La voce degli spalti 2012 / 19 – Catania-Pescara 1-0 Festa di fine anno

Ultima giornata in casa e clima di festa al Massimino. Nell’anticipo serale della trentasettesima giornata arriva il già retrocesso Pescara. Pubblico delle grandi occasioni a far da cornice al saluto al Catania dei record, malgrado la partita non abbia quasi nulla da dire.

La promozione della società (prezzi scontati a chi entra con un abbonato) ha dato i suoi frutti, con circa 18.000 spettatori a gremire lo stadio. Curiosamente, come nella scorsa partita, un solo tifoso ospite.

Tante scritte “salutano” l’ultima uscita casalinga dei rossazzurri. Una di queste recita: “StuPitu dal Catania”; nella Nord due freschi sposini festeggiano il matrimonio allo stadio, ancora in abiti da cerimonia, sottolineando la propria passione con uno striscione (nella foto in basso).

In Curva Nord campeggia una grande scritta: “Onore a chi ha lottato!”. Nella Sud si legge: “Genova di mentalità e di onore, Catania è vicina al vostro dolore”, con riferimento alla tragedia nel porto della città ligure.

Al centro della tribuna B manca lo striscione del club Massimino (strappatosi nelle scorse partite). Nella Sud c’è un nuovo bandierone degli Irriducibili. Ultima gara da capo ultrà (almeno così pare) per lo storico Ciccio Famoso, che viene acclamato a gran voce dai tifosi in Curva Nord.

Il Catania si riscalda con le maglie rosse dell’iniziativa “Le ali morali”. Il prepartita è scandito da musica da discoteca (finalmente, ci voleva tanto?!). I tantissimi ragazzi di scuole e scuole-calcio si fanno sentire ed apprezzare per i colori e la vivacità, soprattutto quelli sistemati in tribuna B.

Le squadre entrano in campo sulle note di “Catania siamo noi” di Giuseppe Castiglia: torce stroboscopiche e fumogeni rossazzurri in entrambe le curve, coriandoli dalla tribuna B.

I rossazzurri partono alla carica, creando subito numerose occasioni. Il pubblico apprezza, le curve non smettono di cantare. Barrientos inizia uno show personale, strabiliando con giocate d’alta scuola. La palla non entra, anche per alcune buone parate di Perin, ma la partita è gradevole ed il Catania gioca a memoria.

A metà tempo Legrottaglie è costretto ad abbandonare la gara (frattura allo zigomo, ndr) ed il pubblico si alza in piedi per salutarlo. Al suo posto entra Biagianti.

Finisce il primo tempo tra gli applausi scroscianti. Nell’intervallo, sugli spalti, spazio alle considerazioni di fine campionato: “Abbiamo fatto una stagione strepitosa”, “Peccato non aver avuto soddisfazioni con le tre big e nel derby”, “Domani u Palermo si ni cala… Ancora penso alle provocazioni di Rinaudo del 2008 e mi fazzu du’ risati!”

Inizia il secondo tempo, la musica non cambia. Catania che spinge, con la prima occasione che passa per i piedi di Biagianti. Al 7’, Barrientos recupera un pallone a centrocampo, Almiron serve sulla fascia Bergessio in contropiede, cross al centro, arriva Gomez… GOOOLLL!!!!!!! 1-0! Forse l’ultimo gol del Papu in maglia rossazzurra.

Poco dopo in Curva Sud compare uno striscione contro Enzo Bianco e parte un coro anti-atletisti: il riferimento è alle sue recenti dichiarazioni sul nuovo stadio ed all’appoggio nel 1993 a Proto nella creazione dell’Atletico Catania.

La partita intanto scivola via. Barrientos continua ad incantare: in un’azione salta alla grande tre avversari e serve un gran pallone a Bergessio, che spreca. Tutto il pubblico si alza ed intona “Pitu, Pitu”. Ovazione anche per Pulvirenti, che risponde a tono ad un “salta con noi, presidente”. Poi inizia la ola di tutto lo stadio, cosa che al Massimino non si vedeva da anni!

