Le differenze quotidiane l'Europa, la crisi e il governo B. in caduta

Dopo le dichiarazioni del premier greco Papandreu, i dubbi sull’efficienza del percorso europeo, l’andamento altalenante delle borse, adesso il governo italiano rischia di decomporsi. Al centro della probabile scissione vi è la presunta lettera che Berlusconi ha (o no?) inviato all’Ue. Sembra che i fedeli del premier siano sempre di meno e su questo i giornali hanno delle opinioni sostanzialmente simili sulla situazione italiana.

Il Fatto Quotidiano

Parlando di “Giorno di panico”, il quotidiano di Padellaro punta sulla spaccatura interna al Pdl, raccontando che molti ex “amici di Silvio” hanno svuotato i depositi bancari “temendo un prelievo forzoso smentito solo a tarda sera”. Anche questa volta, Il Fatto è colpevole di concentrarsi troppo sulle difficoltà (evidenti, ci mancherebbe) del governo Berlusconi, a scapito dei risvolti europei, per i quali si dedicano solo articoli a fine pagina.

La Repubblica

Molto più completa, la testata di Roma parla in modo dettagliato del decreto bloccato e ridotto poi ad un semplice maxiemendamento per le misure anticrisi. Dedicando molto spazio alle correnti frondiste all’interno del governo, con il duello Tremonti-Berlusconi ormai alle corde, e i reclami di Confindustria, non si trascurano le misure anticrisi, delle quali però si sarebbe potuto parlare in modo anche più approfondito. Un’intervista a Bill Gates sulla crisi finanziaria e un ampio spazio alla scena internazionale giocano comunque a favore del giornale di Ezio Mauro.

Il Corriere della Sera

Con saggezza, Il Corriere espone ai lettori tutti i fatti senza tralasciare sconvolgimenti interni al Pdl, né i risvolti sul piano europeo. Approfondendo i provvedimenti inseriti nella legge di stabilità, le dinamiche secessioniste nel governo, intervistando Visco e concedendo molto spazio alle parole del duo Merkel-Sarkozy, che non intendono concedere aiuti alla Grecia se non dopo l’esito del referendum (euro sì o euro no). Ma quello che lancia ancora una volta il Corriere come giornale della settimana, sono gli approfondimenti sui costi della crisi per le famiglie e le aziende e sul confronto tra i paesi del G20, in cui vengono analizzate le situazioni tra gli Stati. Il fatto che dopo si parli dei difficili rapporti tra Iran e Usa, legittima ancor di più la nostra scelta.

Il Sole 24 ore

Ci aspettavamo qualcosa di più dal Sole, il quale si concentra paradossalmente più sulla politica che sull’economia, quasi fosse incantato dalle difficoltà del governo Berlusconi sempre più prossimo a sfaldarsi. Si analizzano in modo relativamente ridotto le misure per la stabilità, presentando i punti principali della manovra, tra liberalizzazioni ed incentivi alla capitalizzazione.

Il Giornale

Pur titolando “La notte dei traditori”, questa volta Il Giornale è un po’ meno “chiuso” del solito. Certo, la maggior parte delle questioni viene affrontata con l’ormai nota indole missionaria, ma vengono affrontati comunque i temi importanti, descrivendo il piano anti-crisi e non trascurando la scena globale.

Questa volta le testate non hanno presentato sostanziali differenze nel modo di presentare i fatti del giorno e ancora una volta è possibile vedere come, ahinoi, il mercato internazionale impone delle scelte agli Stati. Le dichiarazioni di Papandreu non dovrebbero apparire così fuori luogo come la coppia franco-tedesca vuole farci credere, perché nel momento in cui l’euro genera problemi a cui  sembra che solo con le politiche neoliberiste dell’ Fmi si possa rispondere, allora un’iniziativa democratica come quella del referendum, dovrebbe essere vista secondo un’altra ottica, che per una volta non è quella dei mercati.