Fabrizio Castori: "Consiglio al Catania Calcio di comprare giocatori in Italia"

Catania-Carpi 0-2. Fabrizio Castori, allenatore Carpi Football Club 1909, dopo la partita di calcio del 28 Dicembre 2014 contro il Catania durante la conferenza stampa ha detto:

Se vogliamo nei settori italiani i giocatori di talento ci sono. Vorrei consigliare al Catania di comprare giocatori in italia non all’estero. A mio avviso il Carpi deve essere un esempio per tutte le squadre italiane che vogliono raggiungere degli obiettivi importanti.

In Serie B per fare bene ci vogliono giocatori che hanno fame e che sono provenienti da campionati inferiori, ci vogliono giocatori giovani e veloci. Durante la settimana bisogna allenarli intensamente. La mia suqadra ha avuto una crescita esponenziale. Oggi non era facile vincere qui ma alla fine siamo cresciuti e abbiamo meritato la vittoria. Per il Catania non sarà a me rispondere. La mia squadra cerca sempre di fare la nostra partita e dobbiamo andare a forte velocità perchè non abbiamo l’esperienza per gestire i risultati.Sotto l’aspetto fisico eravamo stanchi. Abbiamo fatto un goal da manuale il secondo molto bello. La mia squadra merita la classifica che ha. Il Carpi deve essere l’esempio per il calcio italiano. Pochi soldi, tanti talenti.

Catania Calcio oggi ha perso contro la prima in classifica Carpi, la situazione è veramente critica. Se non si interviene durante il calcio mercato di Gennaio, si rischia anche di non rimanere in Seire B. Ha chiuso il 2014 e il girone d’andata di Serie B in zona retrocessione per Lega Pro (ex Serie C), pensare aveva iniziato il 2014 in Serie A. L’allenatore Pellegrino come da copione è stato esonerato dopo 3 partite, adesso arriverà un nuovo allenatore. Molti tifosi per la seconda volta consecutiva non sono entrati allo stadio, sono rimasti protestare in Piazza Spedini.

Fabrizio Castori, l’allenatore campione d’inverno di Serie B 2014/15 durante la conferenza stampa ha detto anche:

Dispiace perchè la piazza del Catania merita il pubblico delle grande occasioni ma a noi importa poco perchè siamo ospiti. Ho spinto la squadra a fare il massimo durante il primo tempo, ma bisogna considerare che il campo era pesante. Non eravamo nella giornata ideale per giocare come nelle altre volte. Dobbiamo tirare il fiato e quindi abbiamo bisogno di riposo. La sosta ci farà bene a tutte le squadre. Il campionato è equilibrato e lungo, come mentalità e tecnicamente è molto forte il Catania. Ho visto che i giocatori del Catania erano nervosi. E’ finita qui e va bene così“.

La voce degli spalti 2012 / 16 – Catania-Cagliari 0-0 L'Europa è lontana

Catania-CagliariPiove forte su Catania in questa prima domenica di aprile. Allo stadio “Massimino” arriva il Cagliari, ma gli spalti fino a pochi minuti dell’inizio appaiono desolantemente vuoti. Poi, come per magia, il cielo si apre e spunta un sole quasi estivo che asciuga rapidamente i gradoni e permette agli spettatori di far capolino e prendere posto.

Il colpo d’occhio non è male: la Tribuna B è abbastanza piena, grazie anche ai tanti studenti ospiti dalla società. Le curve, invece, presentano qualche vuoto in più. Nel settore ospiti appena quattro (!) cagliaritani, senza nemmeno uno stendardo. Alla fine, comunque, le presenze totali sono quasi 13.000.

All’ingresso in campo si levano i cori delle due curve, con la Nord che accende fumogeni rossazzurri. Dopo i saluti a centrocampo, Marchese va sotto la Sud a depositare un mazzo di fiori all’altezza di uno striscione che ricorda un tifoso che non c’è più. Il Catania deve fare a meno di Lodi, Almiron e Barrientos e schiera in campo il giovane Keko.