MarcheseAl triplice fischio è un tripudio. Tutti  i giocatori portano a centrocampo un grande striscione con lo stemma del Catania e saltano insieme al pubblico al coro “chi non salta è rosanero”; poi inizia il giro di campo, con lancio di magliette e saluti al pubblico. Una festa che dura una ventina di minuti ed è il giusto finale di un gran bel campionato.

Lo stadio si svuota, resta il silenzio. Sarà così per i prossimi tre mesi. Il Catania si congeda dai suoi tifosi e noi ci congediamo da questa rubrica. Un grazie va a chi, tra battute, striscioni, coreografie e cori contribuisce a rendere spettacolare la “partita di pallone” non solo nel rettangolo verde, ma anche e soprattutto sugli spalti. Grazie, in particolare, ai miei vicini di posto (tante volte citati) ed a tutti coloro che hanno dato un senso a questa rubrica.

Forza Catania!

(foto: Ansa/Galtieri/Russo)

La voce degli spalti 2012 / 18 – Catania-Siena 3-0 Bella prova d'orgoglio

Penultima gara casalinga per il Catania di Maran. Al Massimino arriva un agguerrito Siena che cerca punti vitali per la salvezza. I rossazzurri, reduci dal pareggio in extremis nel derby e dalla sconfitta in rimonta al Meazza contro il Milan, vogliono chiudere in bellezza una grande stagione.

All’invito della società rispondono 14.000 aficionados; gremita la tribuna B, con tanti ragazzi delle scuole ospitati in conclusione del ciclo di incontri a Torre del Grifo. Semivuote, invece, le due curve. Appena un tifoso nel settore ospiti.

“Ma unni su tutti chiddi ca mancunu?”, “A casa a taliari a Juventus ca vinci u scudettu… belli tifusi catanisi!” è uno degli scambi di battuta più ricorrenti nel pre-partita.

La curva Sud, come ogni anno in questo periodo, ricorda la scomparsa del tifoso Torrone. Applausi in suo ricordo da tutto il settore. Anche la Nord si unisce, esponendo uno striscione con la scritta “Torrone vive”.

Il Catania inizia la partita in attacco. Bergessio ha una grande occasione, ma la spreca tirando addosso al portiere. “Mancu cca potta spalancata signi oramai, BEGGHESSIO!!” dice qualcuno. Il numero 9 rossazzurro lo ammutolisce poco dopo: assist d’oro di Castro e sinistro chirurgico all’angolino… GOOOOOL!!! 1-0.

Il Catania gioca bene, malgrado la sostituzione forzata di Alvarez (nuovo infortunio), con l’ingresso del riesumato Potenza. A pochi minuti dalla fine, Felipe ferma un’azione pericolosa di Castro, bloccando il pallone con la mano: cartellino rosso e Siena in 10 uomini.

Finisce così il primo tempo, con applausi di gradimento del pubblico. Il caldo si fa sentire e nell’intervallo un vicino di posto robusto propone: “Carusi, livamuni i maglietti”, “Fremmu! – gli intimano – Ca su ti vidunu a’ nura ti dununu ‘u Daspo!”

Tra risate e un po’ di refrigerio portato dal forte vento, le squadre rientrano in campo, con Frison che si sistema sotto la Sud e viene salutato dai tifosi: “U putteri giovani l’avemu, ora am’a svecchiare tuttu ‘u restu da squatra”.

I rossazzurri proseguono come nel primo tempo. Barrientos regala spettacolo e fa divertire, malgrado una partita che appare a senso unico ed una giornata che sarebbe da costume e “brioscia ccò gelatu”, altro che stadio.

