La voce degli spalti 2012 / 14 – Catania-Inter 2-3 Due facce

Curva SudL’atmosfera è quella delle grandissime occasioni, il Cibali è tutto esaurito ed in città si vive quell’atmosfera unica delle partite storiche. Il Catania si gioca qualcosa di importante contro l’Inter di Stramaccioni.

Lo stadio è gremito fino all’inverosimile. Sulla vetrata della Nord si legge “Un mito nella storia, onore a Massimino”, mentre nella Sud “Fianco a fianco verso l’Europa”. Tanti striscioni sugli spalti, tra cui un “Allerta Sicilia occidentale: temperatura -22”, in riferimento ai punti di distacco del Palermo.

Il prepartita è scandito dalla musica diffusa dagli altoparlanti della tribuna A (era ora!). Il Catania viene accolto con cori incessanti, mentre l’Inter con fischi assordanti.  Da segnalare, nel clima di festa, un ricordo particolare: uno striscione in tribuna B saluta Salvatore Crisafulli, il catanese che anni fa si era risvegliato dal coma e che ci ha lasciati nei giorni scorsi.

001All’ingresso delle squadre in campo lo stadio è una bolgia. Bella coreografia rossazzurra della tribuna B (anche se con scritta “Catania” non proprio leggibile), in Curva Sud fumogeni rossazzurri e palloncini, nella Nord un grande striscione recita: “Tentare si può… vincere pure! Avanti Catania, regalaci un sogno”. I 500 interisti nel settore ospiti rispondono con bandierine crociate.

Cori incessanti, le curve sono tornate quelle di un tempo, calde, colorate, instancabili. Gli undici in campo sentono l’atmosfera e partono alla grande. Bergessio lotta su un pallone a fondo campo, salta Juan Jesus, rientra su destro, tiro… GOOOOOOOOOOOOOOOOOOOL!!!!! Crolla il Massimino! Siamo al 7’ e siamo già in vantaggio!!!!

Lo stadio si carica ancor di più, ventimila cuori dentro il rettangolo verde. Siamo al 19’, Lodi batte un punizione dalla trequarti da posizione centrale. Spiovente in area, testa di Marchese, palla che scavalca il portiere e si adagia in rete… GOOOOOOOOOOLLL!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! 2-0! 2-0! 2-0! Incredibile! Il pubblico è in estasi!

Il Catania continua a giocare alla grande, l’Inter è al tappeto, non c’è storia in campo. Dopo altre due occasioni sprecate, si chiude il primo tempo: applausi scroscianti di tutto il pubblico.

Nell’intervallo si riscalda Palacio, è scontato che Stramaccioni voglia cambiare qualcosa. Sugli spalti si prova a prendere un po’ di fiato, finora è stata una partita pazzesca. Un tifoso grida: «Moratti! Apriti un tabacchino che è meglio!»

003Inizia il secondo tempo. Dopo una manciata di minuti Bergessio si presenta a tu per tu con Handanovic, che para il tiro del numero 9 etneo; pubblico con le mani sui capelli. «Si devono segnare questi gol, perché se no si pagano»

E infatti… Rolin si perde Palacio, cross in mezzo, testa di Ricky Alvarez e gol: 2-1. Il pubblico applaude, provando a scuotere i rossazzurri; ma adesso è l’Inter ad avere il pallino del gioco, il Catania sembra stanco e soprattutto spaventato.

Dopo un po’ arriva la doccia fredda: su un cross dalla sinistra, la difesa si perde ancora Palacio, che insacca di testa: 2-2!

L’Inter non si accontenta, il Catania sembra ko. I nerazzurri sfiorano il gol con Schelotto, Palacio e Cambiasso, gli etnei fanno poco per impensierire gli avversari. La partita è tesa, non mancano alcuni battibecchi e cartellini gialli.

Bergonzi assegna 4 minuti di recupero; su un anticipo a centrocampo Spolli si allunga incredibilmente il pallone, innescando il contropiede dell’Inter. La palla arriva a Cambiasso, il quale dentro l’area piccola mette a sedere lo stesso Spolli, serve indietro per Palacio che di piatto sigla il sorpasso: 2-3!

Cala il gelo, lo stadio è ammutolito, incredulo. Dopo meno di due minuti l’arbitro decreta la fine della gara. I 500 interisti esultano, gli altri 20.000, dopo un po’ di indecisione, iniziano ad applaudire i rossazzurri.

Peccato, peccato davvero. Dopo quel primo tempo era difficile prevedere un simile patatrac. Ma in tanti ringraziano comunque il Catania, che mestamente saluta il pubblico. Le curve intonano “Siamo sempre con voi”.

Uscendo dallo stadio, il silenzio è surreale. Qualcuno azzarda un commento, perlopiù sconclusionato: «Sa vinneru», «È tutto compromesso», «Doveva fare dei cambi prima», e via dicendo.

Noi la pensiamo così: le partite durano 90 minuti, ed oggi ne abbiamo avuto la conferma. Ma, allo stesso modo, il campionato dura 38 partite, ed ancora ne manca quasi un terzo. L’amarezza è tanta, ma è legata a questa partita; si è persa una gara importante, ma questa squadra ha dimostrato di sapersi rialzare ed in fondo sono solo 3 punti dal sesto posto e 5 dal quinto.

Vorremmo chiudere sottolineando il gesto di un immenso campione: Zanetti, sabato, appena atterrato a Fontanarossa, ha preso un’auto ed è corso al Policlinico per far visita ad un bambino che dev’essere operato. Dopo avergli regalato la sciarpa, ha preso l’album Panini del bambino dicendo: “Questo lo prendo io, domani lo riavrai con tutte le firme dei giocatori dell’Inter. Finché non saranno tutte non si scende in campo”. Nient’altro da aggiungere.

Alla prossima in casa, Catania-Udinese.

(foto di Filippo Galtieri)