Teatro, al via la ventesima edizione di Comics

“Comics” taglia con successo il prestigioso traguardo del ventennale. Venerdì 16 novembre si è svolta la cerimonia di inaugurazione della rassegna organizzata dall’Associazione “Ecco Godot”, che si avvale dal 2010 della collaborazione e dell’ospitalità del Teatro Stabile di Catania.

«La sinergia con “Comics” – spiega il direttore dello Stabile Giuseppe Dipasquale – si fonda sulla qualità della proposte e sulla loro portata sperimentale e innovativa». Crescente è stato negli anni il gradimento dei cartelloni impaginati da Marco Vinci, fondatore e direttore artistico di Ecco Godot: «Da vent’anni “Comics” rimane fedele all’obiettivo di divertire, offrendo uno spaccato variegato della nuova comicità attraverso i suoi esponenti più interessanti, singoli e gruppi».

In questa visione, da novembre ad aprile, l’edizione del ventennale prevede cinque appuntamenti. Quattro saranno in scena al Musco, con due turni serali, venerdì e sabato: Sergio Vespertino (16 e 17 novembre), I Senso d’oppio (7 e 8 dicembre), Diego Parassole (15 e 16 febbraio), I Sagapò (15 e 16 marzo). Data unica per Raul Cremona che si esibirà al Teatro Ambasciatori (20 aprile). Tutte le rappresentazioni avranno inizio alle ore 21.

Apre dunque il palermitano Sergio Vespertino, una delle maschere comiche più care al pubblico. A Catania presenta lo spettacolo “Papà à la coque” – di cui è autore – arricchito dalle musiche originali di Pier Paolo Petta alla fisarmonica.

Info abbonamenti : www.eccogodot.org

 

Teatro Stabile, "Il Drago" in sostituzione de "La casa di Bernarda Alba"

In sostituzione del capolavoro di Federico Garcia Lorca La casa di Bernarda Alba, spettacolo del cartellone 2011-2012, il Teatro Stabile di Catania propone un altro importante titolo della grande letteratura drammatica europea, Il Drago di Evgenij Schwarz. Si tratta di scelta non casuale nell’anno in cui l’Unione Europea ha conquistato il Nobel per la Pace: la commedia, scritta dal drammaturgo russo nel 1942, durante la seconda guerra mondiale, è infatti un autentico inno alla libertà e alla democrazia, vissute come conquiste consapevoli del vivere civile.

Adattamento e regia sono di Ezio Donato, scene e costumi di Dora Argento, musiche di Joe Schittino, coreografie di Donatella Capraro, luci di Franco Buzzanca. Protagonista, nel ruolo del titolo, è Pippo Pattavina, autentico beniamino del pubblico. Il nutrito cast degli interpreti annovera ancora Giorgia Boscarino, Lucia Fossi, Alessandro Idonea, Marzia Longo, Alberto Mica, Plinio Milazzo, Viviana Militello, Luca Notaro, Ramona Polizzi, Lucia Portale, Francesco Russo, Clio Scira Saccà, Sergio Seminara, Maria Rita Sgarlato, Giorgia Sunseri.

La programmazione al Teatro Ambasciatori, destinata non solo agli abbonati che devono recuperare lo spettacolo ma aperta al vasto pubblico, prevede sia rappresentazioni serali (inizio ore 20,45) che pomeridiane (ore 17,30). Le prime si effettueranno nei giorni 13, 15, 19, 20, 21, 22 novembre, le seconde avranno luogo il 14 e 25.

Agevolazioni sono previste per gli abbonati della scorsa stagione che recuperano con Il Drago lo spettacolo annullato La casa di Bernarda Alba. A coloro che abitano fuori città è data la possibilità di prenotare telefonicamente la data e il posto; chi risiede a Catania e dintorni potrà effettuare la prenotazione al botteghino di via Fava oppure negli uffici di via Museo Biscari 16, dietro esibizione dell’abbonamento 2011-2012.

