Le differenze quotidiane Monti e Obama show

Il primo piano di questa settimana è senz’altro l’incontro, strumentale per alcuni, opportuno per altri, tra il premier Monti e Barack Obama. Solamente questo evento ci mostra la spaccatura tra le principali testate italiane; ma in questa settimana si parla anche di giorni roventi per la Grecia, nella morsa dell’ Europa, dell’ascesa alle primarie USA dell’ultra conservatore Sanctorum, della sfida del freddo al centro nord, con morti e dissesti, per i quali sono nate polemiche che non si spegneranno tanto presto.

Il Manifesto
La questione del giorno riguarda l’annuncio della liquidazione amministrativa del quotidiano, con diversi contributi provenienti anche dall’estero per salvare il “volto delle mille sinistre”. In seguito si parla delle condizioni atroci alle quali Ue, Fmi e Bce sarebbero disposti a concedere gli aiuti alla Grecia. Diversi articoli sulla scena estera da non perdere completano il quadro delle notizie, questa volta ben presentate, dal quotidiano comunista.

La Repubblica
Le prime pagine sono dedicate tutte allo spettacolarizzato vertice Monti-Obama, nel quale i due fanno gara di complimenti; si parla addirittura di rapporti “mai così forti”. Gli effetti economici di tutto questo vengono ben presentati dal giornale di Ezio Mauro, che non trascura la drammatica situazione greca, sulla quale Germania e altri addetti ai lavori prendono tempo. Si parla anche del problema carceri e si mostra un dossier sulle liberalizzazioni viste dall’Europa. Per chiudere, emergenza maltempo e golpe alle Maldive.

Il Corriere della Sera
Anche qui l’amorevole incontro tra i leader di Italia e USA viene messo in prima piano; da ricordare il discorso di Monti riguardo la necessità di cambiare “gli stili di vita degli italiani” in merito alle riforme imminenti. In seguito si parla del negoziato tra Grecia e Europa, si presentano diversi approfondimenti su lavoro, tagli della politica e liberalizzazioni. Anche qui il problema carceri, riforma elettorale e processo Mills, del quale ci eravamo quasi dimenticati. Solo un articolo (troppo poco) sulla repressione in Siria, e un interessante pezzo sul giovane Steve Jobs, “drogato e disonesto”.

Il Giornale
Come anticipato, di tutt’altro avviso sono i giornali di destra riguardo il vertice italo-americano. Monti viene visto come colui che ama farsi osannare dalla stampa estera (vedi il Times) e che allo stesso tempo boccia gli italiani. Molto approfondita la questione carceri, il problema dei finanziamenti ai partiti e il colpo di Stato alle Maldive.

La visita di Monti alla Casa Bianca sta facendo molto parlare politici ed economisti soprattutto in relazione alla presunta nuova credibilità economica di cui il nostro paese dovrebbe godere in seguito al vertice. Guardando invece più vicino a casa nostra, a Bruxelles, si notano nuove tendenze riguardo il piano di salvataggio degli Stati membri. Gli obiettivi e gli strumenti proposti dai maggiori leader europei per rilanciare l’economia del continente lasciano più dubbi che certezze.

Allontanandoci, non possiamo trascurare la condizione di terrore che i siriani stanno vivendo ormai da troppe settimane. La comunità internazionale sembra essere meno sensibile rispetto al passato e rispetto ad altre zone, forse più “vantaggiose”.