Le differenze quotidiane Si tratta con l'Europa

Da qualche giorno sembra di essere entrati nella fase calda delle “trattative” con l’Europa. I giornali sono diventati improvvisamente molto più tecnici e “calcolatori” di quanto ci saremmo mai potuti immaginare. Tra le pagine di questo fine settimana troviamo dati e previsioni di carattere squisitamente economico finanziario, come se ormai il futuro degli italiani (o meglio, dell’Occidente) sia in balìa di numeri che molti di noi fanno fatica a comprendere.

Il Fatto Quotidiano
Il Fatto si concentra su alcune delle tante malefatte dei nostri politici e degli uomini da cui si fanno circondare. Si legge di posti da usciere promessi per mazzette, della laurea-lampo di Renzo Bossi ottenuta all’Università di Tirana, della lista di ragazze nel pc di Belsito, dei sospetti all’interno di Comunione e Liberazione, molto vicina a Papa Ratzinger. Poi però si va sulla politica vera e propria, con i candidati Pd, e sulle morti sul posto di lavoro.

La Repubblica
Si inizia con il “Piano di Monti alla Ue” in merito al deficit. Le prime pagine riguardano appunto le strategie che il governo intende attuare per restituire i 2 miliardi e rotti di crediti Iva. Tra previsioni e opinioni di chi sta al governo, e non solo, poi troviamo un dossier sull’Imu e sul rapporto con i comuni. Di seguito qualche pagina sulle “Vittime della crisi”, un capitolo che sembra non poter chiudersi molto presto, e lo scontro francese Hollande – Sarkozy, con il primo sempre più favorito, anche se negli ultimi sondaggi il candidato popolare ha ottenuto qualche punto in più. Saltando qualche pagina che torna sulla politica interna, arriviamo a qualche pezzo internazionale in cui si parla degli scontri che in queste notti stanno rendendo invivibili le strade del Cairo.

Corriere della Sera
Anche il Corriere diventa “tecnico” e ci presenta la situazione Imu – comuni in tutti i suoi dettagli. Si punta molto sulla possibilità di far decidere i comuni stessi se far pagare la tassa sulla prima casa, ma la questione non è ancora prossima ad una facile soluzione. Poi si parla degli studenti albanesi che si rivoltano contro Bossi junior, considerato clandestino e quindi non abilitato a laurearsi. Di seguito si arriva in Francia con lo scarto tra i due candidati sempre più stretto. Si rimane all’estero dove in Grecia prende sempre più coraggio il partito di sinistra radicale anti-tedesco con Glezos a capo.

Il Giornale
Solita vena di ironia da parte di Sallusti, che ci parla di un Monti che “si sveglia” in merito allo sblocco dei rimborsi Iva, con 2,2 miliardi alle imprese. Più di qualche pezzo è dedicato a chi protesta per la pressione fiscale e poi vi è un articolo sullo spreco che rappresenterebbero le intercettazioni: in base a un rapporto del ministro Giarda, i nastri costano il 40% del budget di giustizia. Si va poi sulla politica meramente interna e sulle inchieste sui partiti. In seguito una panoramica sulla scena internazionale, con Hollande, le dichiarazioni su di lui da parte della Merkel e la situazione monetaria europea. Infine la storia del dissidente cinese Chen, che forse potrà laurearsi in America.

Ormai per farsi un’idea della situazione politica del continente bisogna avere almeno una calcolatrice alla mano, tra deficit da risanare, debiti da estinguere e conti da far quadrare. In relazione a questa condizione di costante emergenza, prendono forma sempre di più nuove forze politiche estremiste che fanno sentire la propria voce in tutta Europa. Gruppi neo nazisti, violenti e xenofobi rischiano di non rimanere solamente ai margini della vita politica europea ma sempre più spesso ottengono seggi in Parlamento.

Le differenze quotidiane Il morso della crisi

Dopo una breve pausa, torna la rubrica che si occupa del modo in cui i diversi quotidiani nazionali informano i lettori italiani. In questi giorni di nostra assenza, tra ulteriori declassamenti finanziari, processi storici (il caso Breivik, in Norvegia), e molto altro, non pochi eventi hanno contrassegnato il panorama mediatico italiano e internazionale.
I dati statistici che pongono l’Italia in una posizione sempre più vicina alla povertà, la recessione che imperversa impietosa nel sud dell’Europa, l’imminente epilogo dello scontro Sarkozy – Hollande, che verosimilmente segnerà il cambiamento di rotta per una fetta consistente della politica comunitaria; e ancora, oltreoceano assistiamo alla battaglia (spesso scorretta) tra Obama e Romney, pronti ad entrare nel clou dello scontro.

Per riprendere, abbiamo deciso di analizzare in maniera più dettagliata i due principali quotidiani nazionali, Corriere della Sera e la Repubblica, insieme ad articolo estero che “parla di noi”.

