E adesso arriva anche l'unione telefonica europea

euroNei prossimi anni il mercato della telefonia mobile sarà unico per tutti gli Stati dell’Unione Europea perché la Commissione Europea ha votato a Bruxelles l’abolizione dei costi di roaming internazionali nei 27 paesi dell’Unione Europea, creando un nuovo mercato unico europeo delle telecomunicazioni.

In un futuro sarà quindi possibile viaggiare in tutto il territorio europeo utilizzando il proprio telefonino per chiamare, inviare messaggi e navigare su internet mobile senza alcuna differenza se ci si trova nella propria nazione o in un’altra. In più ci sarà il vantaggio che le chiamate ricevute in roaming europeo non saranno più tariffate, quindi si potrà rispondere senza nessun problema. Approfondisci

La voce degli spalti 2012 / 16 – Catania-Cagliari 0-0 L'Europa è lontana

Catania-CagliariPiove forte su Catania in questa prima domenica di aprile. Allo stadio “Massimino” arriva il Cagliari, ma gli spalti fino a pochi minuti dell’inizio appaiono desolantemente vuoti. Poi, come per magia, il cielo si apre e spunta un sole quasi estivo che asciuga rapidamente i gradoni e permette agli spettatori di far capolino e prendere posto.

Il colpo d’occhio non è male: la Tribuna B è abbastanza piena, grazie anche ai tanti studenti ospiti dalla società. Le curve, invece, presentano qualche vuoto in più. Nel settore ospiti appena quattro (!) cagliaritani, senza nemmeno uno stendardo. Alla fine, comunque, le presenze totali sono quasi 13.000.

All’ingresso in campo si levano i cori delle due curve, con la Nord che accende fumogeni rossazzurri. Dopo i saluti a centrocampo, Marchese va sotto la Sud a depositare un mazzo di fiori all’altezza di uno striscione che ricorda un tifoso che non c’è più. Il Catania deve fare a meno di Lodi, Almiron e Barrientos e schiera in campo il giovane Keko.

L’inizio di gara fa sperare in una bella partita, con Marchese ed il giovane spagnolo che spingono lungo le due fasce. Una buona occasione per Bergessio fa sussultare il Cibali, mentre un gran tiro di Izco è parato da Agazzi. Al 27’, in un contrasto di gioco, Pisano resta a terra; l’arbitro ferma il gioco ed il pubblico mugugna. In realtà l’infortunio è grave: entrano la barella e persino il tutore, rottura del perone. Il difensore sardo esce dal campo tra gli applausi scroscianti di tutto lo stadio.

Da qui la partita va spegnendosi, fino al duplice fischio dell’arbitro che manda tutti negli spogliatoi. Sugli spalti ci si spoglia: si è passati dagli impermeabili alle maniche corte nel giro di pochi minuti! Qualcuno propone di abbandonare la partita ed andare a mare. Ma in realtà nessuno lascia lo stadio, convinto di vedere un bel secondo tempo.

Dai primi minuti, però, la convinzione si rivela vana. Squadre ferme e zero occasioni da gol nei primi minuti. In Curva Nord, intanto, viene esposto uno striscione in onore dell’ex calciatore Enzo Berti, scomparso pochi giorni fa: “La tua città non ti dimenticherà. Ciao Enzo Berti”.

Sul campo poco o nulla da registrare, gli unici sussulti li regala il maxischermo che annuncia i gol del Palermo a Genova. Il Cagliari prova a fare il colpaccio, andando vicino al gol in un paio d’occasioni. Nei minuti finali il Catania prova il forcing finale: due belle punizioni (perfette per Lodi) vengono vanamente sprecate da Bellusci e Bergessio. Poi, sempre Bellusci, manda alle stelle una delle ultime palle della partita, facendo innervosire il pubblico; il difensore numero 14 risponde, mandando a quel paese la tribuna B e guadagnandosi una montagna di fischi. Alla fine arrivano anche i tre dell’arbitro, che manda tutti sotto la doccia.

