La voce degli spalti 2012 / 10 – Catania-Torino 0-0 Pareggio senza Lodi

Catania-TorinoInizia il 2013 e si torna al “Massimino” per l’ultima giornata del girone d’andata; in anticipo, sabato alle 18,00, arriva il Torino.

Buona la risposta del pubblico etneo, che assiepa le gradinate dell’impianto di Piazza Spedini in oltre 15.000 unità; una quarantina di tifosi granata sono sistemati nel settore ospiti. Sugli spalti è un susseguirsi di auguri di buon anno.

Gremita, finalmente, la Curva Nord, ai cui piedi campeggia uno striscione con la scritta “Libertà”. Sventolio di bandiere (da segnalare due nuovi bandieroni) e primi cori scandiscono il prepartita, mentre la Sud si riempie più lentamente, anche a causa di problemi al prefiltraggio (i poliziotti per i controlli sono pochi, così i varchi aperti sono la metà, tra numerose proteste).

Al fischio d’inizio, però, il colpo d’occhio dello stadio è discreto. Il Catania parte bene, sfiorando il gol con Almiron dopo una manciata di secondi. La spinta del pubblico è incessante, sotto la carica dei cori delle due curve.

Al 12’, tuttavia, cambia tutto: Lodi corre palla al piede, scarica su un compagno e viene sgambettato da Meggiorini; il numero 10 etneo reagisce con una manata e finisce anzitempo sotto la doccia per il cartellino rosso mostratogli da Bergonzi. Espulsione sacrosanta, ma gli spalti si fanno incandescenti.

Maran non cambia nulla ed il Catania si assesta bene, tanto che dopo poco capitan Izco si procura un calcio di rigore: senza Lodi, dal dischetto si presenta Bergessio. Tiro… traversa piena! Ma i rossazzurri non mollano, incoraggiati dal pubblico; ancora Bergessio avrebbe il pallone del vantaggio, ma lo sciupa malamente. Intanto Bergonzi non ammonisce Gazzi per la seconda volta, facendo imbufalire il “Cibali” che adesso è un catino bollente.

Proprio mentre in Curva Nord si alza lo striscione “Anche pieni di guai, non ci fermerete mai”, l’arbitro manda tutti negli spogliatoi. Sugli spalti ci si rilassa un po’, goliardicamente come sempre… «’Mpare, ni manciasti panettone eh!», «Sta’ parannu tu ca ti pigghiasti 2 posti ppi quantu ti facisti!»
Si iniziano a fare anche due conti: «Se lo considerano gioco violento, a Lodi daranno parecchie giornate di squalifica: mi sa che lo rivediamo dopo Sant’Agata!», «Ma quale gioco violento: ci carricau ‘na pammata in amicizia!»

C’è chi mangia mandarini e chi al telefono organizza l’ultimo bacarà con gli amici, mentre le squadre tornano sul terreno di gioco per il secondo tempo. Impressionante la corsa indomabile di Izco, che non fa pesare ai suoi compagni l’inferiorità numerica: «Je ‘n muturinu!»

Diverse occasioni da un lato e dall’altro arricchiscono una partita in cui il Catania sta dimostrando di essere comunque superiore agli avversari, malgrado l’handicap numerico.

Cerci, con un gran tiro a giro mette i brividi agli spettatori rossazzurri: «C’è ‘n fetu ri …!» Ma la partita non si schioda dallo 0-0; Bergonzi prova a smuovere gli ultimi minuti buttando fuori Maran e Pulvirenti e scatenando cori di scherno di tutto lo stadio. In un turbinio di proteste, arriva il triplice fischio, con gli etnei che escono comunque a testa alta e con gli applausi del proprio pubblico.

Fuori dallo stadio, nel rituale scambio di saluti post-partita, raccomandazioni di un tifoso ad un amico: «Se ti tagli i capelli in questi giorni, accura ca Lodi carica cuzzati o’ scuru!»

Cogliamo la battuta e la giriamo a tutti, insieme all’arrivederci a domenica per la prima giornata di ritorno: Catania-Roma!