La voce degli spalti 2012 / 16 – Catania-Cagliari 0-0 L'Europa è lontana

Catania-CagliariPiove forte su Catania in questa prima domenica di aprile. Allo stadio “Massimino” arriva il Cagliari, ma gli spalti fino a pochi minuti dell’inizio appaiono desolantemente vuoti. Poi, come per magia, il cielo si apre e spunta un sole quasi estivo che asciuga rapidamente i gradoni e permette agli spettatori di far capolino e prendere posto.

Il colpo d’occhio non è male: la Tribuna B è abbastanza piena, grazie anche ai tanti studenti ospiti dalla società. Le curve, invece, presentano qualche vuoto in più. Nel settore ospiti appena quattro (!) cagliaritani, senza nemmeno uno stendardo. Alla fine, comunque, le presenze totali sono quasi 13.000.

All’ingresso in campo si levano i cori delle due curve, con la Nord che accende fumogeni rossazzurri. Dopo i saluti a centrocampo, Marchese va sotto la Sud a depositare un mazzo di fiori all’altezza di uno striscione che ricorda un tifoso che non c’è più. Il Catania deve fare a meno di Lodi, Almiron e Barrientos e schiera in campo il giovane Keko.

L’inizio di gara fa sperare in una bella partita, con Marchese ed il giovane spagnolo che spingono lungo le due fasce. Una buona occasione per Bergessio fa sussultare il Cibali, mentre un gran tiro di Izco è parato da Agazzi. Al 27’, in un contrasto di gioco, Pisano resta a terra; l’arbitro ferma il gioco ed il pubblico mugugna. In realtà l’infortunio è grave: entrano la barella e persino il tutore, rottura del perone. Il difensore sardo esce dal campo tra gli applausi scroscianti di tutto lo stadio.

Da qui la partita va spegnendosi, fino al duplice fischio dell’arbitro che manda tutti negli spogliatoi. Sugli spalti ci si spoglia: si è passati dagli impermeabili alle maniche corte nel giro di pochi minuti! Qualcuno propone di abbandonare la partita ed andare a mare. Ma in realtà nessuno lascia lo stadio, convinto di vedere un bel secondo tempo.

Dai primi minuti, però, la convinzione si rivela vana. Squadre ferme e zero occasioni da gol nei primi minuti. In Curva Nord, intanto, viene esposto uno striscione in onore dell’ex calciatore Enzo Berti, scomparso pochi giorni fa: “La tua città non ti dimenticherà. Ciao Enzo Berti”.

Sul campo poco o nulla da registrare, gli unici sussulti li regala il maxischermo che annuncia i gol del Palermo a Genova. Il Cagliari prova a fare il colpaccio, andando vicino al gol in un paio d’occasioni. Nei minuti finali il Catania prova il forcing finale: due belle punizioni (perfette per Lodi) vengono vanamente sprecate da Bellusci e Bergessio. Poi, sempre Bellusci, manda alle stelle una delle ultime palle della partita, facendo innervosire il pubblico; il difensore numero 14 risponde, mandando a quel paese la tribuna B e guadagnandosi una montagna di fischi. Alla fine arrivano anche i tre dell’arbitro, che manda tutti sotto la doccia.

Piove qualche fischio ingeneroso verso la squadra, anche se c’è da ammettere che in campo si è visto ben poco! L’uscita dallo stadio è silenziosa, ad eccezione del grido di qualche bambino che, incoraggiato dalla temperatura, chiede timidamente al papà: “M’accatti a brioscia ccò gelatu?”. Meglio farsi la bocca dolce! Appuntamento alla prossima: ci sarà il derby, forse l’ultimo grande obiettivo per quest’anno, considerando che parlare d’Europa ormai è solo suggestione.