La voce degli spalti / 9bis – Catania-Roma 1-1 Una partita piccola piccola

Ci si ritrova mercoledì 8 febbraio alle 20,00. I biglietti al costo di un euro (giusto il costo della prevendita) incoraggiano il pubblico delle grandi occasioni: gremite tribuna A, tribuna B e Curva Nord, qualche vuoto nella Sud e, ovviamente, deserto il settore ospiti.

La Nord ricorda Fabrizio Lo Presti, il tifoso morto undici anni fa nella trasferta dell’Aquila, con uno striscione e con cori durante tutta la gara.

Lo stadio è una bolgia, si capisce che saranno 25 minuti di fuoco ed il pubblico vuole fare la sua parte. Tutti gli striscioni principali ed i bandieroni delle curve sono presenti, c’è lo spirito di una partita normale, anzi di un big match, malgrado durerà giusto il tempo di un paio di sigarette.

Ci si chiede: “Le squadre faranno l’ingresso in campo o inizieranno direttamente?”. Domanda lecita per una situazione del tutto nuova, quantomeno in una gara del Catania. Alla fine l’ingresso in campo c’è, con tanto di lettura delle formazioni e di coriandolata dagli spalti. I rossazzurri attaccano lato curva Nord, dunque Kosicky, oggi portiere titolare, raggiungendo la propria porta saluta il pubblico della Sud, che ricambia: “Vai Kos… Ckos… Cosisckki… Vabbè va: VAI TOMMAAAASOOO!!!”.

La partita è elettrizzante, le squadre sanno che hanno poco tempo per provare a vincerla. Fioccano diverse occasioni da entrambi i lati, ma l’ultima parola, quasi allo scadere, ce l’ha la Roma: Kosicky salva su tiro a botta sicura di Borini. Lo stadio esplode, quasi avessimo segnato un gol, mentre il mio vicino di posto cade a terra: “Dai Fabri, tagghila cu sta fassa ca non signau!” gli dicono, “Guarda che mi sto sentendo male davvero!”  risponde lui (ed in effetti aveva avuto un calo di zuccheri… cosa provoca una partita di pallone!).

Alla fine è 0-0… pardon… 1-1! Un punto che ci sta, anche se la partita andava certamente chiusa nel primo tempo. L’elemento positivo, sottolineato da tanti, è quello di aver rivisto giocare il Catania dopo tanti rinvii. Adesso inizia un tour de force, già a partire dalla gara di domenica con il Genoa.

PRIMA ERA ANDATA COSI’…

La voce degli spalti / 9 – Catania-Roma 1-1 «Anniati a matula»

È destino: le partite con le grandi, quest’anno, sono tutte caratterizzate dalla pioggia. Avevamo raccontato del diluvio in Catania-Juventus e Catania-Inter, ma il nubifragio abbattutosi sabato sera al Massimino li supera tutti.

Catania-Roma, una delle partite più attese dalla tifoseria rossazzurra, anticipo della diciottesima giornata. In settimana c’erano stati alcuni ritardi nella vendita dei biglietti (si è iniziato solo martedì) e forse questo ha inciso sulla mancanza del pienone. Il pubblico, comunque, non è mancato (a occhio, circa 16mila spettatori).

Tanti gli striscioni anti-Roma, tra cui: “A Roma sei Er Pupone, a Catania sei Er Bidone” e “Roma, quando GAGO ti penso”. Da segnalare, in tribuna, l’assenza (annunciata) dello striscione del Club Vecchia Guardia, per protesta contro il Daspo inflitto al proprio presidente in occasione del derby.

Mezz’ora prima del fischio d’inizio inizia a piovere; l’impressione è quella che possa non finire più. Tutti al riparo, almeno finché le squadre non entrano in campo – cosa che avviene in ritardo rispetto all’orario previsto. In tribuna A fallisce la coreografia, mentre la Curva Sud esplode numerose bombe carta che suscitano la reazione del pubblico e le controminacce verbali da parte degli ultras: non si capisce perché si debba creare a tutti i costi una frattura con il resto dei tifosi, soprattutto perché in questo modo si rischia anche di far sospendere l’incontro!

La gara è bella, il campo pesante mischia le carte e ne esce fuori una partita muscolare, con il Catania abilissimo a sfruttare le ripartenze: tante le occasioni mancate dai rossazzurri nel corso di tutto il primo tempo, con Bergessio (3), Barrientos e Gomez. Nel mezzo, comunque, Lodi – beccato dal pubblico per qualche errore di troppo – pennella una delle sue solite punizioni sulla testa di Legrottaglie che sfonda la rete e corre ad esultare sotto la curva tripudiante. Passano una manciata di minuti, però, e De Rossi beffa un incerto Campagnolo per l’1-1; il romanista si toglie la maglia ed esulta in modo provocatorio, accendendo l’ira del pubblico di fede rossazzurra.

Il primo tempo si chiude così, tra gli sfottò verso i romanisti e la pioggia che non accenna a diminuire. Alla ripresa il campo è peggiorato notevolmente: lato tribuna A si fatica a portare avanti il pallone e ne esce una partita stile Fantozzi. Dopo una ventina di minuti la palla diventa ingiocabile; “Carusi, Gomez si sta anniannu! Datici tubu e pinni!”. L’arbitro sembra recepire il messaggio e al 64’ sospende la gara. Si recupererà a febbraio, partendo dall’1-1.

Uscendo dallo stadio, inzuppati di pioggia e cercando di evitare i fiumi d’acqua gelata che corrono lungo le strade, i commenti sono tanti: “Ha fatto bene a sospendere subito, almeno il recupero ha un senso!”, “Per me invece poteva ancora far proseguire”; “Ma non possono mettere i teloni?”, “Bestia, se già è allagato che li metti a fare i teloni?! Mettatilli ‘nda testa prima ca ti s’arruggia!”.

Insomma, come dice qualcuno: “Non sulu n’anniammu, ma spatti am’à tunnari!”. Alla prossima!