La voce degli spalti / 12 – Catania-Novara 3-1 Tanto di cappello signor Marchese

Il Catania ospita il Novara, compagine che in Serie A ha incontrato solo una volta nei gloriosi anni ’60. Sono tante le tematiche di quest’incontro: il ritorno (il secondo nello stesso campionato) di Mascara – fischiatissimo –, il ritorno di Mondonico al Cibali – lui che in quel 28 maggio 2006 era sulla panchina dell’Albinoleffe –, la ricerca di tre punti che lancerebbero definitivamente i rossazzurri, dopo la vittoria a Siena.

Il dato della prevendita è tutt’altro che incoraggiante: poco meno di 2000 biglietti venduti. In realtà lo stadio si riempie, con tantissimi ragazzi delle scuole calcio a gremire i due anelli della Curva Sud e tanti tifosi che hanno acquistato i biglietti proprio all’ultimo. Diventano circa 15-16 mila, alla fine, gli spettatori presenti, con una trentina di novaresi sistemati nel settore ospite.

Ricordate le “vergini” della scorsa partita? Ci sono anche oggi, con nuovi striscioni: “Ormai felicemente impure!!! Barrientos sei stato muy caliente. Bergessio facci sognare. Vogliamo il bis!” e “Alla faccia di mia suocera sono allo stadio, prima mi godo la partita, dopo… tuo figlio!”. Evviva la sincerità.

Striscioni anche per l’ex capitano: “Mascara, vai a Napoli per giocare la Champions e retrocedi in B col Novara: ‘mbare si sbagghiatu” (la frase richiama un tormentone di questi giorni su Facebook). Dal lato tribuna A, inoltre, l’ex “Maxi zone” è diventata “Pitu zone”, con un piccolo striscione con un puffo disegnato.

In Curva Nord viene esposto uno striscione: “Bronx non mollate”, con riferimento agli ultras napoletani arrestati alcuni giorni fa. Tanto colore sugli spalti, tra scarpette, bandiere, coriandoli e stendardi.

Inizia la gara ed è subito un buon Catania; ci si aspettava un Novara barricato in difesa, invece i rossazzurri riescono bene a districarsi tra le maglie piemontesi e a metà tempo arriva il meritato vantaggio firmato da Bergessio, che esulta sotto la Sud.

Caldi raggi di sole e soffi di vento continuano a mutare la temperatura, tanto che in molti passano dalle maniche corte ai giubbotti in poco tempo. La gara è piacevole e nel complesso risulta una bella giornata di sport.

Finisce il primo tempo; soddisfazione generale, anche se ci si aspetta il secondo gol. Alla ripresa gli etnei tornano a premere e nel giro di un minuto battono due calci d’angolo: il primo è respinto, il secondo, dal versante di destra, trova l’imbeccata per Marchese: tiro al volo… respiri bloccati… 30mila occhi seguono la traiettoria del pallone… GOOOOOOOL!!!!! Rete strepitosa, il Cibali crolla il un abbraccio virtuale al capitano rossazzurro. La folla si alza in piedi e inizia a scandire il nome di Giovanni. Alcuni si voltano verso le scale: “Ni ni putemu iri… tutti a casa!”. Applausi a leva pelle, grida a squarciagola. Signori, ma cosa ha fatto?!

Il Catania continua a schiacciare i piemontesi. Lodi allarga alla grandissima sulla sinistra, Gomez stoppa al volo, si accentra, calcia a giro… RETEEEEEE!!!! Siamo 3-0!! Tutto bellissimo, tutto strepitoso. “Sembra una squadra di fenomeni” si confabula in tribuna.

Ma l’eroe del giorno resta Marchese, semplicemente impeccabile. Quando al 70’ si abbassa i calzettoni alla Baiocco, recupera un gran pallone e fa il tunnel di tacco all’avversario, lo stadio esplode nuovamente quasi avessimo segnato un altro gol. “Gli dovrebbero intitolare una strada” dice qualcuno, “A Biancavilla noi ci siamo portati avanti, visto che abbiamo a’ calata do’ Marchisi” ribatte quel buontempone del mio vicino di posto!

Sostituzione: entra il numero 22 rossazzurro… “Ma cu trasìu, Kanjengele?!!” “Bestia, chistu è Ebagua!”. Il Catania sfiora la quarta rete, ma invece subisce il gol della bandiera del Novara. Un piccolo calo di tensione che non toglie nulla alla straordinaria partita degli etnei. Finisce così: 3-1. 33 punti, con una gara da recuperare. Ora ci aspettano due gare in trasferta, poi si torna al Cibali contro Fiorentina e Lazio. A giorno 11 marzo!