Niente Vasco a Catania, tra le polemiche

Pare essere del tutto tramontata l’idea di spostare il concerto di Vasco Rossi a Catania. Dopo l’annullamento della tappa di Messina, prevista per il 26 giugno allo stadio San Filippo, a causa dell’inagibilità della struttura per il crollo di una strada sovrastante l’impianto alcuni mesi fa, erano circolate alcune ipotesi su come svolgere l’evento in una location alternativa.

“Al di là della delusione  – scriveva il sito del rocker di Zocca alcuni giorni fa – di non poter ripetere l’esperienza a Messina, che sembrava poter diventare uno degli appuntamenti fissi per i concerti in Sicilia, i problemi derivanti dalla cancellazione sono tantissimi come ben si può immaginare. Quello che è certo è che queste sono ore decisive, stanno tutti  cercando di fare il possibile per trovare una soluzione alternativa in Sicilia”.

La prima idea era stata il Velodromo Borsellino di Palermo, già sede in passato di diversi eventi del genere. Logisticamente, però, la strada era difficilmente percorribile, considerando anche la ridotta capacità dell’impianto, in grado di ospitare massimo 17-18.000 spettatori.

La scelta era caduta, dunque, sul Massimino di Catania, con due date (per coprire i 36.000 biglietti già venduti per Messina) nel mese di settembre. Periodo in cui, però, ci si troverebbe nel bel mezzo del campionato e, considerato il tempo necessario per allestire lo spettacolo, sarebbero state necessarie due settimane. Il palco di Vasco Rossi (che si pensava di montare sotto la curva sud) è infatti una struttura enorme, che richiede una quantità di lavoro non indifferente, senza considerare i successivi lavori di manutenzione straordinaria del manto erboso.

Il Calcio Catania, in qualità di gestore e principale fruitore dell’impianto, non poteva che dichiararsi del tutto contrario ad ospitare un evento di tale mole, con conseguenze di certo dannose per la società stessa. In un comunicato diffuso martedì mattina, infatti, il club etneo ha precisato che “il rifiuto scaturisce da semplici constatazioni relative ai danni economici, con riferimento ad interventi di manutenzione straordinaria del rettangolo verde, e soprattutto ai consistenti disagi di ordine sportivo che si configurerebbero qualora dovesse tenersi un concerto allo stadio durante la stagione agonistica. La normativa federale impone infatti, per l’iscrizione al Campionato di Serie A, la garanzia di un manto erboso in perfetto stato. A tal fine, volendo evitare il rischio di dover disputare in campo neutro anche una sola partita della stagione 2011/12, nell’interesse della squadra, degli sportivi, degli abbonati e della città, il Calcio Catania ribadisce con fermezza la propria contrarietà ed evidenzia l’assoluta avventatezza del semplice pensiero di poter organizzare eventi di tale portata in uno stadio di Serie A durante il campionato”.

Live Nation Italia, organizzatore dell’evento, ha dato la notizia del definitivo annullamento del concerto in modo pesante e polemico, sottolineando che “Vasco voleva fortemente che il concerto si tenesse in Sicilia. Purtroppo non ci siamo riusciti a causa della scarsa volontà e del disinteresse dell’amministrazione locale e del Catania Calcio che ha addotto scuse patetiche e destituite di qualsiasi fondamento logico. La verità è una sola: certe amministrazioni locali siciliane e alcuni ‘padroni del calcio’ locali sono poco attenti o addirittura disinteressati non solo alla cultura, all’arte e alla musica, ma anche alla ricaduta economica che 50.000 spettatori avrebbero portato alla città”.

Di questa mattina la controreplica della società catanese: “Gli altri stadi sono concessi in uso alle società calcistiche locali secondo discipline differenti e sono diversi nella struttura e nella capienza. Dissimili a dir poco sono anche le condizioni climatiche che, specialmente in estate, influiscono in misura determinante sullo stato del manto erboso. (…) Come canterebbe proprio il Vasco nazionale, restiamo Senza parole”.

Per il “Live Kom ‘011” di Vasco, intanto, sono state aggiunte nuove date tra fine agosto e settembre (Torino, Udine, Bologna e Avellino), ma la mancanza di una tappa siciliana sarà certamente un’assenza importante per i tanti fan, che comunque potranno richiedere il rimborso del biglietto (le cui modalità, però, sono ancora da definire).