Scienze Politiche: problemi nel polo di Via Gravina, evacuato per una esplosione

Inaugurato nell’ottobre 2009, il polo didattico di Scienze Politiche sito in via Gravina doveva essere un fiore all’occhiello dell’Università di Catania: sala conferenze da 250 posti, 4 aule dotate di proiettori e touch-screen, cortiletto interno ed uffici al piano superiore.

Dopo poco più di due anni d’attività, tuttavia, questo luogo versa in condizioni incredibili: posti a sedere insufficienti, infiltrazioni d’acqua, bagni eternamente fuori servizio, furti di materiale didattico, computer e proiettori e, ieri, guasto all’impianto elettrico.

Come testimoniato sul sito del Movimento Studentesco Catanese, nel pomeriggio del 5 dicembre un forte boato ed un intenso odore di bruciato hanno interrotto le lezioni nel polo didattico, costringendo gli uscieri a farlo evacuare per motivi di sicurezza. Il pannello elettrico posto in una piccola sala all’ingresso dell’edificio ha avuto un guasto e l’intera struttura è rimasta senza corrente elettrica.

Dai primi accertamenti condotti dalla ditta che si occupa della manutenzione dell’impianto elettrico, pare si sia trattato di un cortocircuito causato dalla condensa che si crea all’interno dell’angusta saletta. L’impianto pare non abbia subìto particolari danni, ma sarebbero necessari dei lavori per garantirne la sicurezza, considerando che esso si trova in un luogo di passaggio attraversato giornalmente da centinaia e centinaia di persone.

Secondo i primi colloqui tra gli addetti alla manutenzione, la sala sarebbe poco arieggiata e priva di un sistema di ventilazione; ciò porterebbe all’innalzamento delle temperature ed alla formazione di condensa. I circuiti elettrici, in una manutenzione effettuata in precedenza, sarebbero già risultati ossidati e l’ipotesi è quella di dover creare un sistema di aerazione e di installare un condizionatore.

Lavori apparentemente di rapida esecuzione, ma ciò potrebbe far slittare le lezioni che, nel frattempo, non possono essere svolte per mancanza di elettricità e di acqua nei bagni. Alcuni docenti si sono lamentati della mancata comunicazione, mentre altri hanno deciso di tenere ugualmente la propria lezione con la poca illuminazione naturale disponibile – tra l’altro le veneziane alle finestre delle aule sono elettrificate e quindi impossibili da aprire manualmente per far entrare la luce solare.

Insomma, una struttura che avrebbe dovuto garantire i migliori comfort agli studenti è risultata in realtà un edificio inefficiente e privo di elementari norme di sicurezza. Una studentessa della facoltà ha sottolineato: “Le tasse dobbiamo pagarle ed in modo puntuale, ma quando si parla di eseguire i lavori necessari e di dotarci di strutture adeguate, ci abbandonano ed i tempi si allungano all’infinito. Siamo stanchi di questa situazione, pretendiamo rispetto e serietà”. Speriamo che le richieste degli studenti vengano accolte e che si possa garantire il loro (pagato) diritto allo studio.

(FOTO IN ALTO TRATTA DA MSC)