La Repubblica
Le parole del premier Monti vengono mostrateci in primo piano, accompagnate dal motto “meno tasse, più crescita”. Subito dopo, un dossier sulle soluzioni a livello comunitario per far ripartire l’economia europea. Tra le proposte vi sono anche delle misure ultra-liberiste che prevedono liberalizzazioni e apertura dei mercati nazionali ad altri partner. In seguito ci viene presentato il declassamento della Spagna, che passa da A a BB+. Dopodiché si affronta la delicata questione pensioni, con un dossier che presenta l’oramai drammatica condizione che è costretto a vivere un pensionato su due in Italia. Diverse pagine sono dedicate alla politica interna, con alcune spese sospette da parte di Formigoni. Infine si torna sullo scandalo che ha travolto la Lega, e tuonano le parole di Belsito il quale assicura che Bossi sapesse tutto. Da sottolineare un articolo riguardante la sentenza storica pronunciata a L’Aja, in cui il dittatore liberiano Taylor è stato giudicato “colpevole per crimini di guerra”. Un capo di Stato non veniva giustiziato dal 1946, e questo potrebbe rappresentare un importante passo avanti verso una giustizia globale.

Corriere della Sera
In prima pagina (di venerdì 27 aprile) ci viene presentato il declassamento da parte di Standard & Poor’s nei confronti della Spagna. Ogni qual volta i vicini iberici subiscono dei colpi, il lettore italiano tende a preoccuparsi, dato lo stretto legame che pare vi sia tra l’economia spagnola e quella italiana. Il giornale di De Bortoli ci mostra però le strategie macroeconomiche che il premier Monti intende seguire per percorrere il percorso della crescita. Nelle pagine seguenti si parla degli emendamenti alla riforma sul lavoro, delle preoccupazioni di Bankitalia in merito alla delicata situazione in cui vivono le banche e della drammatica condizione dei pensionati italiani, dei quali la metà incassa meno di mille euro mensili. Infine si ritorna sul processo escort – Berlusconi e sulla vicenda Lavitola.

Lo sguardo estero
Prendiamo in considerazione un pezzo sul quotidiano francese Le Monde in cui Ridet parla della recessione italiana che “peggiora malgrado Monti”. L’articolo è l’emblema di come all’estero il nostro premier tecnico sia assolutamente ben visto. Il lavoro di Monti viene presentato come necessario e coraggioso, ma sarebbe la lentezza derivante dai negoziati con le parti sociali a ritardare la crescita la del paese. In base al pezzo di Ridet questo rigore imposto dal governo tecnico sarebbe un passo assolutamente indispensabile per uscire dalla crisi.

Tanta credibilità e fiducia nel nostro governo sembra non poter durare così a lungo, almeno qui in Italia. I dati Istat lo confermano: il nostro paese è sempre più povero. Tra qualche dubbio legato alle strategie dell’esecutivo, rimane una sfiducia di fondo sul tipo di soluzione che l’Unione europea sembra convinta di scegliere. Combattere la crisi neoliberista con iniezioni di neoliberismo potrebbe rivelarsi letale, a detta di molti.

Le differenze quotidiane C'è un futuro per l'Europa?

Nessuno ormai sembra in grado di assicurare cosa succederà all’Europa. Tutto è in dubbio e ogni decisione è in bilico. L’unica cosa certa è che continua una estenuante altalena con lo spread che continua a salire e poi riscende e la borse due giorni a picco e uno alle stelle. I principali protagonisti della politica europea parlano di ultima chance per salvare la moneta unica, ma all’interno dei parlamenti nazionali si storce il naso di fronte alle condizioni che i trattati impongono.

Il Manifesto

“Un week end da paura”. La prima pagina con l’immagine di una moneta da 1 euro pronta ad essere forgiata (o distrutta?) la dice lunga sulla situazione più che critica che il vecchio continente sta vivendo. Il quotidiano comunista presenta l’ennesimo summit “decisivo” dallo scoppio della crisi, con la Merkel pronta a proporne un altro. Vengono riportate diverse dichiarazioni dei più noti esponenti politici mondiali ma la sensazione è che nessuno sappia bene come muoversi.

La Repubblica

Quasi comicamente si parla ancora di “ultima chance per l’Europa”, con le parole di Sarkozy, Merkel, Monti, Draghi, Obama e molti altri a fare da sfondo. Approfondimenti davvero interessanti sono quelli che riguardano le decisioni della Bce su tassi, pensioni, benzina e imposte. Ogni aspetto della crisi è ormai studiato al dettaglio e questo dà la sensazione che prima o poi, a forza di analizzare tutto ciò che riguarda l’eurozona, si arriverà ad una soluzione.

