Le differenze quotidiane Monta il malcontento del popolo

Dopo l’incredibile vicenda della Concordia, le proteste e gli scioperi in tutta Italia contro le liberalizzazioni del governo Monti, l’imminente declassamento dell’Italia da parte della discussa Standard & Poor’s, per le testate nazionali non è facile presentare il quadro completo delle notizie. Questa settimana prendiamo in rassegna alcuni quotidiani forse poco analizzati in precedenza.

La Stampa

Le prime sette pagine sono dedicate interamente alla cosiddetta Fase due del governo. In primo piano vengono presentate le manifestazioni delle categorie più colpite dalla imminenti liberalizzazioni. Tra scioperi e proteste più o meno accese, è da segnalare un interessante sguardo sull’Europa in cui vengono analizzati gli effetti delle nuove misure.

La Repubblica

Anche qui l’attenzione è rivolta in primo luogo al malcontento dei cittadini, (si parla anche dello “sciopero dei forconi” in Sicilia), ma ciò su cui si punta è la novità nel decreto del governo per cui lo Stato paga le imprese in Bot. Da non perdere l’inchiesta che riguarda il blitz della guardia di Finanza nella sede milanese della S&P. Di seguito si affrontano i retroscena tipicamente italiani del naufragio del Giglio, con presunte amanti e scomodi precedenti.

Il Corriere della Sera

Dettagliatissime analisi con effetti sulle famiglie. Così Il Corriere affronta il tema liberalizzazioni. Oltre ai soliti utili approfondimenti, da non perdere l’articolo in cui si presentano le previsioni del Fmi sul caso italiano. Il caso Concordia, le riserve su S&P, il futuro di Napolitano e qualche notizia dall’estero completano il quadro generale.

Il Messaggero

Il giornale romano dà la priorità al dietro le quinte del naufragio, con confessioni e smentite che, ne siamo certi, si riveleranno poco utili in tribunale. Anche qui vicende riguardanti Fmi e  S&P vengono opportunamente trattate, soprattutto in merito alle liberalizzazioni, di cui comunque si parla a dovere in seguito.

Il Giornale

La priorità viene data alle presunte mire espansionistiche di Napolitano, il quale starebbe preparando il terreno “per ottenere la riconferma nel 2013”, approfittando del vuoto politico. Dopo due pagine di speculazioni che lasciano il tempo che trovano, i fatti principali vengono trattati con precisione e completezza.

Se da una parte c’è il rischio che una vicenda drammatica venga trasformata, come troppo spesso accade, nel solito spettacolo macabro di cui giornali e trasmissioni aberranti non vedono l’ora di mostrarci, dall’altra il crescente malcontento di fasce sempre più larghe della popolazione italiana stanno segnando forse una nuova era nel nostro paese, in cui nessuna decisione viene data per scontata e tutto viene messo in discussione, perfino i giudizi di un’agenzia di rating.