Il Drago è una fiaba teatrale concepita quale chiaro atto di accusa contro il nazismo che era riuscito a sottomettere l’Europa, senza che i suoi cittadini fossero stati in grado di ribellarsi. A guerra conclusa, la censura sovietica ne proibì la rappresentazione a Mosca, forse temendo potesse alludere anche alla dittatura stalinista. La morale è chiarissima: quando una collettività, per ignavia o per paura, delega il governo ad un unico potere, le forze del male finiscono col vincere sul bene e nessuno potrà più chiedere giustizia.

Il don Chisciotte di Branciaroli all'Ambasciatori

Cresce l’attesa per il debutto catanese di Franco Branciaroli impegnato in Don Chisciotte, sua personale rilettura del capolavoro di Miguel de Cervantes, con la quale il grande attore e regista si ripresenta al pubblico del Teatro Stabile di Catania. Lo spettacolo sarà in scena alla Sala Ambasciatori dall’8 al 13 febbraio, nell’ambito del ricco cartellone impaginato dal direttore Giuseppe Dipasquale sul leitmotiv “Il tempo della musica”: omaggio – in tempo di crisi – all’universale e aggregante linguaggio musicale, e dunque al “suono” della parola, che raggiunge nel virtuosismo di Branciaroli stupefacenti vette interpretative.

L’artista inaugurerà anche il nuovo ciclo di “Doppia scena”, l’ormai tradizionale serie di incontri con i protagonisti del cartellone che torna in una veste innovativa e dinamica. La  realizzazione dell’iniziativa, in questa stagione, è frutto della sinergia stretta tra lo Stabile e la Feltrinelli, che ospiterà gli eventi nella sede di via Etnea. Il primo appuntamento è per mercoledì 9 febbraio alle 17,30, appunto con Franco Branciaroli e il critico teatrale Sergio Sciacca.

«Don Chisciotte è un enorme trattato sull’imitazione: così come lui imita i cavalieri, io imito i cavalieri della scena». Con questa premessa Franco Branciaroli, dopo l’originale edizione di Finale di partita in cui il protagonista parlava con la voce dell’ispettore Clouseau alias Peter Sellers, si prepara al nuovo spettacolo tratto dal testo di Miguel de Cervantes. Branciaroli sarà infatti impegnato nel doppio ruolo di Don Chisciotte e Sancho Panza, cui darà, imitandole, le voci di Vittorio Gassman e Carmelo Bene. Il vagabondare verbale, divertente e commovente insieme, dei due mattatori ripercorrerà alcune delle scene più celebri del grande romanzo picaresco del siglo de orospagnolo.

«Li immagino nell’aldilà – spiega ancora Branciaroli – mentre confessano che avrebbero sempre voluto mettere in scena il libro più d’avanguardia che ci sia, il Don Chisciotte. Li faccio parlare e così, accanto ai personaggi dell’Hidalgo e di Sancho, riprenderanno vita anche i loro dialoghi, i loro battibecchi, il loro immaginario». Ecco dunque che le “maschere verbali” dei due grandi protagonisti della scena teatrale italiana daranno anche occasione di ritrovare atmosfere di un Gran teatro che non c’è più e che lo stesso Branciaroli, che con Bene ha recitato ai suoi esordi, ha preso per la coda: «Erano due avversari irriducibili – continua l’attore e regista – ma anche, al fondo, due artisti che si stimavano. E questa è una cosa che mi commuove».

Divertimento con un pizzico di nostalgia sarà infatti la temperatura emotiva dello spettacolo. Il finale? Non è una vera fine, cosa che sarebbe pertinente solo con il mondo dell’aldiqua, mentre nel tempo eterno i nostri due mattatori, e idealmente Branciaroli con loro,possono ripetere all’infinito,variandola e reinventandola, la rappresentazione.