L’inizio di gara fa sperare in una bella partita, con Marchese ed il giovane spagnolo che spingono lungo le due fasce. Una buona occasione per Bergessio fa sussultare il Cibali, mentre un gran tiro di Izco è parato da Agazzi. Al 27’, in un contrasto di gioco, Pisano resta a terra; l’arbitro ferma il gioco ed il pubblico mugugna. In realtà l’infortunio è grave: entrano la barella e persino il tutore, rottura del perone. Il difensore sardo esce dal campo tra gli applausi scroscianti di tutto lo stadio.

Da qui la partita va spegnendosi, fino al duplice fischio dell’arbitro che manda tutti negli spogliatoi. Sugli spalti ci si spoglia: si è passati dagli impermeabili alle maniche corte nel giro di pochi minuti! Qualcuno propone di abbandonare la partita ed andare a mare. Ma in realtà nessuno lascia lo stadio, convinto di vedere un bel secondo tempo.

Dai primi minuti, però, la convinzione si rivela vana. Squadre ferme e zero occasioni da gol nei primi minuti. In Curva Nord, intanto, viene esposto uno striscione in onore dell’ex calciatore Enzo Berti, scomparso pochi giorni fa: “La tua città non ti dimenticherà. Ciao Enzo Berti”.

Sul campo poco o nulla da registrare, gli unici sussulti li regala il maxischermo che annuncia i gol del Palermo a Genova. Il Cagliari prova a fare il colpaccio, andando vicino al gol in un paio d’occasioni. Nei minuti finali il Catania prova il forcing finale: due belle punizioni (perfette per Lodi) vengono vanamente sprecate da Bellusci e Bergessio. Poi, sempre Bellusci, manda alle stelle una delle ultime palle della partita, facendo innervosire il pubblico; il difensore numero 14 risponde, mandando a quel paese la tribuna B e guadagnandosi una montagna di fischi. Alla fine arrivano anche i tre dell’arbitro, che manda tutti sotto la doccia.

Piove qualche fischio ingeneroso verso la squadra, anche se c’è da ammettere che in campo si è visto ben poco! L’uscita dallo stadio è silenziosa, ad eccezione del grido di qualche bambino che, incoraggiato dalla temperatura, chiede timidamente al papà: “M’accatti a brioscia ccò gelatu?”. Meglio farsi la bocca dolce! Appuntamento alla prossima: ci sarà il derby, forse l’ultimo grande obiettivo per quest’anno, considerando che parlare d’Europa ormai è solo suggestione.

La voce degli spalti 2012 / 10 – Catania-Torino 0-0 Pareggio senza Lodi

Catania-TorinoInizia il 2013 e si torna al “Massimino” per l’ultima giornata del girone d’andata; in anticipo, sabato alle 18,00, arriva il Torino.

Buona la risposta del pubblico etneo, che assiepa le gradinate dell’impianto di Piazza Spedini in oltre 15.000 unità; una quarantina di tifosi granata sono sistemati nel settore ospiti. Sugli spalti è un susseguirsi di auguri di buon anno.

Gremita, finalmente, la Curva Nord, ai cui piedi campeggia uno striscione con la scritta “Libertà”. Sventolio di bandiere (da segnalare due nuovi bandieroni) e primi cori scandiscono il prepartita, mentre la Sud si riempie più lentamente, anche a causa di problemi al prefiltraggio (i poliziotti per i controlli sono pochi, così i varchi aperti sono la metà, tra numerose proteste).

Al fischio d’inizio, però, il colpo d’occhio dello stadio è discreto. Il Catania parte bene, sfiorando il gol con Almiron dopo una manciata di secondi. La spinta del pubblico è incessante, sotto la carica dei cori delle due curve.

Al 12’, tuttavia, cambia tutto: Lodi corre palla al piede, scarica su un compagno e viene sgambettato da Meggiorini; il numero 10 etneo reagisce con una manata e finisce anzitempo sotto la doccia per il cartellino rosso mostratogli da Bergonzi. Espulsione sacrosanta, ma gli spalti si fanno incandescenti.

