Le differenze quotidiane La mesta fine di una tragica maschera

Ecco un altro terremoto nella scena politica italiana. Lo scandalo che sta travolgendo la Lega e i suoi principali esponenti è l’ennesimo episodio che sembra poter davvero mettere la parola “fine” alla seconda repubblica. I giornali nazionali dedicano moltissimo spazio alla vicenda e, come spesso accade in queste occasioni, trascurano notizie non meno importanti.

La Stampa
Il quotidiano di Torino apre con le dimissioni di Bossi e continua mostrando ai lettori la storia del partito, tra battute storiche, gestacci e aneddoti di ogni tipo. Poi si parla dello scontro governo – Confindustria e si prosegue con un dossier sulle “ Nuove tasse”. In seguito qualche articolo sulla politica interna per poi passare alla scena internazionale, con un interessante articolo su alcuni poliziotti americani che aggredirono sadicamente alcuni passanti a New Orleans qualche giorno dopo il tragico uragano Katrina.

La Repubblica
In primo piano viene mostrato anche il lato umano dello scandalo Lega, con le lacrime di Bossi ad aprire il lungo capitolo della vicenda. Si continua con le parole di Maroni sul futuro del partito, le dichiarazioni di Calderoli e le minacce da parte dei sostenitori del Senatur contro lo stesso Maroni, considerato da alcuni il Giuda della situazione. Dopodiché si fa luce sui verbali in questione, evincendo che buona parte dei soldi del partito sono stati spesi per la famiglia Bossi e non solo. Dopo altre pagine dedicate anche agli aspetti più reconditi della vicenda, si passa alla questione lavoro, per cui vengono mostrati i tagli ad alcuni enti previdenziali e le nuove tasse. Uscendo dalla scena nazionale si trova un pezzo in cui Sky News del magnate Murdoch ammette le proprie responsabilità in merito alle e-mail spiate, e poco altro.

Il Corriere della Sera
Naturalmente anche il Corriere ci dice tutto (e anche di più) quello che possiamo immaginare sullo scandalo del partito padano. La storia del personaggio Bossi, la cronaca della dimissioni, le intercettazioni impietose e ogni altro tipo di retroscena; questo e non solo ci viene presentato nelle prime quindici pagine del quotidiano di De Bortoli. Anche qui dopo si parla del rapporto Monti – Marcegaglia e dei soliti scontri in merito alla riforma del lavoro, sulla quale viene anche dedicato un interessante approfondimento. Infine poca politica estera.

Il Giornale
Il quotidiano di Sallusti pare molto più cauto nel definire le responsabilità di Bossi, il quale viene visto più come martire, “tradito dagli affetti”; mentre Maroni è considerato il “vincitore dimezzato”. Vi sono anche le dichiarazioni di Berlusconi, che si dice addolorato in merito alla vicenda, e ci viene proposto un significativo dossier sul business dei partiti. Poco spazio alle questioni relative al lavoro ma più importanza viene data alle parole di Papa Benedetto XVI in merito alla crisi della Chiesa.

Se per molti versi lo scandalo sopracitato ha fatto indignare giornali e pensatori di ogni genere, è vero anche che al giorno d’oggi una parte sempre più consistente di Italia stenta a sorprendesi di fronte all’ennesima bufera abbattutasi sul mondo politico. Ci si è quasi abituati ad una disillusione che, seppur comprensibile, potrebbe risultare pericolosa e quasi accondiscendente.
Che si tratti di qualunquismo o di semplice rassegnazione di fronte ad un mondo politico che troppo spesso sembra rappresentare la parte peggiore del nostro paese, le nuove generazioni devono avere la forza di reagire per rendere migliore una società che ha evidentemente bisogno di aria nuova.

Le differenze quotidiane Da Monti a Dalla ma della Tav non ci dicono il perché

La morte improvvisa di uno dei grandi della musica italiana ha, come era prevedibile, creato una sorta di solidarietà comune tra i giornali. Altre questioni, come le proteste dei no Tav e dell’ Associazione bancaria italiana (Abi), sono trattate inevitabilmente in modo diverso da testata a testata.