Da un cross dalla destra, Bergessio arpiona il pallone in area, si gira, tiro… GOOOOLLL!!! 2-0. “Finalmente un gol da bomber di razza, bravo Gonzalo!” gli dicono.

Intanto la Juve si porta in vantaggio sul Palermo che, con questi risultati, si ritroverebbe nuovamente nel baratro. Il pubblico esulta, cantando “Chi non salta rosanero è”. Ma poi, per non esser fraintesi, arriva anche un “Chi non salta juventino è”.

La partita sembra finita. Il Siena punge un paio di volte con Emeghara (bel giocatore, applaudito più volte da tutto lo stadio), ma niente di più. Anzi, poco dopo arriva il tris: pennellata di Barrientos, incursione di Bergessio, GOOOOLL!! 3-0 e prima tripletta per l’attaccante argentino.

Risultato al sicuro e record di punti in cascina; al triplice fischio, anche Stefania Sberna lo ricorda dagli altoparlanti. 51 punti, nono posto ormai pressocché sicuro e con la possibilità di rosicchiare qualcosa a chi sta davanti per provare magari ad agganciare l’8° posto – che farebbe saltare le prime fasi della Coppa Italia del prossimo anno.

Nel prossimo fine settimana arriverà il Pescara, oggi matematicamente retrocesso. C’è da aspettarsi il solito abbraccio conclusivo da parte del pubblico rossazzurro. È vero, quest’anno sono arrivate poche soddisfazione nei “partitoni”, ma la stagione di questo gruppo è stata straordinaria. Allora appuntamento sabato prossimo (la Lega ha anticipato la gara, con inizio alle 20,45 – ndr di lunedì 6/5/2013) per il giusto saluto alla squadra ed il congedo da questa rubrica!

(foto: Ansa)

La voce degli spalti 2012 / 17 – Catania-Palermo 1-1 La festa rovinata

CATANIA-PALERMOAvvicinandosi allo stadio è un’esplosione di cori; guardando i volti di chi fa la fila al prefiltraggio si legge l’attesa, la voglia d’entrare, la carica. Ognuno indossa la sciarpetta rossazzurra; tante bandiere, tanti stendardi. Questa è Catania-Palermo, il derby di Sicilia, partita che quest’anno vale qualcosa di più del semplice primato regionale (almeno per per il Palermo).

Sono le 14.00. Salendo le scale del Cibali un brivido corre lungo la schiena. Giunti alla fine della rampa la scena è quella delle grandi occasioni: stadio gremito e coloratissimo, una bolgia.

Innumerevoli gli striscioni, impossibile leggerli tutti. La curva Nord è già piena; al centro campeggia un nuovo bandierone con l’immagine di Angelo Massimino. Due grandi scritte, in alto ed in basso della curva, formano un messaggio perentorio: “Fino al 90° undici ultras”.

Nel settore ospiti, accessibile quest’oggi a massimo 600 persone, sono attesi circa 400 palermitani. In pochi al momento sono entrati, ma l’elicottero della polizia che continua a volare nel cielo plumbeo annuncia l’imminente arrivo del gruppone.

La tribuna B è l’unico settore dove non c’è il pienone, ma all’interno dell’impianto si contano circa 18.000 presenze. Si vocifera da giorni che entrambe le curve faranno la coreografia e lentamente gli ultras distribuiscono cartoncini bianchi con una grande “B” nera.

Il pre-partita è rovente. Il coro più gettonato, si sa da mesi, è uno: “E tanto già lo so / che l’anno prossimo / tu giochi il sabato!”. All’ìngresso in campo dei giocatori rosanero una bordata di fischi sommerge il rettangolo di gioco; poi tutto lo stadio inizia a saltare sulle note di “Chi non salta è rosanero” e “Alè vulcano”. Il Catania è accolto da un boato e, dopo poco, nel rituale cerchio di giocatori che si danno la carica si aggiunge virtualmente tutto lo stadio.

