Stancanelli a Monti: ”Servizi e stipendi a rischio se non arrivano le risorse che ci sono dovute”

“Se non verrà garantita l’erogazione delle spettanze dovute dai trasferimenti previsti, circa 50 milioni di euro, il Comune non sarà più in grado di assicurare l’erogazione dei servizi essenziali – primi fra tutti quelli connessi al ciclo di smaltimento dei rifiuti – con evidenti riflessi di ordine pubblico e sulla salute e la sicurezza dei cittadini e si vedrà costretto a venir meno ai propri impegni nei confronti delle cooperative impegnate nell’erogazione dei servizi sociali, oltre che nei confronti dei propri dipendenti e delle società partecipate”.

E’ uno dei passaggi principali della lettera che il sindaco di Catania Raffaele Stancanelli ha inviato al presidente del consiglio dei ministri Mario Monti, anche nella qualità di responsabile del dicastero dell’economia, al ministro dell’interno Annamaria Cancellieri, al presidente della regione siciliana Raffaele Lombardo e all’assessore regionale alle finanze Gaetano Armao per sollecitare l’erogazione delle risorse (40 milioni di euro dallo Stato e 10 dalla regione) già stanziate ma ancora non accreditate nelle casse di Palazzo degli Elefanti.

Nella missiva di Stancanelli ai vertici delle istituzioni nazionali e regionali viene sottolineato inoltre come “la mancata riscossione, in tempi brevi, dei crediti, porterà inevitabilmente al collasso le finanze comunali, vanificando l’enorme lavoro fin qui svolto, da questa Amministrazione, nell’invertire il trend finanziario delle precedenti gestioni che aveva portato il Comune di Catania sull’orlo del dissesto”.

Nel documento del capo della giunta comunale etnea, sottoscritto anche dal ragioniere generale Giorgio Santonocito, viene ricordato come “in soli tre anni si sia riusciti – attraverso una severa contrazione della spesa corrente, del numero dei dipendenti comunali e del correlato costo del personale, ed una sensibile espansione delle entrate tributarie, ottenuta grazie alla lotta all’evasione tributaria – ad invertire la forbice fra spese ed entrate correnti, avviando un percorso di risanamento finanziario ed amministrativo i cui frutti rischiano, purtroppo, di essere bruciati dalla attuale severa crisi di liquidità”.