Il Fatto Quotidiano
Piuttosto polemico anche nei confronti del Pd, il Fatto concede le prime pagine alle manifestazioni contro la costruzione del tunnel in Val di Susa e presenta le parole di Bersani e dei democratici in merito alla forma che sta “assumendo la protesta: un pretesto per l’eversione”. In seguito si dà spazio alle lamentele delle banche che si scagliano contro il decreto liberalizzazioni votato in Senato in merito ai tagli dei ricavi delle banche stesse.

La Repubblica
Un’ intervista che merita di essere approfondita è quella che troviamo su Repubblica. Putin risponde alle domande di Ezio Mauro e si pronuncia su temi molto delicati, come il rapporto con Obama, quello con Berlusconi, la sua opinione sui brogli elettorali (che hanno tanto caratterizzato le polemiche contro di lui) e la questione siriana. Le pagine seguenti ci propongono le parole provenienti da Palazzo Chigi in merito alle proteste anti Tav, con un dossier molto interessante al riguardo. In seguito si affronta l’emergenza debito, anche qui, con dossier e interviste da non perdere. Sul finale viene presentata la possibile (?) futura nuova colazione composta da Pdl , Pd e terzo Polo; ma da sinistra rispondono picche.

Il Corriere della Sera
Le prime tre pagine sono occupate dalla questione calda della Val di Susa. Subito dopo vengono affrontate le vicende in merito all’Abi, i mercati e l’incontro Monti-Merkel. Da non perdere il pezzo sul piano di aiuti alla Grecia, con le parole di Schauble, responsabile tedesco delle finanze. Prima di concedersi al ricordo di Lucio Dalla (come hanno fatto tutti gli altri quotidiani) viene presentata la politica interna, con le parole di Berlusconi sulla grande coalizione.

Il Giornale
In primo piano si parla dei “banchieri contro Monti”; ma ciò che colpisce è come Il Giornale affronti la questione Tav, schierandosi contro chi protesta e manifestando la propria solidarietà alle forze dell’ordine. Non potevano mancare le parole del mai dimenticato ex premier in merito al governo di larghe intese. Qualche pezzo sulla nuova emergenza marittima (stavolta oceanica) a bordo della Costa crociere presso le Seychelles.

Libero
Quasi estremo il giornale di Belpietro nei toni e nei contenuti in merito alle proteste (a suo avviso ridicole) anti Tav. Le prime pagine sono una sorta di invettiva contro tutti coloro che si oppongono al progetto, i quali vengono definiti “nuovi terroristi”. In seguito le parole di Berlusconi e le polemiche sull’incontro Monti-Merkel visto come un’ulteriore sottomissione del nostro paese ai voleri della Germania.

Questa settimana, ma non è la prima volta, i giornali italiani sono stati davvero troppo concentrati sulle questioni interne, trascurando così eventi esteri che non possono passare in secondo piano. Le elezioni siriane, sono soltanto uno dei moltissimi argomenti che meriterebbero le prime pagine di quotidiani nazionali.
In merito alle vicende riguardanti la Tav, i media italiani (non solo i giornali) si limitano colpevolmente a trattare la questione solo dal punto di vista dell’ordine pubblico, senza mai veramente approfondire i motivi e il senso di chi protesta.
In ultimo, l’imminente sigla del patto sul bilancio europeo, che toglierà ulteriore sovranità all’Italia in materia di politica economica, dovrebbe essere affrontato in modo certamente più appropriato.

Le differenze quotidiane Toh, hanno scoperto la corruzione…

La catastrofe inflitta al popolo greco coincide, purtroppo o per fortuna, con la questione Ici-Chiesa, che sta suscitando non poco scalpore anche nell’opinione pubblica. Come se non bastasse ci si mette pure Sanremo, tra Celentano e Belén, a suscitare polemiche e consensi. Ma in tutto ciò, il problema che più affligge il nostro paese sembra essere uno solo per la maggior parte dei giornali: la corruzione.

L’Unità
Come detto, la quasi totalità delle testate nazionali si spende per affrontare il dilagante problema della corruzione, che ci costa oltre 60 miliardi di euro all’anno. L’Unità si concentra anche e soprattutto sulla bufera tessere nel Pdl, per cui Alfano invita alla pacatezza. La questione Chiesa-Ici è ben presentata, ma forse spacchi e scollature a Sanremo tolgono spazio alla scena internazionale.