Squadre negli spogliatoi e tutto pronto per l’ingresso in campo. Attesa spasmodica, formazioni gridate da tutto il pubblico ed un incessante “ohhhh” che accompagna gli ultimi secondi. Escono le squadre dal tunnel, si alza la coreografia… SPETTACOLO! In curva Sud campeggia anche un grande telone con un elefante e la scritta “Irriducibili Catania, Ultras Curva Sud”. I rosanero rispondono con bandiere e sciarpe al vento.

Catania-Palermo 2Mentre si alza il tono dei cori e vengono accesi fumogeni rossazzurri dalle due curve, inizia il match. Il Catania parte all’attacco. I rossazzurri sfiorano il gol in un paio di occasioni, il Cibali sussulta.

Dopo un po’, dalla Curva Nord si leva il coro “Un rosanero in croce” (cantato, come sempre, da Ciccio Famoso); nell’incredulità di tutti, la Sud risponde: non accadeva da quel maledetto 2 febbraio che le due curve scandissero un coro insieme. Tutto lo stadio lo canta, il botta e risposta dura parecchi minuti, fino al boato finale (non c’è bisogno di ricordare qui come finisce il coro…!).

Sul campo le squadre si danno battaglia, ma il vero spettacolo quest’oggi è sugli spalti: le due curve sono degne dei fasti di un tempo ed anche nella Sud (dove di solito il resto del pubblico non asseconda i cori degli ultras) l’intero settore è in piedi a cantare. Sempre gli Irriducibili espongono uno striscione dedicato agli ultras del Borussia Dortmund, con cui si è creato un bel gemellaggio (una cinquantina di catanesi erano in curva a Dortmund nei quarti di Champions League).

Lodi, intanto, fa venire i brividi a Sorrentino con due grandi punizioni, la prima delle quali diretta all’incrocio e solo un miracolo del portiere rosanero evita il gol. Dall’altro lato Andujar si rende protagonista di un grande intervento su contropiede di Ilicic.

Finisce così il primo tempo. Nel frattempo sono arrivati gli altri tifosi rosanero ed adesso quasi tutto l’anello superiore del settore ospiti è pieno. I cori e gli sfottò non smettono nemmeno all’intervallo.

Il ritorno in campo delle due squadre è accolto da cartoncini rosa da parte dei palermitani, mentre la Curva Nord si esibisce in un lancio di carte e coriandoli.

La partita adesso sembra bloccata. Nel Catania entra Castro e cambia dunque il modulo. Proprio l’argentino si rende pericoloso con un gran tiro, deviato in angolo. Al 70’ la svolta: Gomez crossa in mezzo, girata di Barrientos, deviazione, palo, GOOOOLL!!!!!!!!

È impazzito il Cibali!!!Tutto il Catania corre sotto la Nord ad esultare, lo stadio viene giù!!! Tutto il pubblico a saltare, non si capisce più niente!!!

Ammutolito il settore ospiti, i cori delle due curve rimbombano per tutto lo stadio e per mezza città. In curva Nord compare uno striscione: “Volevi in B i catanesi, ora gioca il derby con i trapanesi”, la Sud risponde con “Continuando con Zamparini… a breve ‘u derby cco’ Lentini”.

La partita sembra scorrere via, iniziano i primi cori “Serie B, Serie B” e “Salta con noi Fabrizio Miccoli”, anche se i più scaramantici restano in silenzio.

Al 95’ la beffa: Bellusci perde l’ultimissimo pallone della gara e fa fallo a centrocampo; l’arbitro fa battere. Palermo tutto avanti: la palla spiove in area, testa di Hernanez e gol di Ilicic. Incredulità sugli spalti, mentre esplode la panchina rosanero ed il settore ospiti.

