Catania: file chilometriche ai distributori di benzina

Domenica di caos nelle strade di Catania: file interminabili per fare benzina, con persone piazzate con i bidoni o con i propri veicoli già all’alba (ma in alcuni casi la coda è andata avanti addirittura per tutta la notte).

In tanti distributori del centro città la coda di auto e persone a piedi è kilometrica: le due Esso del viale Mario Rapisardi e di via Diaz sono letteralmente prese d’assalto, con file che si estendono fino a via Ammiraglio Caracciolo da un lato e quasi fino alla circonvallazione dall’altro. Stesso discorso ai distributori del porto (accanto all’ex Capannone), alla Playa (l’Eni subito dopo il bowling contava stamattina oltre cento auto incolonnate) e ad Ognina (la fila per l’ex Motel Agip inizia già al Nautico). Stesso discorso nei numerosi distributori della circonvallazione. Non mancano alcuni momenti di tensione.

I listini prezzo sono vuoti, quindi le tariffe non sono confrontabili; due giorni fa alcuni automobilisti hanno segnalato di aver fatto benzina in autostrada a 3 euro al litro!

Non tutti i distributori, tuttavia, sono aperti: le autobotti stanno facendo la spola tra i vari rifornimenti, ma evidentemente non tutti, dopo un giorno dalla fine dei blocchi in autostrada, sono riusciti a ricevere carburante (in particolare molte Agip ed Eni).

C’è da dire, di contro, che il centro storico e molte altre zone della città respirano per l’assenza di auto in circolazione: così come accaduto venerdì e sabato, tante famiglie hanno preferito la bici per muoversi in città e godersi la giornata di sole, rinviando la caccia alla benzina ai giorni successivi.

Sciopero: possibile chiusura delle scuole a S. Giovanni la Punta

Le proteste che in questi giorni stanno paralizzando la Sicilia iniziano a produrre effetti sempre più intensi e profondi nella vita dei cittadini di tanti comuni isolani. Nel territorio etneo, oltre alla chiusura dei rifornimenti di benzina già da diversi giorni – con la conseguente notevolissima riduzione del traffico lungo le strade urbane – in queste ore molti esercizi commerciali sono costretti a chiudere (supermercati, negozi e tanti venditori della fiera e della pescheria, molti dei quali sotto la pressione dei manifestanti).

A San Giovanni la Punta il sindaco ha emesso un comunicato stampa in cui si annuncia la possibilità di chiusura delle scuole e dell’asilo nido, oltre alla sospensione del servizio di scuolabus.

“Abbiamo dovuto sospendere il servizio di scuolabus a causa della mancanza di carburante – spiega nella nota il primo cittadino Andrea Messina -, adesso stiamo valutando la chiusura delle scuole che senza riscaldamento e acqua calda, oltre alla mancanza di approvvigionamento degli alimenti per la mensa, non possono offrire ai nostri piccoli concittadini tutti i comfort e le ideali condizioni per la permanenza nei locali scolastici, senza poi considerare le problematiche inerenti al personale docente e non che a causa della mancanza di carburante hanno notevoli difficoltà a recarsi a lavoro ed assicurare tutti i servizi”.

A tal proposito, lunedì mattina si svolgerà una riunione operativa in Municipio, dove si prenderanno le decisioni più opportune tenendo conto delle possibili evoluzioni della situazione.

C’è da attendersi, tuttavia, che decisioni simili possano essere prese a breve anche da altri comuni.