazione, si sintetizzano gli interventi effettuati nel Villaggio S.M. Goretti: utilizzando mezzi e personale del Servizio manutenzione del Comune di Catania sono già stati effettuati e vengono continuamente monitorati dagli operai comunali:
• Pulizia del canale Forcile, per quasi tutta la sua lunghezza,
• Pulizia della foce del canale Forcile;
• Espurgo delle caditoie risultate ostruite all’interno del villaggio;
Lavori effettuati presso il canale Fontanarossa, con mezzi e personale di ditta esterna, individuata con procedura di somma urgenza:
•Pulizia del canale Fontanarossa.
I lavori di pulizia di questo canale si sono resi necessari per l’eliminazione di residui di canneti, alberi, elettrodomestici, telai di motorini, materassi e materiale vario di risulta”.
A breve giro giunge la controreplica di Beretta: “Gli interventi di cui parla il sindaco Stancanelli sarebbero stati effettuati dopo l’allagamento, ce lo dice lui stesso. Ci auguriamo che siano stati davvero eseguiti e che siano efficaci, ma quando si parla di prevenzione, di manutenzione ordinaria e di costanti opere di pulizia, ci si riferisce ad azioni da effettuare prima o dopo una possibile sciagura, com’è già accaduto? Anziché scambiare il buonsenso e il rispetto per l’incolumità dei cittadini per inutili allarmismi, forse il sindaco potrebbe evitare che nella città tutta si debba attendere il disastro per intervenire. Non vorremmo che si scoprisse troppo tardi che è arrivato l’autunno”.