Asp Catania, firmato protocollo per ridurre ricoveri impropri

«Favorire la programmazione dell’inserimento territoriale del paziente non autosufficiente e in condizione di fragilità per ridurre i ricoveri impropri e contenere il numero di posti letto della rete ospedaliera: è questo l’obiettivo prioritario del protocollo d’intesa che abbiamo firmato questa mattina con le 24 Case di cura convenzionate del territorio provinciale». Con queste parole il  Commissario Straordinario Asp Catania Gaetano Sirna ha sottolineato l’importanza di un accordo-quadro «che, per la prima volta in un clima collaborativo, creerà un percorso condiviso per le dimissioni protette dell’utente dopo il ricovero ospedaliero».

Il protocollo definisce le modalità e le azioni per l’attivazione dei servizi socio-sanitari per l’assistenza a domicilio o presso le residenze sanitarie assistite della provincia (Rsa): «Prima di questo accordo – ha detto Giuseppe Spampinato, direttore del Servizio cure domiciliari e residenzialità sanitaria non ospedaliera, e responsabile del progetto – la sanità ragionava e si muoveva a compartimenti stagni: il paziente, infatti, concluso l’iter diagnostico e terapeutico della fase di acuzie, non aveva continuità di assistenza di carattere sanitario, sociale e riabilitativo. Oggi, invece, verrà preso in carico dalla rete e curato a casa o presso le nostre strutture residenziali – ad assistenza intermedia –  dove a regime avremo 492 posti letto, di cui 472 già attivi (proprio ieri è stata inaugurata l’Rsa di Ramacca con 20 posti letto)». Parole d’ordine: appropriatezza e risparmio. Basti pensare che la permanenza giornaliera in ospedale o in casa di cura incide di 600/700 euro sul bilancio del sistema sanitario, mentre la retta della Rsa è di 111,50 euro al giorno, come previsto da decreto regionale. «Le economie – ha continuato Spampinato – verranno poi reinvestite in attività sanitarie a beneficio della popolazione».

Quali sono le modalità operative stabilite nel protocollo? «Noi mettiamo a disposizione le nostre risorse umane – ha spiegato Ettore Denti, presidente Aiop, l’Associazione italiana ospedalità privata, che riunisce 21 case di cura – i nostri medici, infatti, durante il ricovero acquisiranno il consenso informato del paziente e valuteranno la possibilità della famiglia ad accogliere lo stesso a domicilio. Mentre, nel caso contrario, predisporranno l’inserimento in Rsa. In accordo con i medici di medicina generale e/o pediatri di libera scelta, verranno poi concordate le modalità utili alla dimissione protetta autorizzata dal Servizio Adi/A dell’Asp». L’Unità di valutazione multidimensionale di competenza territoriale, ricevuta la segnalazione medica e d’intesa col medico generico, concorderà, infine, giorno e orario per effettuare la valutazione multidimensionale dell’utente (scheda Svama) presso la casa di cura e predisporrà un Piano assistenziale individuale (PAI) che dovrà indicare obiettivi, tempi e prestazioni da effettuare a domicilio, terapia farmacologica e presidi e ausili necessari.

(Nella foto, da sinistra: Giuseppe Giuffrida (rappresentante casa di cura); Franco Luca (coordinatore sanitario territoriale), Ettore Denti (presidente Aiop); Gaetano Sirna (Commissario straordinario Asp); Giuseppe Spampinato (Direttore Cure domiciliari e residenzialità non ospedaliera)

Legge di iniziativa popolare per modificare la Sanità regionale

Il sindaco di Caltagirone Francesco Pignataro ha illustrato a Palermo la proposta di legge di iniziativa popolare che, depositata lo scorso settembre con quasi 16mila firme, intende modificare gli aspetti ritenuti negativi della riforma sanitaria regionale.

“L’iniziativa – ha detto il sindaco di Caltagirone – punta a rendere il sistema sanitario più giusto, più efficiente e trasparente. Essa è infatti finalizzata a introdurre criteri di maggiore trasparenza nelle nomine di direttori generali e primari per tenere la politica fuori dalla sanità e a determinare la riorganizzazione della rete aziendale con l’istituzione di una seconda azienda sanitaria locale nelle province di Catania, Messina e Palermo. La legge di riordino della sanità è la negazione di una razionale programmazione perché ha istituito aziende territoriali con meno di 200 mila abitanti e aziende per più di un milione di persone, con gravi ripercussioni sui cittadini. Bisogna quindi riequilibrarne gli ambiti organizzativi”.

