Isola In Festa, il museo multimediale dedicato al Folklore Siciliano

isolainfestaIsolainfesta.it nasce il 28 Marzo 2006 da un’idea di Vincenzo Zappalà per raccontare, tramite la cronaca fotografica, il Folklore in Sicilia.

Isola In Festa è un Museo Multimediale e contiene più di 43.000 foto di tantissime feste religiose della Sicilia.

Isola in Festa, suddiviso per ogni provincia della Sicilia, è un sito aperto gratuitamente a tutti e chiunque lo volesse può collaborare inviando materiale fotografico ed audiovisivo. Approfondisci

Giarratana (RG) – Festa di S. Bartolomeo Apostolo

Appuntamento ogni 24 Agosto con la spettacolare uscita del Patrono S. Bartolomeo Apostolo dalla sua chiesa a Giarratana, paese dell’alto ragusano che onora i propri patroni e protettori con feste piene di devozione e di folklore.

La festa di S. Bartolomeo, che segue quelle del Protettore S. Giuseppe il 19 aprile e della Patrona Maria SS. della Neve il 5 agosto (feste che abbiamo largamente documentato), rappresenta un momento di comunione per gli abitanti e di incontro per appassionati e fotografi, provenienti da tutte le parti della Sicilia.

Dopo la S. Messa , alle ore 12.00 in punto, il suono di quattro trombe egiziane, schierate in cima alla scalinata, annuncia l’imminente uscita di “S. Bartolo”. Campane a festa, suono della banda musicale e fuochi d’artificio accompagnano il Santo Patrono tra la sua gente, sotto una pioggia fitta e coloratissima di ‘nzaareddi, nastri multicolori sparati in aria dalla gradinata e dai cornicioni della Chiesa di S. Bartolomeo.

Il tutto fa da cornice e da sprono ai numerosi devoti che portano in spalla il fercolo, sottoposti ad uno sforzo immane quando, al momento dell’uscita, devono percorrere la ripida scalinata della chiesa. Si cerca, con l’aiuto di coloro che sono disponibili, di mantenere la vara quanto più in orizzontale, sollevandola dal davanti, e tenendola bassissima dietro. Alla fine della fatica, giunti in strada, i devoti portatori esclamano grida di gioia e di fervore devozionale al Santo Patrono, mentre i fedeli e gli spettatori presenti regalano loro e al Santo un grande applauso.

Il fercolo di S. Bartolomeo s’intrattiene a lungo davanti alla chiesa, e i portatori manifestano la propria devozione sollevando avanti e indietro, a braccia tese, la pesante vara, e invocando il Santo con grida di giubilo.

Ha così inizio la processione, preceduta dagli antichi stendardi, e si snoda per le vie del paese alla volta della Basilica di S. Antonio Abate, dove i due Patroni della città s’incontreranno. Anche la Madonna della Neve aveva visitato la Chiesa di S. Bartolomeo durante la sua festa del 5 agosto.

Presso la Basilica di S. Antonio Abate si svolge un altro momento che richiede il fervore e la forza dei portatori, impegnati a salire il fercolo sulla gradinata della chiesa, per condurlo dentro. Posizionata la vara lungo la navata centrale, vengono recitate alcune preghiere, in presenza del simulacro della Patrona, esposto sull’altare maggiore. Ulteriore momento emozionante è rappresentato dall’uscita dalla Chiesa di S. Antonio Abate, dalla discesa dalle scale e poi dalla faticosa salita della strada che disimpegna dalla piazzetta.

Da lì la processione prosegue passando davanti alla Chiesa Madre, in cui successivamente entrerà, e ritornando nel quartiere di S. Bartolomeo per percorrere le vie adiacenti alla chiesa. Dopo aver percorso varie vie, il simulacro fa ritorno nella sua chiesa, in attesa della processione serale.

Testo scritto dal collaboratore Daniele Pennisi. Per maggiori approfondimenti andate al link: http://www.isolainfesta.net/?p=2050

Ulteriori informazioni e servizi fotografici si possono trovare su Isola in Festa, supplemento di Corridoio dedicato alle feste religiose e folkloristiche siciliane.