In campo succede un parapiglia, con Andujar che viene espulso per rissa. L’arbitro, intanto, fischia la fine. Le due curve riprendono a cantare, ma ovviamente sono i palermitani i più carichi. Una festa rossazzurra per 95 minuti, rovinata all’ultimissimo secondo. Per la prima volta da sei anni lo scettro di Campioni di Sicilia (nel computo tra andata e ritorno) va al Palermo.

Si riavvolgono mestamente gli striscioni, mentre i palermitani continuano a far festa. Uscendo dallo stadio, più che rammarico, c’è rabbia per quelle ingenuità di Bellusci (sia nel fallo che nel gol). In questo clima di collera e delusione, resta comunque lo straordinario spettacolo offerto dai tifosi sugli spalti.

Il campionato del Catania, verosimilmente, finisce qui. L’appuntamento è tra due settimane per la partita contro il Siena, la penultima in casa per quest’anno. Il Palermo, invece, dovrà sudare ancora parecchio. Per sapere se l’anno prossimo si rivedrà il derby bisogna aspettare, probabilmente, fino all’ultima giornata.

(foto: Ansa)

La voce degli spalti 2012 / 15 – Catania-Udinese 3-1 Torna l'entusiasmo

Catania-UdineseDopo la batosta contro l’Inter e la sconfitta al 92° allo Juventus Stadium, il Catania ritrova l’abbraccio dei suoi tifosi per provare a riprendere il cammino entusiasmante che ha contraddistinto questo campionato.

Al “Massimino”, nel primo anticipo della 29.ma giornata, arriva l’Udinese, staccata in classifica di appena un punto. Il pubblico catanese risponde abbastanza bene, con circa 14.000 spettatori a riempire l’impianto di piazza Spedini. In tribuna B sono presenti 300 ragazzi delle scuole catanesi, invitati dalla società, mentre in curva Sud si fanno sentire i numerosi bambini della scuola calcio “La Meridiana”. Pochissimi i friulani al seguito (appena una ventina), sistemati in un settore ospiti che è davvero troppo grande rispetto al numero medio di spettatori che lo riempiono durante la stagione.

L’Etna in eruzione è coperta da nuvoloni che minacciano pioggia; a pochi minuti dall’inizio del match partono i primi cori delle due curve. Dopo i rituali saluti, i capitani delle due squadre leggono un messaggio al microfono in occasione della giornata contro il razzismo.

Inizia la gara, con il Catania che attacca eccezionalmente nel primo tempo lato Curva Nord. I rossazzurri partono bene, ma il 4-4-1-1 disegnato da Maran fa fatica a pungere; prive dei rispettivi bomber, le due squadre si confrontano prevalentemente a centrocampo.

Un paio di azioni provocano qualche sussulto sugli spalti, con l’occasione principale che capita sui piedi di Castro, che però “ciabatta” addosso al portiere.

Si va negli spogliatoi con qualche fischio che piove dalle tribune: finora lo spettacolo è stato latitante. Nell’intervallo si parla del Palermo, delle partite delle italiane in Europa e soprattutto dell’affascinante amichevole di beneficienza di sabato prossimo che vedrà al “Cibali” il Catania contro le “vecchie glorie” rossazzurre. Tra gli argomenti “caldi” anche le elezioni del papa e dei presidenti delle due Camere.

Inizia il secondo tempo e, mentre Bergessio viene mandato a scaldarsi, acclamato dal pubblico, il Catania si riposiziona col 4-3-3. Col modulo nuovo la musica cambia e dopo una manciata di minuti Barrientos serve Gomez: triangolazione con Castro al limite dell’area, tiro a porta vuota, GOOOOOLLLL!! 1-0!! Gran gol del Papu su una bella azione corale dell’attacco rossazzurro.

La partita si scalda, soprattutto in panchina dove a farne le spese è Potenza, espulso per proteste. «’inchia Potenza, non jochi ri na vita e c’a facisti ‘u stissu a fariti ittari fora!» Anche Guidolin fa il diavolo a quattro, facendo rumoreggiare il pubblico.