Pignataro, nel sottolineare come la raccolta di quasi 16mila firme sia stata “il frutto di una larghissima mobilitazione, che ha visto come protagonisti tanti giovani in diverse province siciliane”, si è augurato che l’Assemblea regionale siciliana tenga nella giusta considerazione, nei propri lavori, “la richiesta di buona sanità avanzata con questa proposta di legge”.

Giarre, ecco il Presidio territoriale di assistenza

Lunedì 15 novembre alle ore 16.30, presso l’ospedale S. Isidoro di Giarre, verrà inaugurato il primo “Pta” – Presidio territoriale di assistenza – della provincia di Catania. L’iniziativa si inserisce nel programma di riordino del Servizio sanitario regionale previsto dalla legge 5 del 2009, per l’ottimizzazione delle prestazioni ambulatoriali delle strutture sanitarie pubbliche ospedaliere e territoriali della Regione Siciliana.

La cerimonia di inaugurazione vedrà la benedizione della struttura da parte di S.E. Mons. Pio V. Vigo, vescovo della Diocesi di Acireale: dopo i saluti del direttore generale dell’Asp Catania Giuseppe Calaciura e del sindaco di Giarre Maria Teresa Sodano, gli interventi del presidente della Regione Siciliana Raffaele Lombardo, del componente della Commissione “Affari Sociali” Livia Turco, del dirigente generale delle Risorse Umane del ministero della Salute Giovanni Leonardi, del rappresentante dell’Osservatorio Nazionale Formazione dei medici di Medicina Generale Domenico Grimaldi e del presidente dell’Ordine dei Medici-chirurghi Ercole Cirino.

Seguiranno le relazioni del responsabile Solsamb (società che sta informatizzando in rete gli ambulatori) Melchiorre Fidelbo, del direttore Scuola Dipartimento Igiene della facoltà di Medicina di Catania Salvatore Sciacca e del dirigente generale dell’assessorato regionale alla Salute Maurizio Guizzardi. Le conclusioni saranno affidate all’assessore regionale alla Salute Massimo Russo. Saranno presenti i rappresentanti delle organizzazioni sindacali dei Medici di Famiglia, dei Medici di continuità assistenziale (guardia medica), dei medici specialisti ambulatoriali e ospedalieri, nonché del personale del comparto.

All’interno del Presidio territoriale di assistenza gli utenti troveranno il “Ppi” – Punto di Primo intervento operativo h24, sette giorni su sette, che consentirà una risposta in tempi reali ai bisogni di cittadini e filtrerà i “codici bianchi” e parte dei “codici verdi” del Pronto Soccorso del presidio ospedaliero di Giarre (prestazioni non urgenti): sarà operativo – nelle 24 ore – un medico collaborato nelle ore diurne da un infermiere professionale. Inoltre, nel Pta verrà offerta assistenza sanitaria di base specialistica e diagnostica, oltre a uno sportello per “pazienti cronici” e un ambulatorio di “Gestione integrata “ tra Medici di Famiglia e Medici Specialisti.

«Obiettivo del presidio territoriale di assistenza – spiega il direttore Calaciura – è quello del miglioramento della qualità di vita della popolazione grazie a un percorso caratterizzato dal coordinamento della rete cure primarie e continuità assistenziale, deospedalizzazione del paziente portatore di patologia cronica, integrazione socio-sanitaria, ottimizzazione della comunicazione, informazione ed educazione sanitaria e formazione adeguata del personale sanitario medico e non medico. Si propone, così, il miglioramento delle prestazioni ambulatoriali relativamente a tutte le dimensioni dell’offerta sanitaria ed in particolare alla tempestività, appropriatezza, sicurezza, economicità e personalizzazione, attraverso un processo di distribuzione delle energie organizzative tra i diversi comparti dell’Azienda Sanitaria Provinciale Sanitaria».

Confronto tra i sindaci delle "Aci" e l'assessore alla Sanità Russo

«Questo è un momento di cambiamento e come tale implica lo sforzo di tutti gli operatori sanitari per convergere verso un nuovo modello, che abbandoni il vecchio “sistema feudatario” fondato sui centri di potere e che punti alla razionalizzazione delle risorse». Così l’assessore regionale alla Salute Massimo Russo ha esordito durante l’incontro che si è svolto il 15 settembre – presso il Presidio ospedaliero di Acireale.

