Orange, piccoli cestisti crescono

Le due settimane dell’Orange Camp… 3 capi allenatori, 30 istruttori, 220 cestisti… I dimostratori… Si gioca in piazza a Marina di Ragusa… Premiati Brancato e Messana…

PRIMI! Tutti i giovani cestisti partecipanti alla prima settimana dell’Orange Camp [ph. Orange Camp].

Due settimane di duro lavoro e tantissimo divertimento per l’undicesima edizione dell’Orange Camp targato, come ormai da tradizione, dalla triade Riccardo Cantone, Paolo Marletta, Gianni  Lambruschi  scesi in campo anche per questa torrida estate di crisi economica che nonostante tutto non è riuscita a fermare i circa 220 cestisti che hanno partecipato allo storico camp siciliano. L’Orange da più di un decennio ospita personaggi di rilievo del panorama della pallacanestro non solo regionale, ma nazionale, accogliendo nel suo staff allenatori e giocatori di indiscussa preparazione. Tre capi allenatori e 30 tra allenatori e istruttori (tra cui le catanesi Gambino e Borzì e la catanese d’adozione Di Piazza) hanno guidato le attività dei giovani atleti dai 6 ai 17 anni che hanno partecipato alle attività ospitate nella bella provincia di Ragusa dal 29 giugno all’11 luglio.

SI COMINCIA. Un salto a due durante una partita tra i ragazzi del camp [ph. Orange Camp].

All’interno di un gruppo quindi complessivamente composto da 270 persone  sono state le figure di Giorgio Valli, modenese ex allenatore di Ferrara, Valter Montini, coach della Geas Sesto San Giovanni, squadra femminile milanese di  A1, e Flavio Tranquillo, telecronista televisivo, a rappresentare un po’ i “guru”della palla a spicchi che hanno avuto il compito di arricchire il bagaglio tecnico dei campers giunti davvero da tutte le parti della nostra penisola, Trentino compreso! Ad una spiegazione tecnica di livello  non poteva che seguire una dimostrazione altrettanto brillante della praticità di quanto spiegato  ed è per questo che le varie lezioni giornaliere sono state arricchite dalle dimostrazioni di giocatori come Michele Mian, Dimitri Lauwers, Natasha Andjelic (Pool Comense), Marija Eric (Vomero Napoli) e dei due veterani del camp: Susanna Stabile, palermitana in forza alla Pool Comense, e Alessandro Agosta, ex Siracusa.

Accanto al lavoro sul campo non potevano certo mancare i momenti di relax e di incontro che si sono susseguiti ogni giorno non solo tra un allenamento e l’altro. Per i mini cestisti provenienti da Treviso è stata addirittura riservata la possibilità di vedere per la prima volta il mare; idea inconcepibile per chi come noi siciliani ne vive costantemente il contatto. Attività dentro e fuori il grandissimo villaggio di Kastalia che è stato però “abbandonato” dai campers per alcune sere della seconda settimana quando l’Orange si è riversato nelle strade di Marina di Ragusa, coinvolgendo e regalando alla cittadina ragusana delle belle serata di pallacanestro che ha di certo divertito. Si sono disputati infatti in piazza Malta l’All Star Game tra campers e istruttori e un incontro amichevole con una rappresentativa U13 della Nova Virtus ospite della rappresentativa pari età Orange.

DIMOSTRIAMO… I dimostratori: Alessandro Agosta, Susanna Stabile, Dimitri Lauwers, Marija Eric, Natasha Andjelic [ph. Orange Camp].

Nella prima settimana porte aperte invece per i centri minibasket di Vittoria e Gela nei campi del Villaggio Kastalia. Minibasket e pallacanestro a 360°, quindi. 360° è anche la misura con cui potrebbe quantificarsi il livello di coinvolgimento riservato ai ragazzi partecipanti, che alla fine di ognuna delle due settimane sono stati tutti indistintamente premiati.  Non sono mancati inoltre dei riconoscimenti individuali con i 7 premi “speciali” attribuiti ad alcuni campers, come il riconoscimento al miglior giocatore andato ad Antonio Brancato (1996) e alla miglior giocatrice a Marina Messana (1993).

A pochi giorni dalla fine delle attività di quest’anno il bilancio è positivo, se guardiamo ai tempi di prevedibile sacrificio in cui si vive. L’auspicio è che nonostante le difficoltà odierne si giunga al prossimo anno con la stessa possibilità di garantire ai giovani cestisti la stessa esperienza positiva del camp appena concluso.

Chiara Borzì