La voce degli spalti / 10 – Catania-Parma 1-1 Noia, sbadigli e poco altro

Catania-Parma, anticipo della prima giornata di ritorno. Tanto per cambiare, il meteo annuncia pioggia; biglietti a 10 euro in curva, ma lo stadio è semivuoto (tranne la Nord), indice del malumore dei tifosi per una campagna acquisti inesistente.

In curva Sud diverse scuole calcio, con uno striscione: “Siamo nati per sostenere te!”. In curva Nord campeggia: “Daniele”. In tribuna B, infine, ancora assenti i vessilli del club Vecchia Guardia, che ha annunciato il futuro scioglimento dopo le vicende del derby (i pochi membri del club erano spostati rispetto alla loro posizione abituale).

Prima del fischio d’inizio un commosso minuto di silenzio per Ignazio Marcoccio, “il” presidente del Catania, quello degli anni d’oro dei ’60 e presidente onorario da otto anni.

La partita è abulica, scialba; i ragazzi delle scuole calcio meriterebbero ben altro spettacolo e soprattutto ben altri esempi calcistici. Il Catania punzecchia, niente di più. Al 35’, però, Bergessio scatta sul filo del fuorigioco e si presenta solo davanti a Mirante: il dribbling è eccessivo e lo specchio della porta si riduce, bloccando per un attimo il respiro del Massimino; ma Gonzalo trova il varco giusto tra due difensori e fa 1-0.

Passa poco, il Parma si getta in avanti e trova prima il palo con Floccari e poi un gollonzo con Modesto, su grossa incertezza di Campagnolo. Il primo tempo termina qui.

Nella ripresa è solo un lungo, interminabile sbadiglio. Scena muta in campo e silenzio sugli spalti. Non c’è davvero nulla da registrare se non l’ovazione al ritorno in campo di Suazo. Solo qualche decisione discutibile dell’arbitro evita il sonno ai tifosi, che trovano un motivo per restare sugli spalti: “Cornuto!”, “Venduto!”, “Cornuto!”, “Venduto!”… “Auuu! Cornuto o venduto, decidetevi!”.

Finisce qui, tra i fischi, la partita forse più noiosa del campionato (insieme alla prima, col Siena). Uscendo dagli spalti, inevitabilmente, i pochi commenti sono per Lo Monaco: “A ‘ccattari n’terzinu e n’putteri comu minimu!”.

Ora due turni fuori casa, poi il recupero della sfida con la Roma il 7 febbraio, quindi il Genoa sempre in casa.