La voce degli spalti /11 – Catania-Genoa 4-0 «'mbriachi di gol!»

Splende il sole quest’oggi sul Massimino: temperature miti e giornata primaverile, dopo le copiose piogge dei giorni scorsi, fanno da cornice a Catania-Genoa, quarta giornata di ritorno.

Il pubblico arriva alla spicciolata; in molti si sono goduti la mattinata soleggiata in giro per la città e giungono allo stadio soltanto a ridosso dell’inizio del match. Il colpo d’occhio, alla fine, è discreto: all’incirca sono 14mila gli spettatori, con tanti ragazzi delle scuole calcio presenti in curva Sud.

Proprio in curva si legge uno striscione: “Siamo vergini! È la nostra 1a volta allo stadio, deve essere indimenticabile!”. La bella giornata invita alla chiacchiera pre-partita: argomento caldo è la cronaca “meteorologica”, con i tanti rinvii delle partite di calcio e con il vanto dei nostri 12 gradi odierni. Inoltre, pare che fuori dallo stadio ci fosse la troupe di Striscia con Cristiano Militello e la notizia serpeggia tra i tifosi nella speranza di poter farsi due risate con il servizio di domani sera.

Inizia la gara, l’attenzione si concentra sui giocatori in campo, con gli undici rossazzurri che partono alla grande e mettono alle corde i genoani. Subito due grandi occasioni per gli etnei, sventate dagli uomini di Pasquale Marino (a proposito, tanti applausi per lui all’ingresso in campo), ma al 7’ Gomez si procura un calcio di rigore. Sotto gli “ooooohh” del pubblico, Lodi si prepara dal dischetto: rincorsa, tiro, rete! Gioisce il Cibali, che immediatamente sprona i suoi a continuare con questo ritmo.

Il primo tempo è bello, il Catania è padrone del campo ed il pubblico apprezza; Barrientos sbaglia un gol già fatto (“talìa cchi s’ammuccau!!!” imprecano i tifosi), ma semina calcio in mezzo al campo. Tra i più adocchiati ci sono Motta e Kosicky, che se la stanno cavando alla grande: “Ccù n‘putteri e n’terzinu abbissammu na squatra!” sottolineano in molti, magari stimolati dal bel gioco che il Catania sta esprimendo finora.

Si chiude la prima frazione; l’atmosfera è più che positiva, la partita sembra incanalata verso i binari giusti…

…ed in effetti, appena iniziata la ripresa, Barrientos si fa perdonare l’errore di prima siglando il 2-0; buttato a terra dai compagni per esultare ed acclamato dalla speaker dello stadio, il “Pitu” raccoglie l’ovazione della folla. Cosa che, probabilmente, lo carica ancor di più; passano una manciata di minuti, infatti, e Almiron sradica una palla ad un avversario avviando un contropiede micidiale che il numero 28 rossazzurro concretizza, firmando la sua prima doppietta in Serie A. Tutto lo stadio salta al ritmo di “Chi non salta rosanero è” e qualcuno invoca addirittura il poker, magari per ribaltare il punteggio della partita d’andata al Marassi.

Passa ancora qualche manciata di minuti e da un rinvio di Kosicky arriva proprio il 4-0, con il gol di Bergessio solo contro Frey. Il Massimino è sazio, l’interesse e la tensione per la partita lasciano spazio alla goliardia ed alle battute. Qualcuno esalta la corsa continua di Motta, ma al contempo solleva il dilemma: “Dopo che non gioca da un anno, bisogna vedere comu agghiorna dumani!”.

Cominciano ad andarsene i primi tifosi, quando ancora mancano più di cinque minuti: “E quando perdiamo ve ne andate prima, e quando vinciamo ve ne andate prima… ma che venite a fare? picchì non vi stati a casa?!”.

Finisce la gara, i rossazzurri salutano il pubblico e uscendo dallo stadio l’interesse va verso le radioline ed i cellulari per sapere i risultati delle altre partite: “L’Inter ha perso 1-0, poi tutte le altre sono finite 0-0” mi dicono, ma per  “tutte le altre” in realtà si intende una sola partita (Atalanta-Lecce), visto che erano solo 3 le gare di oggi pomeriggio, tra anticipi, iper-anticipi, posticipi, rinvii vari.

Il Catania ha due recuperi da affrontare, anche se quello di Cesena probabilmente verrà rinviato. Ciò che è certo è che la prossima in casa sarà contro il Novara: appuntamento, allora, al 26 febbraio.