La voce degli spalti 2012 / 01 – Catania-Genoa 3-2 Che inizio!

Luci accese al “Massimino”: torna la Serie A, torna il Catania e torna a riempirsi l’impianto di Piazza Spedini per l’esordio in casa dei rossazzurri contro il Genoa.

Il dato ufficiale degli abbonamenti parla di 8421 tessere vendute, ma ci sarà tempo per i ritardatari fino al 21 settembre, approfittando delle tante iniziative proposte dalla società per incentivare i tifosi a prendere posto fisso per un anno. Sommando i circa 4400 biglietti venduti, oggi gli spalti contano quasi tredicimila presenze, con sparuta rappresentanza ospite.

Gremita, come sempre, la Curva Nord, che dà il benvenuto alla squadra con un lungo striscione nella vetrata: “Come prima, più di prima, ti sosterrò”. Presente anche il gruppone nella Sud (con la consueta scritta “Presenza non tesserata”), che dà il solito incessante sostegno.

Ci sono tutti gli striscioni (quei pochi che entrano allo stadio da un paio di anni): Liotrine, Pazzi e Vivo di Calcio Catania nella Nord; CataniaMania, Club Massimino, Indistruttibili, Assoro, Club 9 Giugno, Teste Matte e Barriera-Battiati in tribuna B; I Love CT, Zero Stress, SoloCT46, più due nuovi (Quelli del ’46 e Unici com’a chisti non ci n’è) nella Sud; Abbonati del settore E in tribuna A (dove c’è, immancabile, il corno rosso di Nino, appassionato tifoso etneo).

Il vento soffia forte, ma non scoraggia il pubblico, la cui voglia di riassaporare il gusto dello stadio vince i timori del “malu tempu”. La nota lieta, apprezzata da tanti, è il ritorno della musica nel pre-partita (anche se magari ci vorrebbe un impianto audio degno di questo nome): ovviamente non parliamo della musica a palla passata negli altri stadi, ma dell’inno storico dei rossazzurri, “Forza Catania”, che da anni non veniva più fatto ascoltare (c’è chi dice per volontà di Lo Monaco).

All’ingresso delle due squadre, poi, è la volta di “Alé Catania”, l’inno di Giuseppe Castiglia, che fa alzare in piedi il pubblico a cantare e battere le mani. Partono tempestivi anche i cori delle due curve, impazienti di far sentire la propria voce dopo un’estate senza calcio.

La partita è bella, il Catania costruisce tante occasioni ed il pubblico sembra gradire. La palla però non entra e aleggia quella strana sensazione di beffa. Gomez, Bergessio e Lodi sfiorano più volte il vantaggio, ma alla fine, nell’unica azione degli ospiti, ci si ritrova incredibilmente sotto: 0-1. Poco male, il gioco c’è, il pubblico torna ad incitare ed Almiron sfiora due volte la rete. Intanto, in Curva Nord, un messaggio di solidarietà per una storia toccante: “Sostegno ad oltranza per il viaggio della speranza. Smeralda siamo con te”. 17 mesi, in rianimazione pediatrica per i postumi di un’asfissia da parto, la piccola catanese verrà curata con le Staminali: a lei l’abbraccio di tutto lo stadio in un lungo applauso.

Si va all’intervallo in svantaggio. Il cielo inizia a “lampiari”, ma qualcuno asserisce con sicurezza: “Finché c’è vento non piove, tranquilli che stasera acqua non ne prendiamo…”. Passano pochi secondi e… puntualmente arriva il diluvio! Inizia la ripresa, ma dopo pochi minuti inizia un fuggi-fuggi di tifosi per trovare riparo tra i due anelli dello stadio; i pochi che restano seduti trovano ripari di fortuna: bandiere, giornali, sciarpette; quelli del Club Barriera addirittura si riparano sotto il loro striscione, rigirato per l’occasione verso gli spalti a mo’ di tettoia! Gli Ultras, ovviamente, restano al proprio posto e non fanno mancare il loro sostegno. Sostegno che, dopo poco, dà i suoi frutti: il neo-entrato Castro imbecca Bergessio che solo davanti a Frey non sbaglia: 1-1!

Passa poco e sugli sviluppi di un angolo Gonzalo concede il bis: 2-1! Esplode il Massimino, tutti sotto l’acqua a festeggiare… anche se poi qualcuno impreca per essersi assappanato: “B…. di Poppea!” (è questo il nome che i metereologi hanno dato alla perturbazione).

C’è da soffrire ancora, mancano venti minuti alla fine della partita. E la pioggia non diminuisce: “Pari n’puddicinu” dice il solito “liscio” ad un amico bagnato, concentrato solo sulla partita. A otto minuti dalla fine, la doccia (un’altra!) gelata: Jankovic pesca il jolly, trovando il tiro della domenica che si insacca imparabilmente: 2-2 e delusione dei tifosi.

Ma non è finita. Palla al centro, gli etnei partono sparati verso la porta avversaria. Barrientos si procura due punizioni di fila, la seconda da una zolla ottima per un nostro amico…! L’amico, Ciccio, quello con la maglia numero 10 sulle spalle, ci pensa un po’. Mica tanto in effetti, sa già cosa fare: rincorsa, palla a giro sopra la barriera… RETEEEEEEEEE!!!!! 3-2, magia di Lodi che fa crollare il Cibali!!!

Manca poco alla fine, stavolta sì: tutti sotto la pioggia a cantare. Andujar salva due volte il risultato, poi su calcio d’angolo il Genoa colpisce la traversa (su altro miracolo del portiere etneo): il pubblico esulta, vale quanto un altro gol! Ormai ci siamo, tutti in piedi, qualcuno prova anche a sventolare le bandiere inzuppate. Finisce così, con i giocatori catanesi che si fiondano in tuffo sotto le curve festanti. Catania-Genoa 3-2. Che inizio…