L’occasione per un confronto diretto con tutti i sindaci delle “Aci” e con coloro che sul territorio provinciale devono operare affinché la riforma sanitaria possa essere applicata con puntualità: in primis, il manager dell’Asp Catania Giuseppe Calaciura.

All’attenzione dell’assessore Russo i nuovi atti aziendali, la costituzione dei Distretti ospedalieri e territoriali, la sicurezza e la rimodulazione delle prestazioni: «A un anno dalla nascita di questa Azienda – ha affermato il direttore Calaciura – possiamo dire di aver apportato, non senza difficoltà, numerosi cambiamenti volti a rendere il sistema più efficace. I percorsi sono stati tracciati e la mappa disegnata: adesso però bisogna intraprendere il cammino che porti verso il traguardo dell’innalzamento qualitativo del sistema. Quest’ultimo implica la riduzione delle liste d’attesa, il potenziamento delle strutture e dell’assistenza, la corretta informazione all’utenza, l’abbattimento dei ricoveri impropri, l’applicazione della tecnologia alla diagnostica, il buon uso dei finanziamenti destinati alla nostra provincia».

Riguardo al “S. Marta e S. Venera” Russo si è espresso in termini di soddisfazione e ottimismo: «In questa fase complessa di transizione – ha sottolineato l’assessore regionale – noto con piacere che l’aria che si respira sul territorio è positiva e costruttiva. Rispetto alle istanze sollevate dai rappresentanti istituzionali dei comuni ricadenti su questo ospedale, che riguardano i posti letto o l’attivazione dei reparti nei singoli presidi della provincia etnea, ci tengo a precisare che – in questa fase – è importante non alzare barricate che rispondano a logiche campanilistiche. Acireale, così come Giarre, rappresenta un punto importante del più grande sistema regionale; un ingranaggio della macchina siciliana che sta avanzando per scardinare vecchie logiche opportunistiche. Oggi abbiamo raggiunto i risultati inizialmente prefissati – quelli del piano di rientro economico in linea con le direttive ministeriali – adesso dobbiamo affrontare una seconda importante fase: attraverso gli atti aziendali e le piante organiche dovremo lavorare sinergicamente per rivoluzionare l’organizzazione del sistema, per mettere al centro l’utente e i suoi interessi costituzionalmente protetti».

Legge di iniziativa popolare per la riforma della Sanità, depositate le firme

Sono state depositate stamani a Palermo, all’assessorato regionale alle Autonomie locali, le 15 mila firme raccolte dall’apposito comitato a sostegno della proposta di legge di iniziativa popolare sulla sanità, nata dall’iniziativa di una delegazione di sindaci siciliani guidata dal primo cittadino di Caltagirone, Francesco Pignataro, con l’adesione dei segretari regionali di Cgil, Cisl e Uil medici Renato Costa, Massimo Farinella e Fortunato Parisi.

L’iniziativa è finalizzata a introdurre “criteri di maggiore trasparenza nelle nomine di direttori generali e primari per tenere la politica fuori dalla sanità” e a determinare “la riorganizzazione della rete aziendale con l’istituzione di una seconda azienda sanitaria locale nelle province di Catania, Messina e Palermo”.

“Questa proposta – sottolinea Pignataro – contempla nuove modalità di nomina dei direttori generali e dei primari, ma anche la riorganizzazione della rete aziendale. La legge di riordino della sanità è, infatti, la negazione di una razionale programmazione perché ha istituito aziende territoriali con meno di 200 mila abitanti e aziende per più di un milione di persone, con gravi ripercussioni sui cittadini. Bisogna quindi riequilibrarne gli ambiti organizzativi attraverso la creazione di una seconda azienda sanitaria locale nelle province di Catania, Messina e Palermo”.

Sostegno all’iniziativa è giunto da Leoluca Orlando e Giovanni Burtone, rispettivamente presidente e vicepresidente della commissione parlamentare d’inchiesta sugli errori sanitari, che hanno espresso “apprezzamenti per una proposta che è in linea con la necessità di rendere il sistema sanitario più giusto, più efficiente e più trasparente”.