«Si all'accoglienza, no alle "riserve indiane"»

“Il potenziale arrivo di migliaia di migranti nel Residence degli Aranci di Mineo è una bomba a orologeria che rischia di essere un esempio di ulteriore marginalizzazione”.

Lo ha affermato il sindaco di Caltagirone, Francesco Pignataro, che lancia l’allarme sicurezza e si dice “contrario a creare una sorta di riserva indiana”.

“Caltagirone è una città che e’ stata sempre pronta all’accoglienza – ha sottolineato il sindaco – Di fronte all’emergenza Lampedusa siamo stati tra i primi a dichiararsi disponibili. Ieri sera lo abbiamo ribadito in prefettura dando la disponibilita’ per 50 persone. Stiamo costruendo col Viminale un centro di accoglienza per 40 minorenni immigrati, un progetto in corso per l’accoglienza a decine di rifugiati politici e abbiamo un centro di formazione per la lingua a migranti. Quindi non abbiamo alcuna preclusione all’integrazione, anzi siamo impegnati in prima fila e con atti concreti, ma così come si intende fare a Mineo non si crea l’integrazione, ma si determinano situazioni ancora più pesanti di quelle di Lampedusa. L’accoglienza funziona se è diffusa, non se è concentrata in una zona”.

Per questo il sindaco di Caltagirone ha espresso “forte allarme”. “E non mi sono piaciute – ha osservato – le dichiarazioni del ministro Maroni secondo il quale il fenomeno migratorio deve essere contenuto dentro la Sicilia. Si tratta dell’ulteriore testimonianza di un governo a sempre più forte trazione leghista. Il problema dell’immigrazione – ha concluso Pignataro – non è della Sicilia, ma dell’Italia e dell’Europa, altrimenti diventa un problema difficilmente gestibile se non con interventi di ordine pubblico”.

Sinistra Ecologia e Libertà Sicilia, per bocca del suo rappresentante Francesco Alparone «Ritiene che la decisione di utilizzare il “Residence degli Aranci”, in territorio di Mineo, come centro di accoglienza, anche temporanea, dei migranti che in queste ore stanno sbarcando sulle coste siciliane, sia una scelta scellerata, che testimonia ancora una volta l’incapacità del governo Berlusconi, ormai Lega-dipendente, di intervenire sulle grandi questioni che investono il paese.

Pensare di sistemare migliaia di uomini e donne in una struttura totalmente priva dei servizi primari di accoglienza e che dista dal centro abitato più di 10km è una follia che rischia di rendere il problema ancora più grave.

Pensiamo che questa scelta folle, con il silenzio complice del Governo Lombardo, sia l’ennesimo regalo agli appetiti xenofobi  e razzisti della Lega che pensa di nascondere il problema , impedendo a migliaia di migranti di “varcare lo Stretto”, concentrando tutto in un solo territorio.

Il problema riguarda tutta l’Italia, occorre attivare in tutto il paese un sistema di accoglienza diffusa in tutto il territorio, coinvolgendo a pieno titolo tutti i soggetti (per lo più volontari) che praticano da anni vere politiche dell’integrazione e della solidarietà».