La Repubblica
Capita forse per la prima volta: La Repubblica e il Corriere della Sera presentano la stessa prima pagina: “La corruzione sta dilagando”. Questo la dice lunga sulla gravità del problema, a cui il quotidiano di Ezio Mauro dedica molto spazio, per poi passare alla stretta sugli immobili della chiesa, che frutterebbero circa 600 milioni. Articoli da non perdere sull’ennesimo declassamento collettivo da parte di Moody’s, abbinato ad un interessantissimo pezzo su come l’America affronta la crisi. Per il resto, processo a Berlusconi e poca politica estera.

Il Corriere della Sera
Per presentare il problema, il Corriere fa riferimento a Mani Pulite. La formula “20 anni dopo” risulta a dir poco inquietante, ma sembra essere piuttosto efficace per presentare il problema. Dopodiché vengono proposti degli interessanti approfondimenti sulle riforme del lavoro e su come i giovani dovranno muoversi di fronte alla monotonia del posto fisso. Altri importanti dossier sugli effetti del declassamento rendono il Corriere il giornale più interessante della settimana.

Il Messaggero
Anche l’altro quotidiano di Roma ci presenta una prima pagina all’insegna del grande problema corruzione, ma la questione Monti-Chiesa è affrontata per prima. Un approfondimento sugli sprechi e lo sguardo su Piazza Affari completano il primo piano. In seguito si passa al caos nel Pdl e alle cronache locali.

Il Giornale
Non tradendo la simpatia che ha sempre mostrato verso la cronaca tendente al rosa, il Giornale presenta in primo piano il vertiginoso spacco di Belén, con tanto di ingrandimento sul tatuaggio inguinale; il tutto per presentare la polemica sulla polemica (quella di Celentano). Di corruzione nemmeno l’odore fino a pagina 7, ma le si dedica lo spazio di un articolo. Le altre principali questioni vengono affrontate, ma quasi secondariamente.

Il fatto che si parli solo adesso con tanta severità dell’annoso problema della corruzione la dice lunga su quanto lontano dai temi veramente importanti siano stati negli ultimi tempi organi di stampa e classe politica.
Intanto, pochi chilometri a est delle nostre coste, si sta consumando un assassinio. L’uccisione di uno Stato nazione che la cosiddetta Trojka (Fmi, Bce e Ue) sottoporrà ad una serie di misure che definire impopolari sarebbe offensivo per la dignità dello stesso popolo greco.

Le differenze quotidiane In questo mondo di ladri

Dialogo tra parti sociali in merito alla riforma sul lavoro, la significativa quanto preoccupante battuta del premier Monti sulla monotonia del posto fisso, le primarie repubblicane oltreoceano che danno più di un segnale sulle presidenziali USA 2012; e come se non bastasse lo scandalo Lusi e la legge sulla giustizia. Di questo e non solo parlano i giornali di questa settimana.

Il Fatto Quotidiano
Il giornale di Padellaro non vede affatto bene la norma che “costringe i magistrati a pagare di tasca propria quando il procedimento termina con assoluzione”. Dopo la vicenda Lusi, viene concesso molto spazio al seguito delle infelici dichiarazioni di Monti a Matrix. Qualche articolo sulla cronaca romana e pezzi più e meno interessanti sulle elezioni Made in Usa.

La Repubblica
Anche qui le prime pagine sulla “legge anti-giudici”; si spiega con molta semplicità cosa cambierà e quali sono i punti più critici della norma. Alcuni articoli sulle dichiarazioni del premier fanno da ponte per arrivare al dossier, molto approfondito, sul precariato; in seguito prende spazio lo scandalo Lusi. Disordini legati al maltempo, calcio scommesse e poca politica estera completano il quadro.

Il Corriere della Sera
In linea di massima, la struttura e lo spazio che viene dato alle principali notizie sono pressoché simili a quelli di Repubblica. Da segnalare un interessante approfondimento sull’oscuro mondo dei finanziamenti ai partiti e un immancabile pezzo, forse troppo in disparte, sulla Merkel in Cina “per vendere l’euro”.

