Chevron e Amazzonia, una multa da record non risana l'ambiente

Chevron contro foresta amazzonica: colosso petrolifero statunitense contro contadini ecuadoregni. Che sia Davide contro Golia? In tal caso sarebbe imbarazzante capire chi sia l’uno e chi l’altro.

Ciò che non è difficile capire, invece, è la grande quantità di denaro che pende su questo scontro. Nicolàs Zambrano, il giudice di un tribunale ecuadoregno ha, infatti, condannato la potente e ricca compagnia petrolifera a pagare una mega multa ambientale di circa 9 miliardi di dollari. I quotidiani nazionali e altre fonti sostengono, però, che la cifra possa lievitare fino a 113 miliardi di dollari, in base alle insistenti richieste delle popolazioni.

La sentenza, tanto attesa dagli abitanti del luogo, non è stata ottenuta facilmente. In base a quanto sostiene il loro avvocato, Pablo Fajardo, è da oltre 40 anni che la Chevron (prima Texaco, nel 2001 acquistata dalla stessa Chevron) rende il territorio paradisiaco dell’Amazzonia una delle zone più inquinate del globo. Così, dopo le numerosissime accuse da parte dei contadini locali, i giudici di Lago Agrio hanno confermato che la multinazionale petrolifera ha rilasciato nei fiumi della regione quasi 70 mila milioni di litri di rifiuti tossici e nel territorio circa 900 pozze inquinate dalle estrazioni precedenti. Ma, secondo le popolazioni indigene, al calcolo dei danni si dovrebbero aggiungere quasi 65 milioni di litri di petrolio involontariamente riversato nell’ambiente a causa di perdite e rotture di macchinari.

Tra le conseguenze più disastrose che l’inquinamento della Chevron ha causato, è necessario ricordare l’effetto che questo ha e avrà sulla salute delle popolazioni locali. Secondo la Amazon Defense Coalition, un’organizzazione vicina alle popolazioni sudamericane, oltre 80 mila persone moriranno di cancro entro il 2080 a causa dei danni ambientali che ha prodotto il colosso statunitense. Considerando che questo studio si basa sui dati ufficiali del tasso di mortalità in Ecuador, la posizione della Chevron è ancor più compromessa.

Dal canto suo, però, la compagnia americana si oppone alle accuse e dichiara di voler fare ricorso, rischiando così di pagare una multa ancor più salata.

Dopo la BP, un altro pezzo da novanta dell’industria petrolifera deve pagare per le proprie negligenze e per la propria scelleratezza. Sarebbe un altro duro colpo al business del petrolio che, mai come oggi, si rende conto di quanto sia difficile ottenere immensi profitti senza giocare sporco.

Gli 8,6 miliardi di dollari che la Chevron dovrà pagare probabilmente non basteranno a rimediare a tutti i danni, ambientali ed umani, che questa ha causato, ma, se non altro, sono una risposta a chi sostiene che la gente comune non può far nulla contro le grandi multinazionali.