La voce degli spalti 2012 / 17 – Catania-Palermo 1-1 La festa rovinata

CATANIA-PALERMOAvvicinandosi allo stadio è un’esplosione di cori; guardando i volti di chi fa la fila al prefiltraggio si legge l’attesa, la voglia d’entrare, la carica. Ognuno indossa la sciarpetta rossazzurra; tante bandiere, tanti stendardi. Questa è Catania-Palermo, il derby di Sicilia, partita che quest’anno vale qualcosa di più del semplice primato regionale (almeno per per il Palermo).

Sono le 14.00. Salendo le scale del Cibali un brivido corre lungo la schiena. Giunti alla fine della rampa la scena è quella delle grandi occasioni: stadio gremito e coloratissimo, una bolgia.

Innumerevoli gli striscioni, impossibile leggerli tutti. La curva Nord è già piena; al centro campeggia un nuovo bandierone con l’immagine di Angelo Massimino. Due grandi scritte, in alto ed in basso della curva, formano un messaggio perentorio: “Fino al 90° undici ultras”.

Nel settore ospiti, accessibile quest’oggi a massimo 600 persone, sono attesi circa 400 palermitani. In pochi al momento sono entrati, ma l’elicottero della polizia che continua a volare nel cielo plumbeo annuncia l’imminente arrivo del gruppone.

La tribuna B è l’unico settore dove non c’è il pienone, ma all’interno dell’impianto si contano circa 18.000 presenze. Si vocifera da giorni che entrambe le curve faranno la coreografia e lentamente gli ultras distribuiscono cartoncini bianchi con una grande “B” nera.

Il pre-partita è rovente. Il coro più gettonato, si sa da mesi, è uno: “E tanto già lo so / che l’anno prossimo / tu giochi il sabato!”. All’ìngresso in campo dei giocatori rosanero una bordata di fischi sommerge il rettangolo di gioco; poi tutto lo stadio inizia a saltare sulle note di “Chi non salta è rosanero” e “Alè vulcano”. Il Catania è accolto da un boato e, dopo poco, nel rituale cerchio di giocatori che si danno la carica si aggiunge virtualmente tutto lo stadio.

Squadre negli spogliatoi e tutto pronto per l’ingresso in campo. Attesa spasmodica, formazioni gridate da tutto il pubblico ed un incessante “ohhhh” che accompagna gli ultimi secondi. Escono le squadre dal tunnel, si alza la coreografia… SPETTACOLO! In curva Sud campeggia anche un grande telone con un elefante e la scritta “Irriducibili Catania, Ultras Curva Sud”. I rosanero rispondono con bandiere e sciarpe al vento.

Catania-Palermo 2Mentre si alza il tono dei cori e vengono accesi fumogeni rossazzurri dalle due curve, inizia il match. Il Catania parte all’attacco. I rossazzurri sfiorano il gol in un paio di occasioni, il Cibali sussulta.

Dopo un po’, dalla Curva Nord si leva il coro “Un rosanero in croce” (cantato, come sempre, da Ciccio Famoso); nell’incredulità di tutti, la Sud risponde: non accadeva da quel maledetto 2 febbraio che le due curve scandissero un coro insieme. Tutto lo stadio lo canta, il botta e risposta dura parecchi minuti, fino al boato finale (non c’è bisogno di ricordare qui come finisce il coro…!).

Sul campo le squadre si danno battaglia, ma il vero spettacolo quest’oggi è sugli spalti: le due curve sono degne dei fasti di un tempo ed anche nella Sud (dove di solito il resto del pubblico non asseconda i cori degli ultras) l’intero settore è in piedi a cantare. Sempre gli Irriducibili espongono uno striscione dedicato agli ultras del Borussia Dortmund, con cui si è creato un bel gemellaggio (una cinquantina di catanesi erano in curva a Dortmund nei quarti di Champions League).

Lodi, intanto, fa venire i brividi a Sorrentino con due grandi punizioni, la prima delle quali diretta all’incrocio e solo un miracolo del portiere rosanero evita il gol. Dall’altro lato Andujar si rende protagonista di un grande intervento su contropiede di Ilicic.

Finisce così il primo tempo. Nel frattempo sono arrivati gli altri tifosi rosanero ed adesso quasi tutto l’anello superiore del settore ospiti è pieno. I cori e gli sfottò non smettono nemmeno all’intervallo.

Il ritorno in campo delle due squadre è accolto da cartoncini rosa da parte dei palermitani, mentre la Curva Nord si esibisce in un lancio di carte e coriandoli.

La partita adesso sembra bloccata. Nel Catania entra Castro e cambia dunque il modulo. Proprio l’argentino si rende pericoloso con un gran tiro, deviato in angolo. Al 70’ la svolta: Gomez crossa in mezzo, girata di Barrientos, deviazione, palo, GOOOOLL!!!!!!!!

È impazzito il Cibali!!!Tutto il Catania corre sotto la Nord ad esultare, lo stadio viene giù!!! Tutto il pubblico a saltare, non si capisce più niente!!!

Ammutolito il settore ospiti, i cori delle due curve rimbombano per tutto lo stadio e per mezza città. In curva Nord compare uno striscione: “Volevi in B i catanesi, ora gioca il derby con i trapanesi”, la Sud risponde con “Continuando con Zamparini… a breve ‘u derby cco’ Lentini”.

La partita sembra scorrere via, iniziano i primi cori “Serie B, Serie B” e “Salta con noi Fabrizio Miccoli”, anche se i più scaramantici restano in silenzio.

Al 95’ la beffa: Bellusci perde l’ultimissimo pallone della gara e fa fallo a centrocampo; l’arbitro fa battere. Palermo tutto avanti: la palla spiove in area, testa di Hernanez e gol di Ilicic. Incredulità sugli spalti, mentre esplode la panchina rosanero ed il settore ospiti.

In campo succede un parapiglia, con Andujar che viene espulso per rissa. L’arbitro, intanto, fischia la fine. Le due curve riprendono a cantare, ma ovviamente sono i palermitani i più carichi. Una festa rossazzurra per 95 minuti, rovinata all’ultimissimo secondo. Per la prima volta da sei anni lo scettro di Campioni di Sicilia (nel computo tra andata e ritorno) va al Palermo.

Si riavvolgono mestamente gli striscioni, mentre i palermitani continuano a far festa. Uscendo dallo stadio, più che rammarico, c’è rabbia per quelle ingenuità di Bellusci (sia nel fallo che nel gol). In questo clima di collera e delusione, resta comunque lo straordinario spettacolo offerto dai tifosi sugli spalti.

Il campionato del Catania, verosimilmente, finisce qui. L’appuntamento è tra due settimane per la partita contro il Siena, la penultima in casa per quest’anno. Il Palermo, invece, dovrà sudare ancora parecchio. Per sapere se l’anno prossimo si rivedrà il derby bisogna aspettare, probabilmente, fino all’ultima giornata.

(foto: Ansa)