In campo il Catania continua a premere. Castro con un gran giocata salta un avversario, rientra sulla sinistra, serve in profondità Barrientos, cross dal fondo, stacco di testa di Gomez, GOOOOOOOOOOOOL!!!!!

2-0! Doppietta del Papu! «Ma comu fici a signari di testa, ca jè n’metru e sughi ’i frutta?!» ci si domanda scherzando felici sugli spalti. Pubblico in festa, tutto lo stadio canta “Salta con noi Guidolin” ed il tecnico friulano si accomoda mestamente in panchina.

StriscioneIntanto in Curva Nord viene esposto uno striscione dagli ultras: “Un ideale che ci lega per una passione che non si piega”.

Dopo poco, punizione da buona posizione per il Catania. Sul pallone va Ciccio Lodi: tiro a giro, tocco della barriera, Brkic spiazzato, GOOOOOOOOOOOL!!!!!!!!!! 3-0! Gara messa in cassaforte! Bandiere al vento ed applausi scroscianti per i rossazzurri.

La partita a questo punto è finita, anche se da una papera di Marchese e Bellusci arriva il gol della bandiera di Muriel. Poco male. Gli ultimi minuti sono dedicati ai cori ed alle risate tra vicini di posto. Sempre nella Nord compare un altro messaggio: “Ciao Nonno Melo”.

Entrano Biagianti, Doukara e Keko, ma non succede più nulla. Arriva il triplice fischio di De Marco ed il boato del pubblico. Con 45 punti ed in attesa delle gare della domenica, il Catania si godrà queste due settimane preparando al meglio l’importantissima sfida della vigilia di Pasqua all’Olimpico contro la Lazio. Sarà pure l’occasione per salutare il nuovo papa, anche se, come recita uno striscione in curva, noi già a Catania “Habemus Papu”!

Alla prossima!

La voce degli spalti 2012 / 14 – Catania-Inter 2-3 Due facce

Curva SudL’atmosfera è quella delle grandissime occasioni, il Cibali è tutto esaurito ed in città si vive quell’atmosfera unica delle partite storiche. Il Catania si gioca qualcosa di importante contro l’Inter di Stramaccioni.

Lo stadio è gremito fino all’inverosimile. Sulla vetrata della Nord si legge “Un mito nella storia, onore a Massimino”, mentre nella Sud “Fianco a fianco verso l’Europa”. Tanti striscioni sugli spalti, tra cui un “Allerta Sicilia occidentale: temperatura -22”, in riferimento ai punti di distacco del Palermo.

Il prepartita è scandito dalla musica diffusa dagli altoparlanti della tribuna A (era ora!). Il Catania viene accolto con cori incessanti, mentre l’Inter con fischi assordanti.  Da segnalare, nel clima di festa, un ricordo particolare: uno striscione in tribuna B saluta Salvatore Crisafulli, il catanese che anni fa si era risvegliato dal coma e che ci ha lasciati nei giorni scorsi.

001All’ingresso delle squadre in campo lo stadio è una bolgia. Bella coreografia rossazzurra della tribuna B (anche se con scritta “Catania” non proprio leggibile), in Curva Sud fumogeni rossazzurri e palloncini, nella Nord un grande striscione recita: “Tentare si può… vincere pure! Avanti Catania, regalaci un sogno”. I 500 interisti nel settore ospiti rispondono con bandierine crociate.

Cori incessanti, le curve sono tornate quelle di un tempo, calde, colorate, instancabili. Gli undici in campo sentono l’atmosfera e partono alla grande. Bergessio lotta su un pallone a fondo campo, salta Juan Jesus, rientra su destro, tiro… GOOOOOOOOOOOOOOOOOOOL!!!!! Crolla il Massimino! Siamo al 7’ e siamo già in vantaggio!!!!