Piove qualche fischio ingeneroso verso la squadra, anche se c’è da ammettere che in campo si è visto ben poco! L’uscita dallo stadio è silenziosa, ad eccezione del grido di qualche bambino che, incoraggiato dalla temperatura, chiede timidamente al papà: “M’accatti a brioscia ccò gelatu?”. Meglio farsi la bocca dolce! Appuntamento alla prossima: ci sarà il derby, forse l’ultimo grande obiettivo per quest’anno, considerando che parlare d’Europa ormai è solo suggestione.

La voce degli spalti 2012 / 14 – Catania-Inter 2-3 Due facce

Curva SudL’atmosfera è quella delle grandissime occasioni, il Cibali è tutto esaurito ed in città si vive quell’atmosfera unica delle partite storiche. Il Catania si gioca qualcosa di importante contro l’Inter di Stramaccioni.

Lo stadio è gremito fino all’inverosimile. Sulla vetrata della Nord si legge “Un mito nella storia, onore a Massimino”, mentre nella Sud “Fianco a fianco verso l’Europa”. Tanti striscioni sugli spalti, tra cui un “Allerta Sicilia occidentale: temperatura -22”, in riferimento ai punti di distacco del Palermo.

Il prepartita è scandito dalla musica diffusa dagli altoparlanti della tribuna A (era ora!). Il Catania viene accolto con cori incessanti, mentre l’Inter con fischi assordanti.  Da segnalare, nel clima di festa, un ricordo particolare: uno striscione in tribuna B saluta Salvatore Crisafulli, il catanese che anni fa si era risvegliato dal coma e che ci ha lasciati nei giorni scorsi.

001All’ingresso delle squadre in campo lo stadio è una bolgia. Bella coreografia rossazzurra della tribuna B (anche se con scritta “Catania” non proprio leggibile), in Curva Sud fumogeni rossazzurri e palloncini, nella Nord un grande striscione recita: “Tentare si può… vincere pure! Avanti Catania, regalaci un sogno”. I 500 interisti nel settore ospiti rispondono con bandierine crociate.

Cori incessanti, le curve sono tornate quelle di un tempo, calde, colorate, instancabili. Gli undici in campo sentono l’atmosfera e partono alla grande. Bergessio lotta su un pallone a fondo campo, salta Juan Jesus, rientra su destro, tiro… GOOOOOOOOOOOOOOOOOOOL!!!!! Crolla il Massimino! Siamo al 7’ e siamo già in vantaggio!!!!

Lo stadio si carica ancor di più, ventimila cuori dentro il rettangolo verde. Siamo al 19’, Lodi batte un punizione dalla trequarti da posizione centrale. Spiovente in area, testa di Marchese, palla che scavalca il portiere e si adagia in rete… GOOOOOOOOOOLLL!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! 2-0! 2-0! 2-0! Incredibile! Il pubblico è in estasi!

Il Catania continua a giocare alla grande, l’Inter è al tappeto, non c’è storia in campo. Dopo altre due occasioni sprecate, si chiude il primo tempo: applausi scroscianti di tutto il pubblico.

Nell’intervallo si riscalda Palacio, è scontato che Stramaccioni voglia cambiare qualcosa. Sugli spalti si prova a prendere un po’ di fiato, finora è stata una partita pazzesca. Un tifoso grida: «Moratti! Apriti un tabacchino che è meglio!»

003Inizia il secondo tempo. Dopo una manciata di minuti Bergessio si presenta a tu per tu con Handanovic, che para il tiro del numero 9 etneo; pubblico con le mani sui capelli. «Si devono segnare questi gol, perché se no si pagano»

E infatti… Rolin si perde Palacio, cross in mezzo, testa di Ricky Alvarez e gol: 2-1. Il pubblico applaude, provando a scuotere i rossazzurri; ma adesso è l’Inter ad avere il pallino del gioco, il Catania sembra stanco e soprattutto spaventato.

Dopo un po’ arriva la doccia fredda: su un cross dalla sinistra, la difesa si perde ancora Palacio, che insacca di testa: 2-2!

L’Inter non si accontenta, il Catania sembra ko. I nerazzurri sfiorano il gol con Schelotto, Palacio e Cambiasso, gli etnei fanno poco per impensierire gli avversari. La partita è tesa, non mancano alcuni battibecchi e cartellini gialli.

