Eruzione dell'Etna, chiesto lo stato di calamità. Il sindaco di Acireale accusa la Protezione Civile

etna_cenereDopo l’eruzione di sabato scorso, l’ottava e più potente dell’anno secondo l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, i comuni della zona sud-orientale della provincia fanno la conta dei danni. Cenere e lapilli hanno ricoperto i paesi pedemontani e della costa ionica, creando enormi disagi. A Zafferana Etnea ed a Santa Venerina si è formata una coltre di 10 centimetri.

Nella notte tra sabato e domenica un incidente autonomo lungo l’autostrada Catania-Messina ha provocato la morte di un giovane di 26 anni ed il ferimento di altri tre. Secondo i primi accertamenti, il ragazzo alla guida di una BMW su cui viaggiavano anche gli altri ragazzi avrebbe perso il controllo del veicolo, probabilmente a causa della cenere vulcanica presente sul manto stradale, sbandando e finendo nella corsia opposta.

Particolarmente colpito il territorio acese. Il comando dei vigili urbani di Acireale, ha emesso un’ordinanza che vieta in alcune frazioni la circolazione a “motoveicoli, ciclomotori e velocipedi” e fissa “il limite massimo di velocità a 20 Km/h per tutti gli altri veicoli”.

Nella mattinata di domenica si è svolta una riunione tra Comune e Protezione Civile negli uffici del Com (Centro operativo misto comunale di protezione civile), nella quale è stato richiesto lo stato di calamità.

Per la raccolta della cenere il Comune ha indicato alcune linee-guida da seguire: per quanto concerne la raccolta in abitazioni ed edifici privati, saranno effettuati due turni al giorno di raccolta dei sacchetti di cenere fino a lunedì 25 ed un turno al giorno nella settimana successiva; ai cittadini viene chiesto di conferire la sabbia all’interno di sacchetti ben chiusi da posizionare nei pressi (ma non dentro) i cassonetti dei rifiuti o nelle adiacenze delle proprie  abitazioni.

Per la raccolta lungo le strade, invece, il Comune ha già chiesto ad Anas e Provincia regionale l’intervento dei due enti nelle strade pubbliche di competenza. Per conto proprio, l’Amministrazione comunale sta intervenendo con gare negoziate per mezzo di ditte per velocizzare la raccolta e  lo smaltimento di cenere e lapilli da strade e piazze. “Si agirà – si legge nel comunicato stampa diffuso dal Comune – secondo quanto previsto dal Piano di protezione civile, a partire dal centro (o dalla piazza) delle frazioni, sino ad allargarsi sui perimetri stradali.”

Polemico il sindaco Nino Garozzo:  “Imbarazzante l’assenza, anche solo di conforto, di tutti gli organi  statali e regionali di Protezione civile. Purtroppo l’Etna continua a  lanciare messaggi ancor più minacciosi, e molti, nonostante questi  avvisi, fanno finta che non esistano. Noi continueremo a fare la nostra  parte a tutela del nostro territorio e delle nostre comunità e quando  non ci riusciremo più metteremo i cancelli di chiusura alla città,  sperando che altri abbiano un sussulto di presenza”.