Con Leo Gullotta torna il "Sogno di una notte di mezza estate"

E’ stato presentato al Teatro Verga di Catania lo spettacolo “Sogno di una notte di mezza estate” di William Shakespeare che inaugurerà il 30 novembre, nella stessa sala Verga, la stagione 2012-2013 del Teatro Stabile etneo. Durante l’incontro con i giornalisti erano presenti il direttore del Teatro Stabile di Catania Giuseppe Dipasquale, il protagonista Leo Gullotta, il regista Fabio Grossi e la compagnia dello spettacolo.

Ad aprire la conferenza stampa il direttore del Teatro Stabile di Catania Giuseppe Dipasquale che ha sottolineato la valenza del lavoro d’apertura della stagione, il fatto che il “far divertire” non voglia dire distogliere lo sguardo dalla realtà, ma, sdrammatizzando, far cogliere nella sua interezza ed in maniera diversa l’evento, in un momento di notevole crisi per l’ente etneo e di come oggi, a sostenere il teatro siano proprio gli artisti, i quali hanno accettato la sfida, riducendo i propri compensi, compreso il protagonista Leo Gullotta, da sempre uomo straordinariamente generoso e disponibile.

Della piéce scespiriana in particolare ha poi detto il regista Fabio Grossi, sottolineando come in questo testo magia e realismo, sogno e semplice vita quotidiana, amori tormentati e scambi di persone, fiaba e folletti si incrocino su più livelli. «La struttura drammaturgica – ha spiegato il regista – si dipana su tre livelli ben precisi, ci saranno scontri di settore, con i privilegiati, la casta e quelli brutti, sporchi e cattivi, il popolo e poi i giovani ed i magici. Affrontare un testo del genere al giorno d’oggi non è facile. La Corte del duca Teseo rappresenterà il potere, i Comici la semplicità del volgo, i Giovani l’amore e i Magici quel mondo fantastico che tanto intimorisce quanto affascina. La casta vive sulle spalle degli altri ed i diritti dei pochi vincono sui diritti dei tanti, dicotomia oggi alquanto attuale. Il Bottom di Gullotta sarà un rozzo e burbero artigiano e rappresenterà l’improvvisazione di una mente rapida che saprà coniugare l’utile con il dilettevole».

Il regista ha poi posto l’accento sull’importanza del debutto allo Stabile di Catania dato che spesso la stagione si è aperta al Teatro Eliseo di Roma. Vivi riconoscimenti ha poi esternato verso la coreografa Monica Codena riguardo l’originale creazione di singolari fauni e fate del bosco; verso l’affascinante gioco di luci che ha saputo creare Franco Buzzanca e le ispirate musiche di Germano Mazzocchetti, col quale collabora ormai da sette anni, e che ha saputo mettere in musica alcuni dei versi di William Shakespeare. «D’accordo col direttore Dipasquale abbiamo voluto provare e dare quindi una possibilità agli allievi dello Stabile di Catania dell’ultimo anno, cosa che non si fa in altri teatri italiani, che sono giovani preparati e vogliosi di lavorare, tanto che nessuno di loro ha mai alzato il braccio e guardare l’orologio, così come tutti gli altri attori della compagnia che ha in sé rappresentanti che giungono da tutta l’Italia, dal Sud come dal Nord».

«Ma – ha sottolineato – la “perla” rimane l’interpretazione di Bottom da parte di Leo Gullotta, il quale ha saputo ben coniugare il comico ed il drammatico. Il fine ultimo, lo “happy end” della commedia – ha poi concluso il regista Grossi – è la fraternità che vive anche del preteso per raccontare l’amore e la fratellanza da parte dei due giovani che fuggono attraverso il bosco fornendo anche, in tal modo, l’elemento magico».

Leo Gullotta, catanese verace, nel corso del suo intervento ha piacevolmente “spiazzato” i presenti discutendo, più che sul suo personaggio di Bottom, sulla crisi che investe oggi il teatro e la società, sui modi di fare comunicazione, di come avvicinarsi ad un testo, cercando di conoscerlo, leggerlo e di capire l’indole dei personaggi, con intelligenza, curiosità e senza ipocrisie.

«Si tratta di un lavoro complesso ed il Bottom che vado ad interpretare – ha sottolineato Gullotta – è una maschera, un personaggio di sempre che rappresenta la maleficità dell’uomo che non si manifesta mai pienamente. Come oggi, la casta rappresenta il potere ed i giovani vengono manipolati e che, tra l’altro, non possono far altro che andare in piazza a manifestare. Ritorno al Verga da scritturato con un lavoro di grande attualità in un momento in cui il pubblico vuole riscoprire la qualità e a tal proposito tutti abbiamo fatto sacrifici per non togliere nulla allo spettatore. Al pubblico non bisogna togliere il piacere dell’occhio e dell’orecchio perché vuole poter riflettere sui temi di grande attualità e riscoprire la buona qualità. In Italia, spesso, si usa rivedere i testi senza neanche averli letti, c’è solo una mania di vuota rappresentazione. Tutti vogliono fare tutto! Non ci si può fermare all’ovvio ma si deve andare oltre. Oggi hanno fatto disperdere tale “linfa” ed io voglio il massimo in tutto ciò che faccio! Sono nato come attore nella sala “Angelo Musco” e mi ricordo della tournée in America del 1969 con Turi Ferro, Salvo Randone, Ave Ninchi… persone con cui collaboriamo insieme allo stesso progetto che dura nel tempo. Oggi, purtroppo, girando a Catania, da catanese del Fortino, ho osservato che non c’è un segnale di cultura e vorrei ricordare invece che l’individuo nasce scolasticamente e le proteste degli studenti nascono perché si sta impoverendo l’istruzione. Anche a teatro, poi, fanno in modo di toglierci i mezzi per realizzare quei lavori che fanno pensare. Voglio comunque essere ottimista e pensare che in Sicilia qualcosa stia iniziando a cambiare pertanto io il bicchiere mezzo pieno lo tengo in alto e faccio Cin cin!».

La traduzione e l’adattamento di “Sogno di una notte di mezza estate” sono firmati dallo stesso regista Grossi e da Simonetta Traversetti, scene e costumi di Luigi Perego, musiche originali di Germano Mazzocchetti, coreografie di Monica Codena, luci di Franco Buzzanca.

Leo Gullotta sarà affiancato in scena da Mimmo Mignemi, Emanuele Vezzoli, Leonardo Marino e da Fabrizio Amicucci, Ester Anzalone, Alessandro Baldinotti, Valeria Contadino, Adriano Di Bella, Salvo Disca, Antonio Fermi, Luca Iacono, Marina La Placa, Liliana Lo Furno, Fabio Maffei, Federico Mancini, Sergio Mascherpa, Irene Tetto, Massimo Arduini, Francesco A. Leone, Marzia Licciardello, Mauricio Logeri, Rachele Petrini.

Si segnala, inoltre, che giovedì 6 dicembre, alle ore 17.30, alla Libreria Mondadori, in via Umberto, a Catania, l’attore Leo Gullotta, il regista Fabio Grossi e il direttore del Teatro Stabile Giuseppe Dipasquale presenteranno lo spettacolo: si tratterà del primo incontro della rassegna “Doppia Scena”, organizzata in collaborazione con il Teatro Stabile di Catania.