Intervista ad Ileana Aleo, neo giocatrice della Giants Basket Marghera

Di fronte la crisi, evidentemente per lo più grave, dei collettivi che colorano la pallacanestro della nostra città, pare inevitabile che siano le individualità, i singoli giocatori, a dar notizia.

IN PARTENZA. Ileana Aleo non giocherà più a Messina: è stata ingaggiata da Marghera[Basket Catanese].

Le grosse difficoltà di quest’anno non hanno ancora fortunatamente spazzato via il tanto amato colpo di scena, ed è cosi che oggi ci ritroviamo di fronte a notizie che destano sorpresa come il passaggio di Ileana Aleo dalla Rescifina Messina alla Giants Basket Marghera.
A nulla pare sia servito l’articolo apparso qualche settimana fa su “La Sicilia” dove si parlava di lei come giocatrice nuovamente in forze alla squadra dello stretto.
Il passaggio di categoria ha ingolosito la giovane play classe ’90 che ha definito il salto verso la A2 «un treno che passa una volta sola» ed ha aggiunto che «la proposta da parte di Marghera c’era da tempo, ma che ugualmente quest’ultima fosse in un certo senso “sospesa” per la grande disponibilità che la Rescifina ha dimostrato nei miei confronti nonche per l’arrivo di Enzo Porchi nel collettivo messinese nella stagione a venire».
Nonostante ciò è evidente che il fascino del salto di categoria abbia avuto la meglio, ma la giovane atleta ha dichiarato di sapere già che le attese per la nuova stagione saranno certamente ridimensionate rispetto ad altre possibili con un ulteriore militanza in Sicilia: «non mi aspetto certamente di giocare i 40 minuti che mi venivano concessi a Catania o Messina. Mi aspetto piuttosto dei risultati che siano frutto del mio impegno in allenamento, della mia capacità di relazionarmi con le compagne e con un nuovo contesto. Sono questi gli unici “pass” per aver spazio in squadra ed in campo, piuttosto che panchina».
La seconda serie nazionale è quindi una realtà che per lei si è concretizzata con la fresca partenza verso Marghera ma Ileana spiega che: « per raggiungere questo obbiettivo devo dir grazie alle ultime due stagioni a Catania. E’ certo che se non avessi iniziato l’anno appena passato alla Rainbow non avrei avuto la stessa visibilità che mi è servita per passare poi, dopo la pausa natalizia, a Messina. La realtà di Catania stava sfortunatamente sfumando e alla Rescifina ho invece potuto giocare i play off per la A2».
Al di la delle sorti che ogni anno investono le squadre di appartenenza è il bagaglio d’esperienza personale che fa la differenza in prospettiva.
L’approdo in A2, prosegue Aleo scendendo nei particolari: «è principalmente il frutto dell’ultimo anno e mezzo di lavoro. L’inizio di tutto credo sia stato l’interzona di Anagni che è andato a combaciare con il primo mese di attività del nuovo coach Giuseppe Laneri, neo sostituito dell’ Aleksandrova al timone della Lazur. Sashka mi ha insegnato la pallacanestro, le devo certamente tutto ciò che so, ma passando tanti anni con lo stesso allenatore alla fine si ha bisogno in modo sintomatico di altre motivazioni. Soprattutto credo che lei non sia riuscita a darmi la carica giusta, cosa in cui è riuscito coach Laneri grazie al suo carisma e la sua voglia di far bene.
Ad ogni modo grazie ai buoni risultati ottenuti dalla squadra in quei giorni sono riuscita a farmi notare dall’allenatore della nazionale under 20 Nino Molino, che mi ha poi convocata per il ritiro di Norcia e selezionata tra le riserve a casa per l’europeo di categoria in Lettonia di quest’estate
».
Crescite che fanno ben sperare per il futuro e danno una certa fiducia in prospettiva per esperienza più importanti: «Oggi mi sento più sicura; devo molto anche a me stessa se ho raggiunto il traguardo dell’ A2» ci dice Ileana «ma se fossi entrata nell’ottica che sto acquisendo oggi, quattro o cinque anni fa, probabilmente sarei ad ottimi livelli da tempo. Ipotesi che mi hanno confermato tante delle persone con cui ho vissuto quest’ultime esperienze cestistiche, tra cui anche l’allenatore della nazionale Under 20 Molino».
La play catanese quindi parte ufficialmente per il Veneto in una squadra che ha una seria tradizione di pallacanestro, ma che quest’anno pare anch’essa un pò in difficoltà: «Fuori di dubbio che andare dall’altra parte dl’Italia sia un grosso cambiamento, ma non saranno posti o luoghi quelli che mi mancheranno della Sicilia. Sono molto legata alla mia famiglia, ma a parte loro, ci sono due persone che per me sono davvero importanti, Giorgia Pappalardo e Claudia Ferrara. Loro sono molto di più che amiche, probabilmente molto più che sorelle, sono parte integranti di me!».
Sarei comunque pronta a tornare in Sicilia se un giorno si riuscisse a realizzare un progetto in cui si collaborasse seriamente anche per una promozione ad un serie di rilievo. E’ già un grosso traguardo che un’altra mia compagna, Marisabel Santabarbara, sia riuscita anche lei a far quest’anno il salto di categoria perché qui nella provincia c’è tendenzialmente una scarsa continuità nel seguire le giovani nella loro crescita
».
In bocca al lupo dunque a lei, ma anche a tutto il nostro movimento cestistico femminile che non deve essere necessariamente destinato a “sfornare” elementi costretti a vivere le loro principali esperienze al di fuori dei confini della nostra bella e sfortunata isola.

Chiara Borzì