Inception, il subconscio diventa film

Sicuramente Matrix ha in qualche modo influito nella realizzazione del film di Kevin Nolan. In realtà però, Inception non rappresenta affatto un banale tentativo di imitazione. Tutt’altro.

Nolan ci fa esplorare il mondo dei sogni, del subconscio, talvolta si arriva a confondere l’incubo con la realtà. È quindi una pellicola “di ragionamento”, fa pensare, fa dubitare. Dopo tutto, Nolan è il regista di Memento, uno dei primi film ad avere avuto la pretesa di entrare nella mente umana.

Ma il subconscio non è l’unico tema affrontato in Inception: vi è anche l’azione a coinvolgere gli spettatori; è inoltre il dramma personale di un Leonardo Di Caprio ormai noto e apprezzato per interpretare ruoli decisamente non semplici (Shutter Island).

Dramma interiore e mondo del sonno che si districano all’interno di alcuni complessi giochi di potere tra le multinazionali di oggi, sempre più potenti, come Nolan fa notare forse troppo prudentemente.

Oltre a Di Caprio, vi è la bellissima Marion Cotillard a rendere altisonante il cast di interpreti, che vede tra l’altro la talentuosa e promettente Ellen Page nei panni dell’aiutante-amica di Di Caprio.

Cercare di spiegare la trama di questo geniale film sarebbe riduttivo. Per cui, sarebbe opportuno vederlo con i propri occhi, cercando sin dall’inizio di tenere molto alto il livello di attenzione, altrimenti si finirebbe per buttare via più di due ore della propria serata. In sostanza, non è sicuramente un film rilassante, da andare a vedere stanchi dopo una giornata faticosa. Ci si deve minimamente impegnare, ma lo sforzo alla fine sarà ripagato.