Maran non cambia nulla ed il Catania si assesta bene, tanto che dopo poco capitan Izco si procura un calcio di rigore: senza Lodi, dal dischetto si presenta Bergessio. Tiro… traversa piena! Ma i rossazzurri non mollano, incoraggiati dal pubblico; ancora Bergessio avrebbe il pallone del vantaggio, ma lo sciupa malamente. Intanto Bergonzi non ammonisce Gazzi per la seconda volta, facendo imbufalire il “Cibali” che adesso è un catino bollente.

Proprio mentre in Curva Nord si alza lo striscione “Anche pieni di guai, non ci fermerete mai”, l’arbitro manda tutti negli spogliatoi. Sugli spalti ci si rilassa un po’, goliardicamente come sempre… «’Mpare, ni manciasti panettone eh!», «Sta’ parannu tu ca ti pigghiasti 2 posti ppi quantu ti facisti!»
Si iniziano a fare anche due conti: «Se lo considerano gioco violento, a Lodi daranno parecchie giornate di squalifica: mi sa che lo rivediamo dopo Sant’Agata!», «Ma quale gioco violento: ci carricau ‘na pammata in amicizia!»

C’è chi mangia mandarini e chi al telefono organizza l’ultimo bacarà con gli amici, mentre le squadre tornano sul terreno di gioco per il secondo tempo. Impressionante la corsa indomabile di Izco, che non fa pesare ai suoi compagni l’inferiorità numerica: «Je ‘n muturinu!»

Diverse occasioni da un lato e dall’altro arricchiscono una partita in cui il Catania sta dimostrando di essere comunque superiore agli avversari, malgrado l’handicap numerico.

Cerci, con un gran tiro a giro mette i brividi agli spettatori rossazzurri: «C’è ‘n fetu ri …!» Ma la partita non si schioda dallo 0-0; Bergonzi prova a smuovere gli ultimi minuti buttando fuori Maran e Pulvirenti e scatenando cori di scherno di tutto lo stadio. In un turbinio di proteste, arriva il triplice fischio, con gli etnei che escono comunque a testa alta e con gli applausi del proprio pubblico.

Fuori dallo stadio, nel rituale scambio di saluti post-partita, raccomandazioni di un tifoso ad un amico: «Se ti tagli i capelli in questi giorni, accura ca Lodi carica cuzzati o’ scuru!»

Cogliamo la battuta e la giriamo a tutti, insieme all’arrivederci a domenica per la prima giornata di ritorno: Catania-Roma!

La voce degli spalti 2012 / 04 – Catania-Parma 2-0 Il cammino riprende

Catania-Parma, quarta partita in casa per questa stagione. Il “Cibali” si riempie lentamente, il tempo che la gente arrivi dalle spiagge ancora affollate in questa domenica dal clima estivo: attesi circa 13.000 tifosi. Alle 14,30 sono ancora davvero pochi gli spettatori, ma arriva il gruppone in Curva Nord, compatto: la frattura delle scorse settimane sembra essersi ricucita.

Entrano le squadre per il riscaldamento, sugli spalti si commentano le ultime prestazioni. C’è chi fischia e chi applaude Andujar, dopo la papera di due domeniche fa. C’è chi parla della partita di Bologna, in particolare di Capuano: “Si nni po’ gghiri a vinniri cacocciuli!” dicono i più estremisti. Ci si chiede anche che fine abbia fatto Rolin: “Ma chistu non vinni picchì era forti?”, “Si, ma è TROPPU forti e no’ fa jucari!”.

Saluti di rito a centrocampo, i Pazzi in curva nord scrivono: “Per te… sette giorni su sette!”. Neanche il tempo di riavvolgere lo striscione e di arrotolare le bandiere ed il Catania passa in vantaggio: invenzione di Barrientos, Gomez a tu per tu col portiere non può sbagliare… RETEEE!!! Partenza-lampo degli etnei che si ritrovano già avanti nel punteggio.

