Se il pallone si gonfia…!

Tutti pronti. Tutti traboccanti di energia, chi esordiente, chi bocciato da un anno non positivo e decisamente da dimenticare. Tutti a aspettare la prima campanella, la prima giornata e soprattutto con l’obbiettivo di tener alto l’onore delle 4 stelle sull’emblema, nonostante sia una notte maledetta per i corpi celesti.

Si comincia con un 4-2-3-1 con una difesa quesi tutta juventina con Sirigu tirocinante di Buffon, Motta, Bonucci, Chiellini e Molinaro (Stuttgart) dietro a Palombo e De Rossi responsabile della nuova imbarcata azzurra. Il tutto condito con la trequarti Cassano (propenso e creativo per un’altra puntata di Art Attack) – Pepe (reduce dall’ammutinamento azzurro) – Balotelli (attore della telenovelas “Inter sì, inter no” girata a Manchester) e la ciliegina Amauri (“metamorfosizzato” italiano in primavera).

Si comincià così, con la Costa D’avorio randagia da Didier Drogba, ma che presenta un 4-4-2 tenace e temibile (vedi le due punte Dumbia e Kalou. Gli ivoriani schierano Yaboah in porta, ben protetto da Demel, K. Tourè, Zokora e Tienè. Centrocampo quasi identico a quello del mondiale con Ebouè, Y. Tourè, Tiotè e il capitano (fastidioso per tutta la partita agli europei.

Peccato però che Mario Balotelli 4° in ordine alfabetico sia convocato alla lavagna dopo appena 3 minuti a venti metri dalla cattedra, risposta troppo azzardata: “ha sparato troppo alto” si vocifera fra i banchi. Altro quesito 2 minuti dopo, semisuggerito da Amauri Carvalho de Oliveira, la soluzione arriva male, troppo imprecisa, da accontonare a lato. Così ci pensa il rivale di turno a guastare il palcoscenico Emmanuel Eboué anticipando e scartando la rapidità di tutti, tranne quella di Sirigu che riesce a intercettare l’iniziativa. Balotelli, invitato a sedere, lascia il posto al capoclasse che dalla stessa distanza da fermo prova a firmare il colpaccio ma anche se migliore del compagno, la risposta è troppo forzata per essere apprezzata dal destino. Finisce così la prima ora di un giorno che sembra andare per il verso sbagliato, con gli ivoriani che reagiscono col loro capoclasse, che riceve un voto senza lode; Antonio Cassano (poi duramente zittito fisicamente da Y. Tourè indirizzato dietro la lavagna con le ginocchia sopra i ceci) che non ci pensa due volte a suggerire a Balotelli una risposta a caso che però, viene oppressa dai rivali e infine Amauri che mette i brividi ai rivali colpendo con la mente (nel vero senso della parola) la possibile soluzione “sparata alta” con la zampa di Fantantonio. Speranza sia, gustando la merenda all’intervallo, del resto della giornata colma di timore e già tre minuti dopo si pavoneggia anche il taciturno Marco Motta a colpire il legno e a stupire tutti con Amauri che per poco non approfitta della mossa dell’alleato. Niente da fare per gli azzurri, gli ivoriani decidono di farla franca con Demel che brucia Molinaro e regala la soluzione della vittoria a K. Tourè che di testa anticipa prima Bonucci e poi il guastafeste Sirigu. Scorrerà sotto il tentativo di riguadagnare l’onore la partita degli azzurri che danno il benvenuto a Quagliarella, Borriello, Cassani e Rossi (orgogliosi di passare tutto il tempo a parlare con i bidelli). Quagliarella cercherà di rimettere le carte in tavola e di corteggiare il fato per avere una marcia in più prima con una risposta “da accontonare a lato” e poi con un colpo di testa inutile.

Il risultanto alla fine non importava molto, fatto sta che agli azzurri nel primissimo giorno di scuola sono stati assegnati una marea di compiti, forse è il momento di ripetere l’alfabeto o fare i conti (nel vero senso della parola), nonostante ciò l’Italia ha dimostrato di avere una combinazione giusta (vedi l’età media 24,6; più bassa di quella ivoriana) e di poter intraprendere una strada di tutto rispetto. Infondo il 7 settembre incomincia la vera avventura contro le isole Fær Øer per le qualificazioni agli europei 2012 augurandosi che non sia solo un altro test d’ingresso ma un vero e proprio esame di stato!