Novara di Sicilia (ME) – Festa di S. Maria Assunta

Annualmente il 15 agosto l’antico paese di Novara di Sicilia, situato nell’entroterra messinese, si riempie di festa in onore della Santa Protettrice, la Madonna Assunta in Cielo.

La festa in onore della Madonna è una festa molto particolare e suggestiva, tale da accaparrarsi l’appellativo di “Festino dell’Assunta”.
Il festino dell’Assunta di Novara, da molte persone è stato definito una tra le feste dello stile spagnolo, per la caratteristica di avere un pesante fercolo, circa una tonnellata, portato a spalla da numerosi devoti, con un andamento oscillatorio, e sopratutto ricco di candele accese, offerte per voto dai numerosi devoti del paese.

La festa in onore della Madonna incomincia l’ultima domenica di luglio quando il simulacro dell’Assunta viene prelevato dalla sua nicchia e sistemato sul fercolo, successivamente posto nella navata centrale della chiesa madre per tutti i giorni della quindicina.
La sera del 15 agosto, alle ore 21,00 inizia la solenne processione della Madonna per le strette vie di Novara.

Alcuni minuti prima dell’inizio della processione, i devoti portatori del fercolo si inginocchiano ai piedi della Madonna ed intonano il Regina Coeli; subito dopo, al terzo colpo di martello sul fercolo, i devoti prendono sulle loro spalle il pesante fercolo, ed al grido di evviva inizia la processione della Madonna che viene portata all’esterno della chiesa madre.

Tutto il popolo attende l’uscita della Madonna, che immancabilmente viene salutata dal suono a festa delle campane, dallo sparo della “moschetteria”, e sopratutto da una piazza gremita di fedeli.

La Madonna inizia il suo percorso processionale per le strette vie di Novara: la processione è molto suggestiva perchè il fercolo è alto, e le vie in alcuni tratti molto strette, e sembra quasi che il fercolo dovesse sbattere da un momento all’altro in qualche balcone o lampione.

La processione è molto partecipata dai fedeli, sia per strada che dai balconi.
Durante la processione i devoti portatori invocano la Madonna con evviva e preghiere, e la banda musicale gli fa da completamento.

La Madonna inizialmente si dirige verso l’Abbazia di S. Ugo, Patrono del paese. Sosta al suo interno per circa un ora, per dare la possibilità ai devoti portatori di riposarsi perchè durante tutto il percorso della processione il fercolo non viene mai poggiato a terra.

La processione riprende verso le ore 23,00 circa per scendere verso la piazza centrale del paese per un altra sosta di un ora, sostando dalla mezza notte in poi.

Dopo i fuochi d’artificio la processione riprende intorno alle ore 1,00 per l’ultimo tratto fino in chiesa madre, tratto molto faticoso, in cui i devoti effettuano un lento avanzamento del fercolo con tre passi in avanti e due indietro.

Infine, intorno alle ore 2,00 di notte la Madonna rientra in chiesa madre.

La sera del 16 agosto invece viene festeggiato il Santo Patrono S. Ugo, portando in processione un fercolo con le sacre reliquie del Santo novarese.

Dall’anno 2000 si è ripresa la tradizionale “Apoteosi dell’Assunta” in cui tutte le statue dei Santi presenti nelle chiese di Novara rendeno omaggio all’Assunta, festeggiando per la sua Gloria.
Questa festa viene svolta ogni cinque anni, e si svolge portando tutte le statue dei Santi in chiesa madre prima dell’inizio della processione della Madonna, per un saluto, e subito dopo vengono portate nella piazza centrale del paese e disposte tutte a semicerchio.

Successivamente inizia la processione della Madonna con il percorso tradizionale di ogni anno.
Quando la Madonna ritorna in piazza, alla mezzanotte circa, dopo aver effettuato la sosta all’Abbazia di S. Ugo, lviene fatta disporre tra i Santi per una seconda sosta; vengono sparai i fuochi d’artificio, e successivamente, in tarda nottata, i Santi e la Madonna fanno rientro in chiesa madre. Anticamente invece tutte queste statue venivano portate in processione assieme alla Madonna.