Bergonzi assegna 4 minuti di recupero; su un anticipo a centrocampo Spolli si allunga incredibilmente il pallone, innescando il contropiede dell’Inter. La palla arriva a Cambiasso, il quale dentro l’area piccola mette a sedere lo stesso Spolli, serve indietro per Palacio che di piatto sigla il sorpasso: 2-3!

Cala il gelo, lo stadio è ammutolito, incredulo. Dopo meno di due minuti l’arbitro decreta la fine della gara. I 500 interisti esultano, gli altri 20.000, dopo un po’ di indecisione, iniziano ad applaudire i rossazzurri.

Peccato, peccato davvero. Dopo quel primo tempo era difficile prevedere un simile patatrac. Ma in tanti ringraziano comunque il Catania, che mestamente saluta il pubblico. Le curve intonano “Siamo sempre con voi”.

Uscendo dallo stadio, il silenzio è surreale. Qualcuno azzarda un commento, perlopiù sconclusionato: «Sa vinneru», «È tutto compromesso», «Doveva fare dei cambi prima», e via dicendo.

Noi la pensiamo così: le partite durano 90 minuti, ed oggi ne abbiamo avuto la conferma. Ma, allo stesso modo, il campionato dura 38 partite, ed ancora ne manca quasi un terzo. L’amarezza è tanta, ma è legata a questa partita; si è persa una gara importante, ma questa squadra ha dimostrato di sapersi rialzare ed in fondo sono solo 3 punti dal sesto posto e 5 dal quinto.

Vorremmo chiudere sottolineando il gesto di un immenso campione: Zanetti, sabato, appena atterrato a Fontanarossa, ha preso un’auto ed è corso al Policlinico per far visita ad un bambino che dev’essere operato. Dopo avergli regalato la sciarpa, ha preso l’album Panini del bambino dicendo: “Questo lo prendo io, domani lo riavrai con tutte le firme dei giocatori dell’Inter. Finché non saranno tutte non si scende in campo”. Nient’altro da aggiungere.

Alla prossima in casa, Catania-Udinese.

(foto di Filippo Galtieri)

La lezione americana

Le elezioni americane danno uno spunto per commentare la situazione politica italiana, paragonandola con quanto avvenuto negli ultimi mesi oltreoceano: lì c’è stata una dimostrazione di elezioni democratiche scandite da un sistema elettorale chiaro, da due schieramenti distinti, da programmi ben definiti e da semplicità nelle alternative, nonché da una lotta all’ultimo sangue, ma (quasi) sempre all’interno di regole di bon ton e lealtà politica.

In Italia la situazione è ben diversa: a pochi mesi dalle elezioni politiche ci ritroviamo ancora senza una legge elettorale; si sta cercando di crearla, ma – in molti rimarcano in questi giorni – non tanto per eliminare il “porcellum” e garantire il diritto di scegliere i propri rappresentanti al popolo sovrano, bensì per fronteggiare le sfide di una situazione politica che potrebbe spiazzare. Ovviamente Grillo ed il suo Movimento 5 Stelle sono la “minaccia” più importante agli ossidati ingranaggi della politica italiana, resi pressoché inoperanti dall’equilibrio del governo tecnico, che pareva non accontentare nessuno e il cui operato, invece, gira e rigira sembrerebbe stia accontentando quasi tutti in quegli scranni romani.

E ciò spiega perché non ci sia ancora alcuna chiara conformazione lungo l’asse politico. A destra, a sinistra, al centro, non si ha la più pallida idea di cosa succederà. Chi ci sarà alle elezioni? Cosa proporrà? Chi appoggerà e da chi si farà appoggiare? Quanti elettori potrebbe avere? Addirittura, che nome avrà la lista?