Il Corriere della Sera

Non differisce di molto la presentazione del Corriere rispetto a quella della Repubblica. Per questa settimana i due quotidiani si equivalgono, in quanto ci parlano in modo completo della situazione europea nella quale siamo sommersi. Anche il giornale di De Bortoli presenta degli approfondimenti da non trascurare, che sembrano quasi più interessanti delle dichiarazioni dei confusi leader europei(sti). Da sottolineare un’intervista di Aldo Cazzullo a Geronzi, il quale racconta alcuni retroscena del crac Parmalat e rivela come ancora oggi la massoneria influisca nel mondo politico e finanziario.

Libero

Il quotidiano di Belpietro parla dei “veri numeri della manovra” che equivalgono ad una colossale stangata. Ogni famiglia perderà 2500 euro e gli italiani saranno vessati dalle atroci misure del quasi odiato Professor Monti. Si fa fatica a ricordare un Libero tanto critico nei confronti della maggioranza (in questo caso tecnica), ma nonostante le solite uscite stravaganti, qualche articolo interessante merita di essere preso seriamente in considerazione ora che sembra essersi conclusa la battaglia apologetica nei confronti di Silvio Berlusconi.

Il Giornale

Molto meno meritevole di elogi Il Giornale, che sembra essere rimasto ancorato a quella logica molto politica e poco giornalista del noi contro loro. I fatti sono pochi e le illazioni troppe.

In pochi, o forse nessuno, sembra aver capito quale sia la soluzione. Si ha la sensazione che forse convenga aspettare che il tempo faccia il suo corso, ma anche in quel caso potremmo trovarci in una situazione ancor più complessa. I continui vertici europei portano a poche e confuse decisioni che i governi nazionali non possono interpretare in maniera definitiva, e tutto questo non fa altro che creare panico e sfiducia, agli investitori e soprattutto ai cittadini.

Le differenze quotidiane Monti, i mercati e la crisi

Riforma sulle pensioni. Sacrifici che toccano tutti e misure che non accontentano nessuno. Il Pd si spacca, il centro destra, mai veramente convinto di Monti e dei suoi “amici”, continua a diffidare di questo nuovo esecutivo. Anche se a parole ogni componente politica (Lega esclusa) si dichiara totalmente disponibile ad appoggiare il governo tecnico, la severità delle misure che questo sembra intenzionato ad attuare pongono un freno alla reale collaborazione delle parti.

Il Manifesto

Come ci si aspetta che sia, il quotidiano da sempre vicino a lavoratori e sindacati presenta la riforma sulle pensioni come il tentativo di seguire mercati ed Ue. Le prime pagine sono dedicate alle dichiarazioni di Marchionne, che minaccia di andarsene per poi rimangiarsi tutto. Non trascurando la scena internazionale, Il Manifesto riesce in poche pagine a dare un’idea generale della precaria situazione che stiamo vivendo.

La Repubblica

Questa settimana, il giornale di Ezio Mauro si merita il primo posto per come approfondisce la questione pensioni, i risvolti in parlamento e la crisi finanziaria anche attraverso tre domande rivolte a sei esperti internazionali di economia globale. Dando ampio spazio a tutto ciò che riguarda le dinamiche europee, tra le dichiarazioni di Draghi e quelle di Sarkozy, ci si rende conto come ormai anche i più convinti sostenitori dell’Ue sembrano aver capito che i trattati vanno riformati. Tra le altre notizie ed inchieste di cui si fa carico il quotidiano, una che riteniamo opportuno citare consiste nell’articolo su WikiLeaks in cui si parla del fatto che sul web “siamo tutti spiati”.

Il Corriere della Sera

Come sempre molto attento ad analizzare le riforme italiane, tra grafici ed opinioni, il Corriere non si fa mancare niente sotto questo punto di vista, presentando anche le dichiarazioni provenienti da Bruxelles e le proposte di Sarkozy. Non mancano i dubbi interni, con Bersani che appare più confuso del solito. Altro aspetto positivo è lo spazio notevole che viene dedicato alla scena internazionale con i delicati equilibri nucleari tra Iran e resto del mondo ed il futuro dell’Egitto.

Il Giornale

Sallusti si scaglia contro Monti, accusandolo di mettere in atto la politica del prendere o lasciare. Ma il punto più importante sta nell’intervista al politico inglese Nigel Farage, il quale ci spiega come “la Germania ci sta distruggendo” e che Monti “farà tutto ciò che gli dirà di fare la Merkel”.

Lo sguardo estero

“Una via d’uscita per l’Italia”  è questo il titolo di un articolo del Financial Times, in cui viene analizzata la difficile situazione economica del nostro paese. L’autore, Roubini, ci spiega come “i tagli alla spesa pubblica e l’aumento delle tasse non possono bastare”, ma è necessaria una ristrutturazione generale, che eviterebbe anche l’uscita dall’euro.

Siamo arrivati ad un punto in cui economisti e pensatori politici profilano davvero un possibile futuro senza la moneta unica, che sembra andar bene solo ai più forti. Le nuove misure per la crescita non convincono e le decisioni di Fmi e Bce si stanno rivelando poco efficaci e troppo dolorose.