Per maggiori approfondimenti andate al link: http://www.isolainfesta.net/?p=3707

Ulteriori informazioni e servizi fotografici si possono trovare su Isola in Festa, supplemento di Corridoio dedicato alle feste religiose e folkloristiche siciliane.

Palazzolo Acreide (SR) – Festa di S. Sebastiano Martire

É arrivato il mese di agosto e Palazzolo Acreide è in festa per il protettore S.  Sebastiano.

Già dai primi giorni del mese incominciano i preparativi: si allestiscono le illuminazioni, si addobbano i balconi e tutti i devoti e tutti i fedeli si preparano spiritualmente all’evento; si, evento è la parola giusta, proprio come tutte le feste che si fanno a Palazzolo del resto.

Evento proprio come la festa appena passata un mese prima del Patrono S. Paolo, grande giubilo per quella festa, e lo stesso per questa; tutte e due le feste sono di uguale importanza, pomposità e bellezza, e sono molto simili nel suo genere: gli “nzareddi”, il Santo portato a spalla, la Reliquia sulla “varetta”, i bambini denudati, ma soprattutto stessa emozione e bellezza.

Il 10 agosto di ogni anno, alle ore 13,00 in punto, esce dalla Basilica, prima la Reliquia e poi il Santo portato a spalla accolto da una miriade di carte multicolori chiamata “nzareddi”, carte di vario colore a forma di lunghe strisce o piccoli volantini. Essi vengono lanciati dai cannoni predisposti sul sacrato e sulla facciata della Basilica in maniera coreografica, assieme ai fuochi pirotecnici sparati alle spalle della chiesa.

Tra le carte che cadono all’impazzata come una pioggia, coprendo persino il santo, S. Sebastiano scende per le numerose scalinate della chiesa verso la piazza, dove lo aspetta tutto il popolo venuto anche da lontano per assistere al questo momento fondamentale di tutta la festa stessa.

Al termine del lancio degli “nzareddi”, tra il suono assordante dei fuochi d’artificio, inizia il giro d’onore attorno alla piazza, con l’offerta dei bambini denudati al Santo, poi il giro per le vie del paese con l’offerta delle banconote appese davanti il simulacro, la tradizionale “Catena Umana” per via Fiume Grande, il rientro e la processione serale.
Al passaggio del Santo con la sua Reliquia dalla ripida salita di via Fiume Grande si effettua la “Catena Umana”: la catena si effettua solo per la salita della vara col simulacro e non per la “varetta” con la Reliquia che è più leggera; siccome la salita è molto faticosa, i devoti portatori vengono aiutati da altri devoti che si mettono in fila e si tengono a “braccetto” tra di loro formando una catena umana, che unita con i devoti che portano a spalla la vara formano un cordone che li aiuta nella ripida salita.

Vi è una grande emozione in quel momento, e tra due ali di folla i devoti con tutte le loro forze effettuano la ripida salita tra gli applausi, i gridi di evviva e lo sparo dei fuochi d’artificio; è il momento più bello della processione diurna dopo la “Sciuta”.

Dopo aver effettuato altre strade del paese la Reliquia rientra in chiesa all’arrivo in piazza, mentre S. Sebastiano, prima di rientrare, effettua dei giri attorno alla piazza per infine entrare trionfalmente tra le grida di giubilo dei devoti che dopo aver effettuato la ripida salita dei gradini della chiesa, in conclusione appoggiano la vara col Santo nella navata centrale, proprio nei pressi della porta centrale.

La sera si svolge la solenne processione per le vie rimanenti del paese e alla fine della giornata di festa il simulacro viene riposto sull’altare maggiore per rimanere esposto per tutta la settimana dell’ottavario di preghiera in attesa della conclusiva processione del giorno dell’ottava con un’altra vara a spalla chiamata “Vara che Cianciani”.

Al termine della processione dell’ottava, il simulacro viene riposto nella sua cameretta ed infine velato fino alla prossima festa liturgica del 20 gennaio successivo. Continua

Ulteriori informazioni e servizi fotografici si possono trovare su Isola in Festa, supplemento di Corridoio dedicato alle feste religiose e folkloristiche siciliane.