Materiale di risulta, convegno degli ingegneri catanesi

Residui da attività di cantiere: quali materiali vengono prodotti durante i lavori? Come si smaltiscono i rifiuti e come sono ripartite responsabilità e costi? Nell’ambito della progettazione e realizzazione d’interventi, quello della gestione dei rifiuti rappresenta ancora un punto controverso, oggetto di numerosi interrogativi da parte degli addetti ai lavori, soprattutto dei neo laureati che da subito devono saper districarsi tra le maglie normative e burocratiche dell’individuazione e dello smaltimento.

Da questa esigenza la Commissione Ambiente dell’Ordine degli Ingegneri di Catania presso la propria sede ha organizzato un seminario di approfondimento, proseguendo nel percorso di formazione promosso dall’Ordine e dalla sua Fondazione: «Ambiente, energia e sicurezza – ha affermato il presidente degli Ingegneri etnei Carmelo Maria Grasso – sono le tre tematiche sui cui abbiamo deciso di puntare l’attenzione: il nostro obiettivo è aggiornare i professionisti per metterli in condizione di svolgere al meglio la propria attività, secondo i principi dell’etica e nel rispetto delle normative vigenti».

La gestione dei rifiuti è regolata d.lgs. 152/06 (Testo Unico Ambientale): vengono classificati – in base al processo di produzione – in urbani e speciali e – in base alle caratteristiche – in pericolosi e non pericolosi.

Nel corso dell’incontro – a cui hanno preso parte anche il presidente della Consulta regionale degli Ingegneri Gaetano Fede, il segretario della Fondazione Alfio Grassi e il delegato Commissione Ambiente e tesoriere dell’Ordine Mauro Scaccianoce, che ha introdotto i lavori – le risposte ai dubbi e alle perplessità sul tema sono arrivate da parte dei due esperti: Giuseppe Mancini – responsabile Gruppo rifiuti e bonifiche Aiat Sicilia e docente presso il Dipartimento di ingegneria civile e ambientale dell’Università di Catania – e Domenico Sole Greco, responsabile Servizio Rifiuti e Bonifiche della Provincia Regionale di Siracusa.

La gestione delle terre e rocce da scavo e quella dei rifiuti speciali e pericolosi è stata al centro dei due interventi tecnici: attualmente l’applicazione della disciplina sui rifiuti alla categoria delle terre e rocce da scavo è sottoposta a determinate condizioni e soprattutto all’attività di caratterizzazione dei materiali, che ne determina l’inclusione o meno nel regime dei rifiuti. Tra i rifiuti speciali, quelli “pericolosi” sono identificati con apposito asterisco Cer – Catalogo Europeo dei Rifiuti – composto da un codice di 6 cifre, “quale nomenclatura di riferimento con una terminologia comune per tutta la Comunità Europea”. Il seminario – grazie al coordinamento  dell’ing. Scaccianoce con la collaborazione della segreteria organizzativa a cura di Alberto Marini e Luigi Caponcello – ha fornito le linee guida per far luce sulle criticità che possono derivare nel caso di identificazione della tipologia e quantificazione del volume di rifiuti prodotti e di stima dei costi di gestione.