Le differenze quotidiane Una paura atavica

Gli italiani hanno ancora paura. Questa volta non è il pericolo terrorismo interno, né l’incertezza dei mercati finanziari. La fragilità del territorio del nostro bel Paese è la vera minaccia che ritorna di tanto in tanto. Il terremoto in Emilia ha mosso vecchie polemiche e ha scatenato nuove preoccupazioni. I giornali hanno dedicato la scorsa settimana alla vicenda. Adesso si passa, in parte, a temi diversi.

Il Fatto Quotidiano
Si comincia con la spaccatura del Pd: alcuni leader spingono per le elezioni in autunno, Bersani dice no e Di Pietro non intende più aspettare. Le pagine seguenti continuano con la politica interna. Non basta.

La Repubblica
Ezio Mauro ci propone “lo schiaffo” da parte di Obama nei confronti dell’Europa. Il presidente americano si dice pronto a “isolare l’economia Usa”; in seguito un interessante dossier che ci racconta il salvataggio delle banche dall’inizio della crisi. Si passa poi all’emergenza terremoto, con le parole del ministro Severino in merito ai “detenuti, al lavoro per aiutare la ricostruzione”. Dopo qualche articolo che riporta i drammi degli sfollati, si affronta la questione legge anti evasione.

Corriere della Sera
Anche qui si comincia con le parole di Obama e le conseguenti reazioni del leader europei e con la crisi che sta colpendo particolarmente la Spagna. Prima di concentrarsi sull’emergenza in Emilia, il giornale di De Bortoli ci propone la politica interna con la spaccatura all’interno del Pd. Un articolo sulle parole del ministro Fornero sulla “possibilità di licenziare anche gli impiegati statali” anticipa il tema del sisma, di cui si parla comunque limitatamente. Tra le notizie estere da sottolineare la presa dell’aeroporto di Tripoli da parte delle milizie.

Lo sguardo estero
Sono diversi gli articoli sul nostro paese pubblicati la settimana scorsa da quotidiani stranieri. L’emergenza sismica è raccontata da Eric Josefz, che su Le Temps (quotidiano svizzero) ci mostra le debolezze e le fragilità di una regione colpita al cuore. Su Le Monde Ridet parla della decadenza a cui è costretto a rassegnarsi Pompei, uno dei più importanti patrimoni artistici italiani. Tra mancanza di fondi e lentezze burocratiche, Pompei “è il simbolo della crisi italiana”. Si cambia tema oltreoceano, con Pfanner che sul New York Times mostra il cambiamento nelle telecomunicazioni in Italia, con la fine dell’era di Berlusconi e la diffusione dei social network.

Il Giornale
Molta polemica nella prima pagina di Sallusti, che accusa Monti di “non pagarci”, non versando i soldi alle imprese, così come promesso. Un’interessante inchiesta sull’evasione da parte dello stesso Stato, che non ha pagato i contributi per le pensioni pubbliche anticipa “la sfida del governo”, con gli statali licenziabili. In seguito le dinamiche all’interno del Parlamento e la questione emergenza Emilia. La politica estera non è trascurata, con le sparatorie all’aeroporto di Tripoli e le quattro donne messe a morte per aver “ballato con uomini nel Pakistan islamico”.

C’è molto da dire. Tra sismi, accuse internazionali, scandali locali e squilibri economici, il panorama mediatico è denso di notizie. Forse la precarietà del nostro territorio di fronte agli eventi naturali è la miglior metafora della condizione di incertezza che l’intero Occidente vive ormai da diversi anni.