La caccia in anticipo, protesta il Wwf

Il Primo settembre in tutta la Sicilia inizia la stagione di caccia con la pre-apertura ed è, secondo una nota del Wwf Sicilia, «Il peggiore degli inizi possibili: mentre la legge statale n. 157 del 1992 fissa la data di apertura alla terza domenica di settembre, con un escamotage l’Assessore regionale all’Agricoltura Titti Bufardeci ha anticipato il via alle doppiette. Ancora una volta a prevalere sono le
pressioni del mondo venatorio più estremista invece che le esigenze della fauna selvatica, le indicazioni del mondo scientifico e le norme europee ed italiane per la tutela della biodiversità».

Secondo il Wwf, «Dopo il devastante periodo degli incendi – ancora tragicamente attuale – gli animali selvatici della Sicilia non avevano proprio bisogno dell’anticipazione della caccia: con la fauna debilitata dal fuoco e dalla distruzione degli habitat naturali, adesso si rischia un vero massacro. Anche se la caccia sarà in questi giorni consentita solo su alcune specie (tortore, merli, colombacci e conigli), il danno sarà gravissimo per queste specie e per tutte le altre presenti sul territorio, soggette comunque a disturbo ed a possibili danni diretti in un periodo particolarmente delicato della loro biologia come la tarda estate. Inoltre la cronica assenza di vigilanza non scoraggerà certo l’azione di cacciatori di frodo che potrebbero abbattere anche specie per le quali la caccia si aprirà più tardi (lepri, quaglie, gallinelle d’acqua, ecc.)».

«Il Wwf – prosegue la nota – da anni chiede alla Regione di non autorizzare la caccia ai primi di settembre: invece il calendario emanato dall’Assessore Bufardeci non solo non ha tenuto conto di tali inviti alla ragionevolezza, ma ha addirittura ignorato tutte le autorevoli indicazioni dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale che aveva pesantemente censurato il decreto siciliano: calpestando il parere dell’Istituto, infatti, l’Assessore ha autorizzato la caccia a tortore merli e colombacci senza limitazione di orario e giornate (massimo 4 mezze giornate per l’ISPRA); la caccia anticipata al coniglio; la caccia alla beccaccia anche a gennaio; la caccia
alla moretta (anatra); la caccia alla lepre italica (a rischio di estinzione); la caccia ai migratori in tutto il territorio regionale. Insomma, un calendario venatorio che tutela i cacciatori anziché la fauna, patrimonio della collettività».

Già lo scorso mese di giugno il Wwf, assieme ad altre Associazioni, aveva diffidato la Regione ad applicare delle nuove e più rigorose norme introdotte recentemente dalla “Comunitaria 2009” (Legge 96/2010): le Regioni sono obbligate a prevedere la chiusura o la limitazione temporale della caccia in alcuni periodi per molte specie, nonché l’applicazione rigorosa di principi di conservazione a tutela della fauna selvatica, sempre di derivazione europea. Nulla però è stato fatto in Sicilia e per questi motivi il Wwf annuncia di voler portare la questione nelle aule dei tribunali.