Ci si aspetta una partita in discesa, ma in realtà la partita del Catania diventa brutta, il pubblico non si diverte, boccheggia sotto il caldo e si spazientisce per una prestazione sottotono: “Secondo me è il primo tempo più brutto della stagione, meno male che abbiamo segnato” sostengono in molti.

Si va al riposo: squadre negli spogliatoi, tifosi al bar. Gelati e bevande vanno a ruba, anche perché le chiacchiere dell’intervallo vanno alimentate con un po’ di liquidi per fronteggiare il caldo. Inizia la ripresa, il Parma prova a pungere con il fischiatissimo Amauri, ma è davvero poco.

Al 64’ Almiron prova qualcosa di impossibile: tiro da centrocampo, la palla si abbassa e Mirante si salva per un soffio in calcio d’angolo. Il pubblico si alza in piedi e tributa un lungo applauso al numero 4 etneo, qualcuno ha la pelle d’oca per l’impresa sfiorata. In Curva Nord intanto compare uno striscione: “Supererò ogni ostacolo, scavalcherò ogni barriera per l’onore della bandiera!”.

Poco dopo il Parma resta in 10 per l’espulsione di Benalouane, dando libero sfogo ai rossazzurri che, dieci minuti dopo, avviano un contropiede con Lodi: filtrante per Izco, palla al centro, girata a porta vuota di Bergessio… RETEEEE!!! 2-0, partita messa in cassaforte e pubblico che saltella per diversi minuti al ritmo di “chi non salta è rosanero”.

La gara si avvia al termine, ci sarebbe anche il tempo del terzo gol, sempre con Bergessio. Ma la rete viene annullata – pare ingiustamente – per fuorigioco. Triplice fischio e giocatori sotto le curve festanti. Tra tutti, dei ragazzi stranieri con le maglie di Bergessio e Gomez, che evidentemente ci hanno preso al momento dell’acquisto!

Tre vittorie ed un pareggio sono il bottino di questo ottimo inizio di stagione. Adesso ci sarà la pausa, la trasferta a San Siro contro l’Inter e poi il big match del 28, all’ora di pranzo: Catania-Juventus, si prevede il tutto esaurito al “Massimino”.

Riattivati i campi sportivi comunali Nesima, Duca Aosta, Seminara, Zia Lisa, Velletri e Fontanarossa

I campi di calcio comunali della città di Catania sono tornati pienamente funzionali a seguito degli interventi di manutenzione straordinaria disposti dal sindaco Raffaele Stancanelli e dell’assessore allo Sport Ottavio Vaccaro al fine di garantire ai tanti giovani praticanti il regolare svolgimento delle attività sportive in condizioni di massima sicurezza e completa fruibilità.

Gli impianti interessati sono quelli di Nesima, Duca Aosta, Seminara, Zia Lisa, Velletri e Fontanarossa. I lavori sono stati realizzati con risorse in economia dagli operai del Comune e della Multiservizi con il coordinamento del direttore generale Maurizio Lanza e la collaborazione delle stesse società sportive di base rappresentate da Salvo Vasta.

Gli interventi che si sono completati proprio in questi giorni hanno riguardato, fra l’altro, la revisione e riattivazione di impianti elettrici, idraulici o di riscaldamento, in qualche caso con l’utilizzo di pannelli solari, il ripristino di opere in ferro (cancelli, ringhiere), il passaggio a maglia del terreno di gioco la sostituzione di reti di recinzione, la ristrutturazione degli spogliatoi.

Tra gli interventi  portati a termine anche la riapertura, dopo parecchi anni di divieto per l’accesso al pubblico, della tribunetta dello storico Campo di Nesima giusto in tempo per ospitare il prossimo 27 Maggio alle ore 16,30 la finale Play off per la promozione in seconda categoria tra Atletico Librino e la vincente della semifinale fra Motta Sant’Anastasia e Grammichele.