Un piano per la "ciclabilità" di Catania

Sarà discussa a Catania la redazione di un “Piano Quadro della ciclabilità” promosso dagli Ordini provinciali degli Architetti e degli Ingegneri, in linea con la filosofia del gruppo cittadino di Critical Mass (Cmc), il movimento europeo che riunisce “il popolo delle biciclette”.

Sarà questo l’argomento della conferenza stampa che si terrà venerdì 21 settembre, alle 10.30, nella sede dell’Ordine degli Ingegneri (via V. Giuffrida 202), in cui interverranno il presidente degli Architetti Luigi Longhitano, e quello degli Ingegneri Carmelo Maria Grasso.

All’incontro sono stati invitati il sindaco di Catania Raffaele Stancanelli, l’assessore comunale alla Mobilità e Viabilità Santi Maria Cascone, il presidente della Provincia regionale di Catania Giuseppe Castiglione,  l’assessore provinciale ai Lavori Pubblici, Viabilità, Mobilità e Trasporti Francesco Nicodemo, e i rappresenti del Cmc.

L’iniziativa, che si svolge in concomitanza con la Settimana Europea della Mobilità Sostenibile 2012, intende promuovere la diffusione e la valorizzazione dell’uso della bicicletta nel capoluogo etneo, ripensandolo all’interno di un più ampio piano strategico del sistema dei trasporti in città. «La bicicletta infatti – affermano Grasso e Longhitano – non solo è un mezzo ottimale nei percorsi di breve percorrenza, ma favorisce una generale riqualificazione delle arterie stradali in funzione degli utenti deboli della strada, la diminuzione dell’inquinamento acustico e atmosferico, la riduzione degli incidenti e la riscoperta della funzione sociale della strada».

«Il Piano Quadro di cui intendiamo proporre la redazione – aggiungono i presidenti – nasce dall’obiettivo di programmare piste e itinerari ciclabili che migliorino la circolazione in città, individuando anche zone urbane favorevoli. Inoltre verrà promosso il tema dei parcheggi delle biciclette, con particolare riferimento all’area del centro storico e della zona mare, approfondendo anche l’aspetto della riorganizzazione della sosta in rastrelliere diffuse sul territorio».

Una chiesa per ciascun architetto, l'Ordine etneo adotta i monumenti di Paternò

L’ Italia possiede il più ampio patrimonio culturale a livello mondiale con oltre 3.400 musei, 2.100 aree e parchi archeologici e 43 siti Unesco. Un patrimonio dell’Umanità che spesso viene poco valorizzato, trascurato e talvolta anche dimenticato.

Conservare, valorizzare e promuovere i beni architettonici catanesi è la sfida lanciata dall’Ordine degli Architetti di Catania e dalla sua Fondazione, presieduti rispettivamente da Luigi Longhitano e Carlotta Reitano.

In occasione del Consiglio direttivo in esterna – organizzato a Paternò, all’interno della Galleria d’arte moderna (Gam) della parrocchia di Santa Barbara – il presidente Longhitano, sostenuto dagli altri rappresentanti della categoria, ha voluto che l’idea “Ogni architetto adotta una chiesa”, nata oltre un anno addietro, diventasse realtà e ancor prima motivo di confronto.

Nella sala del Gam si è parlato di dovere e amore degli architetti verso un patrimonio che è bene indiscusso dell’umanità: «Dovere verso il patrimonio architettonico di cui l’architetto è il soggetto primario – afferma Longhitano – l’adozione di una chiesa è un gesto essenzialmente d’amore: il restauro filologico e scientifico può riportare alla luce profonde ricchezze, sconosciute a molti».

E di certo Catania e provincia sono una vera fucina di ricchezze. Nell’Arcidiocesi etnea, che comprende anche le Diocesi di Acireale e Caltagirone, si contano oltre 600 chiese (parrocchiali, rettorie e annesse). Circa 256 quelle nel capoluogo catanese, almeno secondo l’ultimo censimento realizzato dall’Arcidiocesi stessa.

E proprio a padre Carmelo Signorello, direttore dell’ufficio dei Beni Culturali e Ambientali dell’Arcidiocesi – accompagnato dal parroco del S.S. Salvatore Antonino Tomasello, dal parroco della chiesa Madre di Paternò Salvatore Alì, e dai parroci della chiesa di Santa Barbara, Antonio Pennisi e Salvo Magrì – è stata consegnata la bozza di un protocollo che attesta l’impegno degli architetti a prendersi cura dei beni architettonici ecclesiastici, gratuitamente.

«591 Chiese per 591 architetti – ha proseguito Longhitano – perché non è possibile assistere inermi allo sgretolamento dei beni storici e culturali. L’idea è quella di valorizzare e monitorare il patrimonio ecclesiastico attraverso il lavoro dell’architetto, che tra i suoi compiti annovera anche quello della divulgazione della cultura. Abbiamo deciso di consegnare il documento a padre Signorello durante le celebrazioni dedicate a Santa Barbara, protettrice del nostro Ordine».

