La fiducia ignorata

Quando un governo richiede la fiducia in Parlamento, ciò dovrebbe avere una certa rilevanza nella cittadinanza, in quanto si tratta di un gesto importante da parte di chi gestisce la cosa pubblica. Se poi la fiducia viene richiesta nell’atmosfera politica di questi ultimi tempi, questo dovrebbe essere di assoluta priorità nell’opinione pubblica.
Accade, invece, che il Consiglio dei Ministri richieda la fiducia alla Camera per il 29 settembre e che il presidente del Consiglio, alle 11 di tale giorno, si pronunci in aula per spiegarne i motivi. Considerando che le parole del premier saranno di vitale importanza per il proseguimento della legislatura, ci si aspetta un dispiegamento di forze da parte dei media per non far perdere neanche una parola di ciò che viene detto in aula. Invece…
….alle 11 di questa mattina l’unica emittente nazionale che trasmetteva la diretta della seduta di Montecitorio era (udite, udite) Rete 4, mentre LA7 andava in onda con una puntata speciale di “Otto e mezzo”, ma senza la diretta. Le altre emittenti in quel momento trasmettevano:
Rai 1: Tg1 flash, con collegamento di 30 secondi all’inizio del dibattito, e dopo “Occhio alla spesa”
Rai 2: “I fatti vostri”
Rai 3: “Apprescindere”
Canale 5: “Forum”
Italia 1: “Smallville”
È chiaro che non mi sarei aspettato una diretta a reti unificate, ma pensavo che almeno uno dei canali pubblici nazionali trasmettesse la seduta.
Qui non si tratta di destra o sinistra, di fautori di Annozero o di seguaci del Tg4, di Berlusconiani, Finiani o Comunisti; qui il discorso riguarda l’ordinaria informazione che i cittadini italiani avrebbero il diritto di ricevere, specialmente in quest’occasione in cui si decidevano le sorti politiche del Paese. Si trattava di “buttare un occhio” allo Stato piuttosto che alla spesa, di pensare una volta tanto “ai fatti nostri” (cioè ai fatti di tutti), “apprescindere” da chi sia al vertice del governo e da quali saranno gli esiti di questa giornata.