Catania e la sua architettura liberty in mostra fino a marzo

La Catania di fine Ottocento e primi Novecento raccontata attraverso i paesaggi urbani, l’architettura, l’archeologia, l’arte, le case della memoria e l’editoria. Una lunga istantanea attraverso due scorci di secoli. Un viaggio nel tempo alla scoperta dell’anima antica della città, illustrata da opere d’arte e documenti provenienti da collezioni pubbliche e private per ricostruire e far rivivere fra la sua gente la straordinaria identità culturale e artistica della città ai piedi dell’Etna.

E’ il filo conduttore della mostra “Catania 1870-1939. Cultura Memoria Tutela” (23 dicembre 2011 – 25 marzo 2012) organizzata, nell’ambito delle celebrazioni per il 150° anniversario dell’Unità d’Italia, dalla Soprintendenza per i Beni Culturali e Ambientali di Catania, curata dall’arch. Irene Donatella Aprile e allestita nell’ex Quartiere militare borbonico (già Manifattura Tabacchi) di via Garibaldi 233 oggi sede del Museo Archeologico Regionale “Ignazio Paternò Castello V, Principe di Biscari”. Ingresso libero.

All’inaugurazione sono intervenuti il Presidente della Regione siciliana, l’on. Raffaele Lombardo, l’Assessore ai beni Culturali e dell’Identità Siciliana on. Prof. Sebastiano Missineo, l’arch. Gesualdo Campo – Dirigente Generale di quell’Assessorato per i Beni culturali e dell’Identità Siciliana da cui l’iniziativa è direttamente promossa – la Soprintendente per i Beni Culturali ed Ambientali di Catania, arch. Venera Greco e varie personalità del mondo politico e culturale.

Il percorso narrativo è articolato in sei sezioni: apre la rassegna il Paesaggio urbano, che mostra i passaggi salienti del processo di trasformazione della città sotto la spinta dell’industrializzazione. La narrazione prosegue nella sezione Architettura in cui sono esposti preziosi disegni originali dei protagonisti del dibattito architettonico catanese tra il 1870 e il 1939. Troviamo poi l’Archeologia con alcuni significativi reperti della collezione del principe di Biscari, custodita sin dal 1934 nel Museo civico del Castello Ursino, che testimoniano come Catania, in quegli anni, vivesse una riscoperta delle memorie del passato grazie a personalità quali il Soprintendente alle Antichità Paolo Orsi.

Di particolare interesse nella sezione Arte, pupi, cartelli e attrezzi di scena della Raccolta teatro Pennisi Macrì di Acireale, ma anche altre marionette e fondali di vari teatrini dell’Opra, alcuni dipinti da grandi artisti di fine Ottocento come Giuseppe Sciuti e Calcedonio Reina. Nella sezione Case della Memoria sono inseriti, tra gli altri, oggetti della Casa Museo di Giovanni Verga, quadri e sculture della Biblioteca museo Mario Rapisardi, arredi e dipinti della Casa-atelier del pittore Alessandro Abate. Nella sezione Editoria, infine, vengono narrati i radicali mutamenti dei paradigmi della comunicazione visiva avvenuti a partire dagli ultimi decenni dell’Ottocento, grazie anche alle innovative tecniche di stampa.

Alla mostra, che documenta nei diversi ambiti l’azione di tutela e conservazione condotta dalla Soprintendenza di Catania, è dedicato un approfondito catalogo.

nella foto: Villa Pancari (1911) a Ognina (Catania); l’autore è l’architetto del Liberty Paolo Lanzerotti (Ct 1870-1944). Disegno a china su carta lucida telata di proprietà del Demanio Regionale