«È un omaggio all’arte e alla professionalità – ha aggiunto la presidente Reitano – ma anche un buon veicolo per i tanti giovani professionisti alle prese con le difficoltà di inserimento lavorativo che potrebbero trarne in futuro un giovamento presentando i progetti per la partecipazione a bandi europei».

Un passo avanti verso la sicurezza nei cantieri

La sinergia tra gli Architetti di Catania e gli organi di Governo segna nuovi importanti risultati. Alcuni mesi fa il presidente dell’Ordine etneo Luigi Longhitano, durante la visita istituzionale in prefettura, aveva avanzato una proposta relativa alla delicata questione delle risorse necessarie a garantire la sicurezza nei cantieri: «E’ opportuno – aveva sottolineato il presidente – che il responsabile tecnico per la sicurezza dei lavori, chiamato a effettuare costantemente i controlli, sia messo nelle condizioni di poter svolgere il proprio ruolo: per questo è necessario snellire la burocrazia e garantire adeguati compensi alle responsabilità connesse alla funzione. Dobbiamo raggiungere un importante obiettivo: una maggiore tutela nei luoghi di lavoro attraverso una presenza costante dei professionisti incaricati e una regolamentazione delle tariffe contro i ribassi selvaggi».

La risposta è arrivata da parte del prefetto di Catania Vincenzo Santoro, che attraverso una nota inviata per conoscenza anche alla Regione Siciliana, alla Provincia Regionale di Catania e ai comuni della nostra provincia, ha dettato indicazioni chiare e precise sugli “oneri per la sicurezza e le relative tariffe professionali degli architetti incaricati come responsabili dei cantieri e coordinatori in materia di sicurezza”.

«Le considerazioni espresse in ordine alla problematica posta dall’Ordine – si legge nella nota a firma del prefetto – attengono anche all’attività che la Prefettura esercita in funzione dei controlli e degli accessi del nucleo Interforze, finalizzati alla verifica della sicurezza nei cantieri: la modalità di calcolo degli onorari relativi alla materia deve rappresentare adempimento “vincolante” per l’amministrazione appaltante». Un messaggio forte e chiaro: “No ai ribassi dell’onorario dei professionisti  in tema di sicurezza dei cantieri”. «Tale elemento – continua la nota – è da ritenersi “invariabile” e non soggetto a ribasso nella gara d’appalto».

Così come avviene per legge nei bandi di gara, dove gli oneri per la sicurezza non costituiscono elemento di confronto e di scelta del contraente, anche le parcelle dei professionisti dovranno attenersi alle tabelle del decreto ministeriale del 4 aprile del 2001. Da oggi non ci sono più sconti per la sicurezza, dunque.

Architetti libanesi in visita a Catania

«Una città affascinante, che nella propria architettura storica custodisce tutto lo charme della cultura mediterranea». Ecco come appare Catania agli occhi di coloro che hanno ricostruito ex novo una delle maggiori città asiatiche, Beirut, dopo la guerra civile che ha raso al suolo la capitale libanese.

«Il vostro paesaggio urbanistico è per noi un esempio di come salvaguardare la memoria del territorio», hanno affermato gli architetti George C. El-Khoury, segretario generale dell’Ordine degli Ingegneri e degli Architetti di Beirut, Andre Bekhazi, preside dell’Accademia libanese di Belle Arti e presidente della branca degli Architetti dello stesso Ordine, e Joseph Zaarour, docente dell’Università Saint-Esprit de Kaslik (Usek), durante l’incontro di martedì 27 luglio, nella sede del Comune di Catania – con il sindaco del capoluogo etneo Raffaele Stancanelli, il presidente e il vicepresidente aggiunto dell’Ordine degli Architetti, pianificatori, paesaggisti e conservatori di Catania – Luigi Longhitano e Paola Pennisi – e il presidente della Fondazione Carlotta Reitano.

Lo scambio culturale con i tre professionisti libanesi non è solamente a senso unico: «La gestione del territorio di Beirut che vede il lavoro congiunto di pubblico e privato – ha spiegato il presidente Longhitano – è simile a quella che in Italia chiamiamo “urbanistica partecipata”. Dalla riedificazione della capitale libanese apprendiamo un modello esemplare di architettura contemporanea e un valido strumento di crescita del territorio. La nascita di una collaborazione attiva tra i due Ordini, le aziende siciliane e quelle libanesi, è l’oggetto del protocollo d’intesa che firmeremo oggi pomeriggio, insieme all’Ordine degli Architetti di Messina, per creare un ponte culturale tra le due realtà».

Il rapporto con i professionisti del Libano è nato nell’ambito della partecipazione di sette architetti etnei al “Project Lebanon 2010”, la fiera dedicata al comparto dell’edilizia, svoltasi lo scorso giugno. «L’esperienza a Beirut – ha concluso  il vicepresidente Pennisi, che ha preso parte alla trasferta – ha rafforzato la nostra idea di avviare un taglio di architettura contemporanea nella città, superando il pregiudizio della salvaguardia a tutti i costi del patrimonio esistente. Abbiamo esportato il nostro modo di pensare il “costruire” ora siamo pronti a scoprire la visione e i progetti dei colleghi mediterranei».