Libero
Chiara è la dissonanza di opinioni tra Libero e i giornali sopracitati riguardo la nuova norma sulla giustizia. Belpietro annuncia quasi esultando il fatto che “adesso pagano anche i giudici”, considerati la vera casta degli intoccabili. Anche il tema sui finanziamenti dei partiti è visto in un’ottica diversa, evidentemente legata al caso Lusi. Molto polemico il quotidiano nei confronti di Monti, considerato ipocrita e arrogante.

Il Giornale
Anche qui si brinda al blitz sui giudici, si condannano Lusi e compari e si inveisce contro la spregiudicatezza del premier. Da ricordare il pezzo sulla rivolta allo stadio in Egitto e la sentenza secondo la quale si possono applicare misure alternative all’arresto per gli stupri in branco.

Alcune notizie di questa settimana fanno rabbrividire. Quello che è accaduto in Egitto altro non è che la dimostrazione di come ci sia ancora molta strada da fare per trovare pace e serenità nelle terre della Primavera araba.
Le tanto discusse dichiarazioni di Monti dovrebbero realmente far riflettere su quelli che sono diventati gli obiettivi dell’Europa, forse non coincidenti con quelli dei suoi cittadini.

Le differenze quotidiane La vita secondo Monti

Le notizie sulle tensioni sempre più evidenti che il nostro paese sta vivendo sembrano non arrivare fino al Parlamento, dove la fiducia dei grandi leader europei è, a quanto pare, più forte di proteste e manifestazioni popolari. In questi giorni le testate ci mostrano soprattutto come cambierà la vita degli italiani con le nuove misure del governo Monti.

Il Manifesto
Con alcuni articoli di spessore, il quotidiano comunista presenta prima l’eventuale dopo Monti, con i rapporti del Pd in primo piano, e subito dopo racconta la maxi operazione della polizia contro i manifestanti no-Tav, che avevano protestato lo scorso luglio in Val di Susa. Per il resto importanti pezzi sulla scena internazionale.

La Repubblica
Ciò su cui si concentra il quotidiano di Ezio Mauro è il decreto-semplificazioni che deve essere discusso al consiglio dei Ministri. Tra liti Bossi-Berlusconi, dossier sul potere d’acquisto degli italiani, alcune dichiarazioni ottimistiche sul futuro del nostro paese da parte di Passera e Marcegaglia sembrano portare un vento positivo tra gli italiani, nonostante le continue proteste di cui si parla qualche pagina oltre. Articoli e inchieste decisamente interessanti sulla scena estera rendono il quotidiano quasi imperdibile.

Il Corriere della Sera
La prime pagine concedono molto spazio alle semplificazioni previste nel decreto, dove si indica anche come cambia il valore della laurea. In seguito viene presentata la situazione economica europea dopo il vertice di Davos, da cui l’Italia sembra essere uscita per lo meno incoraggiata. Alcuni articoli interessanti sugli Stati Uniti non bastano per raggiungere la completezza della Repubblica di questa settimana.

Libero
Il giornale di Belpietro si concentra eccessivamente sulle liti interne; le dichiarazioni di Bossi nei confronti di Berlusconi, il gradimento di Monti e poco altro non rappresentano particolare interesse per i lettori.

Lo sguardo estero
Vi sarebbero diversi articoli provenienti da testate straniere in cui il futuro dell’Italia è visto con particolare interesse. Uno di Schonau sul Die Zeit parla del fatto che gli italiani hanno superato il complesso di inferiorità verso i cugini tedeschi; questa ritrovata fiducia dipenderebbe dall’arrivo di Monti al governo. Un altro pezzo, su Die Tageszeitung, si mostra meno fiducioso sul futuro del Bel Paese soprattutto in relazioni alle crescenti proteste dovute alle liberalizzazioni.

In una fase di fermento in cui forse si avrebbe bisogno di maggiore serenità, il governo non può comunque evitare di dare ascolto alle poteste sempre più rumorose della popolazione italiana. Ancora una volta vi è il rischio che alcuni obiettivi finanziari vengano preposti alle esigenze umane, che rischiano paradossalmente di essere messe in secondo piano.