A Catania tutto il prestigio del concorso di belcanto "Vincenzo Bellini"

Si è conclusa a Catania la seconda edizione del Concorso Internazionale di Belcanto “Vincenzo Bellini”, diretto dal direttore d’orchestra Marco Guidarini ed organizzato insieme al Bellini Festival diretto da Enrico Castiglione, già ritenuto uno dei importanti concorsi lirici di “belcanto” nel mondo della lirica, mirato alla selezione delle migliori voci adatte per interpretare il repertorio belliniano.

La prima edizione si è tenuta in Francia, a Puteaux, nel dicembre 2010, ed ora, dopo due anni, la competizione approda nella città natale del compositore, a Catania, dove presso l’Auditorium Le Ciminiere l’8 Novembre si era già svolta la serata della “semi-finale” e sabato 10 novembre, sempre presso Le Ciminiere e sempre alle ore 20.30 ad ingresso gratuito, ha avuto luogo la serata finale.

Rinomato per la qualità delle selezioni ed il profilo della sua prima laureata (Pretty Yende, incoronata nel 2010 e poi primo premio nel 2011 al Concorso Operalia diretto da Placido Domingo, oggi una nuova stella della lirica internazionale), il Concorso viene programmato a conclusione della quarta edizione del Bellini Festival creato e diretto dal regista e scenografo italiano Enrico Castiglione. Un gemellaggio, dunque, tra il Festival Belliniano di Catania e il Concorso nato a Puteaux, la cittadina nei pressi di Parigi dovè morì Bellini, che chiude la programmazione in occasione dell’anniversario della nascita del celebre compositore di Norma e Puritani, nato il 3 novembre 1801.

Alla competizione, promossa dall’Associazione Musicarte di Parigi e dal Bellini Festival, possono essere ammessi vincitori di primi premi in altri concorsi internazionali. La  prestigiosa giuria, quest’anno, è stata costituita dal presidente Alain Lanceron, direttore della EMI e della Virgin Classics, dal soprano Léontina Vaduva, dal musicologo Vincenzo De Vivo, direttore dell’Accademia di Osimo, da Enrico Castiglione, direttore artistico del Bellini Festival, dal musicologo Domenico De Meo, da Stanislaw Kotlinski, sovrintendente del Centro Culturale del Duomo di Firenze e direttore del Dipartimento vocale dell’Università di Danzica, dal critico musicale Sergio Segalini, già direttore artistico di importanti festival ed enti lirici, e dal soprano Leontina Vaduva.

L’emozionante serata finale del Concorso, che prevedeva la proclamazione dei vincitori, si è svolta sabato 10 Novembre. Si è assistito ad una grande kermesse ed i candidati alla vittoria, dal curriculum già ricco di esperienze ed affermazioni, si sono cimentati in esecuzione piene di pathos e di palpitante emozione. Per accedere a tale prestigioso Concorso lirico dedicato al Cigno catanese, occorre che i giovani partecipanti si siano già distinti in altri concorsi: una regola altamente selettiva che permette di individuare elementi particolarmente maturi e qualificati. La severa selezione di base è garanzia di qualità, come conferma il livello dei vincitori della seconda edizione. Se la blasonata giuria presieduta da Alain Lanceron, direttore di Emi e Virgin Classic, ha deciso di non assegnare il primo premio, intatte restano le aspettative riposte sulla seconda classificata, il mezzosoprano palermitano Valeria Tornatore, e sul tenore francese Paul Glauger, premio per la migliore interpretazione francese.

“L’obiettivo del concorso – ha sottolineato Enrico Castiglione – è mirare alla scoperta e al lancio delle migliori voci destinate a diffondere, nel prossimo futuro, l’arte del Belcanto di cui Bellini è stato uno dei massimi rappresentanti. Lo conferma il profilo artistico della vincitrice della prima edizione che ha rivelato una nuova stella della lirica. Il soprano Pretty Yende, incoronata nel 2010 e poi primo premio nel 2011 al Concorso Operalia presieduto da Placido Domingo, è infatti richiesta nei maggiori teatri del mondo”.

Sulla stessa scia Marco Guidarini: “Il nostro è più ampiamente un progetto formativo che auspichiamo possa portare all’istituzione di un’accademia di perfezionamento per i giovani talenti che si sentono vocati al Belcanto in senso stretto: un repertorio irrinunciabile della cultura musicale, ma che per la sua difficoltà e carenza di interpreti tende ad essere trascurato dalla programmazione teatrale”. Basta dare uno sguardo ai cartelloni internazionali, dove i titoli di autori pur celebri dell’era del Belcanto, come Rossini, Donizetti e Bellini, scarseggiano di fronte alle successive produzioni verdiane e pucciniane. “L’individuazione e la formazione di cantanti altamente specializzati – ha specificato Alain Lanceron – è dunque fondamentale per l’esecuzione filologica e la diffusione in video e in disco di un raffinato retaggio. Perché soprattutto di raffinata vocalità vive il Belcanto, la cui valenza culturale è tale che il termine stesso è diventato in qualche modo sinonimo di melodramma e teatro d’opera”. Si rinnova così il gemellaggio tra il Festival Belliniano di Catania e il Concorso fondato nei luoghi parigini in cui il musicista concluse la sua breve esistenza e compose l’ultimo capolavoro, I Puritani. La kermesse ha chiuso l’ampia programmazione del quarto Bellini Festival, avviato in luglio e agosto a Taormina. La manifestazione è poi proseguita a Catania con la tranche settembrina e quella novembrina: la prima costruita intorno all’anniversario della scomparsa del musicista, la seconda intorno a quello della nascita, avvenuta appunto il 3 novembre 1801.