I protagonisti della politica tendono a minimizzare, ma l’enfasi dei media ricade ancora oggi sui giochetti letterali (l’ABC: Alfano, Bersani e Casini), sulle trite e ritrite ossessioni economiche (lo Spread, la crisi, l’Europa e i tagli a questo o quel fondo) o su distorte rievocazioni del passato (la presunta “ammirazione” di Berlusconi verso la rivoluzione portata dai grillini: “sembrano noi nel ’94” avrebbe detto, come attestato dall’ex ministro Gelmini). Il tutto servito con un contorno di polemiche, scandali ed intrighi che possano gettare sul fuoco paglia e foglie secche, tenendo da parte quella legna che, umida, non brucia più da tempo!

La verità è che, per l’ennesima volta, la politica italiana (e con essa i media e parte dell’opinione pubblica) sta assumendo i colori più incredibili, più variegati, più sfumati, per sviare da responsabilità troppo gravose e da posizioni che renderebbero fin troppo facili i compiti dei cittadini. In America, con soli due colori (l’azzurro ed il rosso), si riesce ad unire – pur dividendola drasticamente – una nazione immensa. In Italia, invece, al di là delle Primarie del centro-sinistra e di quelle (nuove) del centro-destra, la frammentazione politica pare sia la prognosi per ogni deficit democratico.

L’impressione è che lo slogan di chi vuole governare sia sempre lo stesso: “Se vogliamo che tutto rimanga com’è, bisogna che tutto cambi”. A meno che qualcuno non riesca finalmente a rovesciare questa frase e le sorti di questo Paese.

Grande successo a Belpasso per il Festival corale "In…Canto sull'Etna"

Dal 18 al 22 luglio si è svolta a Belpasso la seconda edizione del “Festival Internazionale di Cori “In…Canto sull’Etna”. A testimonianza della crescita dell’importanza della “coralità” in ambito non solo musicale ma anche sociale la manifestazione è stata ideata allo scopo di favorire anche l’incontro e il confronto tra gruppi corali, nazionali ed internazionali in una kermesse di carattere non competitivo, col fine di incoraggiare l’avvicinamento di culture  musicali lontane e diverse con l’intento di rafforzare i sentimenti di fratellanza e amicizia tra i diversi cori con l’obiettivo di farli essere attori e spettatori contemporaneamente.

Nata per iniziativa dell’Associazione Musicale Schola Cantorum “Maria SS. Immacolata”, del M° Piero Leotta, del Presidente Orazio Leotta e del Sindaco di Belpasso Alfio Papale, il Festival ha presentato un programma in cui turismo, cultura e musica s’intrecciano per far vivere ai gruppi partecipanti un’esperienza davvero indimenticabile.

La kermesse canora che ha avuto inizio giovedì 19 luglio, alle ore 20,30, nella chiesa Madre con un suggestivo “Omaggio a Maria”, si è poi “spostata” nella vicina Piazza Duomo con l’ormai affermata “Polifonia sotto le Stelle” (manifestazione giunta quest’anno alla dodicesima edizione) presentata da Giuseppe Castiglia, e si è poi degnamente conclusa nel teatro comunale “Nino Martoglio” con una Rassegna dal titolo “Bye bye Belpasso” alla quale hanno preso parte tutti i cori partecipanti all’evento musicale.

Oltre che da Belpasso, con l’Associazione Culturale “Canticum Vitae”, diretta dal M° Salvatore Signorello ed il Gruppo Canto “Cristo Re”del M° Emanuele Puleo, le compagini corali che hanno dato vita alla manifestazione sono giunti anche dall’Olanda (Coro Hopeloos di Utrecht), dal Portogallo (Coro de Professores de Coimbra), dalla provincia di Lecco (Coro Delphum di Dervio) e dalla provincia di Salerno (Coro Polifonico “Polimnia” di Padula) come a sancire un simbolico abbraccio in musica, non solo italiano ma europeo, in un delicato momento storico di crisi e di perdita incondizionata di valori etici e sociali.

Come a voler avvalorare l’importanza e il successo della manifestazione corale il presidente Orazio Leotta ha dichiarato: “Dopo l’entusiasmante prima edizione anche quest’anno la nostra Associazione ha voluto essere presente alle manifestazioni estive previste nella città di Belpasso. Le preoccupazioni, le incertezze e le fatiche dello scorso anno hanno lasciato il posto all’allegria ed agli apprezzamenti che pubblico e cori ci hanno tributato. Sulla scia quindi della fortunatissima prima edizione abbiamo deciso di mantenere invariata la struttura data al festival lo scorso anno, modificando solamente il periodo ed anticipandolo al mese di luglio; scelta premiata dalla presenza di due gruppi internazionali provenienti da Portogallo e Olanda e di due gruppi italiani provenienti da Lombardia e Campania”.