Lo stadio si carica ancor di più, ventimila cuori dentro il rettangolo verde. Siamo al 19’, Lodi batte un punizione dalla trequarti da posizione centrale. Spiovente in area, testa di Marchese, palla che scavalca il portiere e si adagia in rete… GOOOOOOOOOOLLL!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! 2-0! 2-0! 2-0! Incredibile! Il pubblico è in estasi!

Il Catania continua a giocare alla grande, l’Inter è al tappeto, non c’è storia in campo. Dopo altre due occasioni sprecate, si chiude il primo tempo: applausi scroscianti di tutto il pubblico.

Nell’intervallo si riscalda Palacio, è scontato che Stramaccioni voglia cambiare qualcosa. Sugli spalti si prova a prendere un po’ di fiato, finora è stata una partita pazzesca. Un tifoso grida: «Moratti! Apriti un tabacchino che è meglio!»

003Inizia il secondo tempo. Dopo una manciata di minuti Bergessio si presenta a tu per tu con Handanovic, che para il tiro del numero 9 etneo; pubblico con le mani sui capelli. «Si devono segnare questi gol, perché se no si pagano»

E infatti… Rolin si perde Palacio, cross in mezzo, testa di Ricky Alvarez e gol: 2-1. Il pubblico applaude, provando a scuotere i rossazzurri; ma adesso è l’Inter ad avere il pallino del gioco, il Catania sembra stanco e soprattutto spaventato.

Dopo un po’ arriva la doccia fredda: su un cross dalla sinistra, la difesa si perde ancora Palacio, che insacca di testa: 2-2!

L’Inter non si accontenta, il Catania sembra ko. I nerazzurri sfiorano il gol con Schelotto, Palacio e Cambiasso, gli etnei fanno poco per impensierire gli avversari. La partita è tesa, non mancano alcuni battibecchi e cartellini gialli.

Bergonzi assegna 4 minuti di recupero; su un anticipo a centrocampo Spolli si allunga incredibilmente il pallone, innescando il contropiede dell’Inter. La palla arriva a Cambiasso, il quale dentro l’area piccola mette a sedere lo stesso Spolli, serve indietro per Palacio che di piatto sigla il sorpasso: 2-3!

Cala il gelo, lo stadio è ammutolito, incredulo. Dopo meno di due minuti l’arbitro decreta la fine della gara. I 500 interisti esultano, gli altri 20.000, dopo un po’ di indecisione, iniziano ad applaudire i rossazzurri.

Peccato, peccato davvero. Dopo quel primo tempo era difficile prevedere un simile patatrac. Ma in tanti ringraziano comunque il Catania, che mestamente saluta il pubblico. Le curve intonano “Siamo sempre con voi”.

Uscendo dallo stadio, il silenzio è surreale. Qualcuno azzarda un commento, perlopiù sconclusionato: «Sa vinneru», «È tutto compromesso», «Doveva fare dei cambi prima», e via dicendo.

Noi la pensiamo così: le partite durano 90 minuti, ed oggi ne abbiamo avuto la conferma. Ma, allo stesso modo, il campionato dura 38 partite, ed ancora ne manca quasi un terzo. L’amarezza è tanta, ma è legata a questa partita; si è persa una gara importante, ma questa squadra ha dimostrato di sapersi rialzare ed in fondo sono solo 3 punti dal sesto posto e 5 dal quinto.

Vorremmo chiudere sottolineando il gesto di un immenso campione: Zanetti, sabato, appena atterrato a Fontanarossa, ha preso un’auto ed è corso al Policlinico per far visita ad un bambino che dev’essere operato. Dopo avergli regalato la sciarpa, ha preso l’album Panini del bambino dicendo: “Questo lo prendo io, domani lo riavrai con tutte le firme dei giocatori dell’Inter. Finché non saranno tutte non si scende in campo”. Nient’altro da aggiungere.

Alla prossima in casa, Catania-Udinese.

(foto di Filippo Galtieri)