Militari a Catania. Ma è davvero la soluzione migliore?

Domenica 21 agosto , il sindaco di Catania Raffaele Stancanelli ha accompagnato il ministro della difesa Ignazio La Russa e il sottosegretario Guido Crosetto che hanno incontrato i militari impegnati nell’operazione “Strade Sicure” con compiti di vigilanza a siti e obiettivi sensibili, ma anche di pattuglia congiuntamente alle Forze di Polizia.

L’incontro coi militari e i giornalisti era stato preceduto da un giro di ricognizione del titolare del Dicastero della Difesa e del sindaco del capoluogo etneo lungo via Etnea per una visita sul “campo” dei militari in servizio nel territorio siciliano agli ordini del generale Giorgio Cornacchione.

«E un grande onore per la città di Catania – ha detto il sindaco – ospitare questo incontro tra il Ministro La Russa e i militari che lavorano con impegno e serietà per garantire sicurezza e legalità nel nostro territorio a supporto delle altre forze di Polizia. Sappiamo – ha osservato ancora Stancanelli – quanto i siciliani e i catanesi in particolare apprezzino l’operato dei militari e per questo siamo ancora più soddisfatti che il Ministro La Russa abbia voluto che questa iniziativa si svolgesse a Catania».

La presenza dei militari a Catania è stata così commentata da Orazio Licandro, della segreteria nazionale dei Comunisti italiani-Federazione della Sinistra: «Ogni anno a Catania la solita sciocca parata, come se i controlli si risolvessero con i militari e non con le forze di polizia e dando loro più mezzi. E come se d’incanto tutto andasse a posto con i militari per le strade e la partita del Catania».

Licandro, dopo la consueta visita annuale del Ministro della Difesa, Ignazio La Russa, e la soddisfazione manifestata dal sindaco di Catania, Raffaele Stancanelli, per l’estensione dell’operazione “Strade sicure” anche alle zone periferiche di Catania, resta molto critico, sottolineando come a Catania l’unica sicurezza potrebbe venire dalla creazione di posti di lavoro e di luoghi di aggregazione culturale per i giovani, strappandoli così alle potenziali grinfie della criminalità, «Ma tanto il senatore di Regalbuto non ha neppure idea da dove cominciare».

Quindi lancia un’ironica provocazione: «Siccome bisogna mettere in moto un ciclo di sviluppo virtuoso, poiché in questa città non si riesce a partorire nulla al di fuori dell’edilizia mentre in realtà bisognerebbe investire con coraggio in altri settori,  e visto che in questo Paese ci si scandalizza delle tasse ma non delle tangenti, quando noi saremo al governo della città proporremo una “tangente” del  5% per ogni appalto pubblico da destinare a un fondo comunale per il finanziamento delle imprese e cooperative giovanili nel campo dei servizi e dei beni culturali».