Il presidente dell’ARS CORI siciliani, Alfio Penna, ha spiegato con soddisfazione: “Questa manifestazione rappresenta un appuntamento particolarmente significativo della vivacità artistica della città di Belpasso, cui si aggiunge, in particolare, il carattere culturale musicale promozionale in tutte le sue forme artistiche. Un ringraziamento speciale va all’Associazione Musicale Schola Cantorum Maria SS. Immacolata, poiché, attraverso l’instancabile forza, competenza e capacità organizzativa, regala con grande zelo ed umiltà alla città e a tutti i gruppi che partecipano grandi e significativi momenti culturali. Voglio ricordare i soci dell’Associazione, grandi sostenitori che operano spesso dietro le quinte, ma che sono in realtà la spina dorsale e parte attiva dell’ attività dello stesso. Mi auguro, quindi, a nome dell’Ars-cori, che i nostri molteplici sforzi trovino benevole accoglienza nella nostra città e non solo, il che ci consentirà di continuare il nostro impegno amatoriale e volontaristico per assicurare una serie costante di validi appuntamenti con la “buona musica”.

Anche l’Assessore alla Cultura di Belpasso, Moreno Pecorino, che da anni segue questo tipo di eventi con entusiasmo e passione ha aggiunto che il Festival è “Un secondo, irripetibile appuntamento al servizio della musica, che colloca armonia e bellezza, richiamando sin dal suo titolo la serenità d’alta quota, resa più pura della nostra meravigliosa aria montana. Grazie al direttore attuale, dagli anni ‘70 ad oggi, ed in maniera particolare al coro formato da giovani non professionisti, la Schola Cantorum ” Maria SS. Immacolata”, continua a raggiungere successi infiniti in Italia e non solo. Ho avuto il piacere di accompagnarli in diverse occasioni, come ad esempio in Austria e Spagna, dove grazie alle loro iniziative è stato piacevole presentare il nome della nostra meravigliosa città, accompagnato da musica, arte e cultura”.

Fanno “dolce eco”, in un periodo di netta recessione artistica, le parole, sia del Vice Sindaco ed Assessore agli Eventi della Città di Belpasso, Carlo Caputo, il quale afferma: “Con immenso piacere apriamo il cartellone estivo della nostra Città con un evento che già dalla sua prima edizione si è posizionato tra i più significativi in ambito regionale e nazionale, il Festival Internazionale di Cori  “In…Canto sull’Etna”. Personalmente ringrazio l’Associazione Musicale Schola Cantorum “Maria SS. Immacolata” che con impegno, dedizione ed entusiasmo, ormai da parecchi anni, rappresenta la Città di Belpasso in tutto il mondo. Anche quest’anno quindi hanno voluto dare questa grande opportunità alla cittadina di Belpasso e non solo, riuscendo a portare  due gruppi internazionali e due gruppi nazionali”;

Alfio Papale, sindaco di Belpasso ha concluso affermando che: “Il Festival Internazionale di Cori “In…Canto sull’Etna”giunto alla seconda edizione, rappresenta un evento che nel nostro paese sta diventando tradizione grazie alla passione degli amanti del bel canto e all’impegno profuso dalla Schola Cantorum Maria SS. Immacolata  di Belpasso, guidata dal presidente Orazio Leotta e dall’infaticabile M° Piero Leotta. In questa occasione più che mai, l’amore per la musica si fonde ad  unisono con la religiosità espressa da particolari  canti che in un territorio come il nostro, segnato persino dall’apparizione della vergine Maria e da un rapporto inscindibile dei cittadini con Santa Lucia, esprimono un autentico tributo di fede. La kermesse, come nella prima edizione, sono certo che rappresenterà un’ottima vetrina per il rilancio dell’immagine artistica e  culturale  della nostra cittadina”.