Gli svedesi studiano la cultura sostenibile a Noto

Nell’ambito del progetto “Cultura Sostenibile in Sicilia”, ideato e promosso dall’associazione Lacunae in collaborazione con il CUMO (Noto) e il VEIL (Melbourne), si è svolta a Noto fra il 12 e il 19 aprile 2010 una ricerca che ha coinvolto il territorio dei cinque comuni Noto, Rosolini, Pachino, Avola, Portopalo. La ricerca è stata eseguita da parte di quattro studenti del programma masters dell’International Institute for Industrial and Environmental Economics (IIIEE) dell’Università di Lund (Svezia), con lo svolgimento dell’esercizio SED (Strategic Environmental Development). La ricerca studio ha avuto come riferimento scientifico sia il modello del Distributed Economy, sia il modello elaborato da Chris Ryan (VEIL) City of Short Distances. Gli studenti dell’IIIEE sono stati accompagnati dai docenti Ake Thidell e Tareq Emtairah. Una presentazione da parte del team dell’IIIEE si è svolta il 19 aprile nella sede del CUMO a Noto.

Durante la settimana di ricerca, il gruppo dell’IIIEE ha incontrato una serie di personalità delle amministrazioni locali, operatori del turismo e del commercio, professionisti. Sono stati intervistati Alfonso Lapira (operatore del turismo), Sebastiano Tiberio (Legambiente), Salvatore Cavallo (CUMO), Fausto Fiorini (CESIS), Agata Tramontana (Comune di Rosolini), Sebastiano Mandalà (Comune di Pachino), Nicola Campo (Comune di Pachino), Agostino Scala (Comune di Rosolini), Lorenzo Aiello (architetto), Piero Argentino (Comune di Avola), Salvatore Muscoiona (erborista e commerciante) e Claudia Blundo (ricercatrice). Inoltre, il lavoro si è arricchito con occasioni di osservazione sia del territorio sia dei sistemi esistenti – la gestione dell’acqua a Rosolini, la gestione dei rifiuti ad Avola, la riserva naturale orientata di Vendicari, i palazzi storici a Noto, il porto dei pescatori a Portopalo, l’eco-museo del palmento Rudinì a Pachino, estensioni e metodi di agricoltura fra Noto e Pachino, il mercato del contadino a Noto e Rosolini.

Il lavoro è stato di natura scientifica, ma lo scambio fra paesi diversi (Italia, Svezia, Australia) e fra università internazionali gli ha dato una caratterizzazione più vasta. La prima parte del progetto “Cultura Sostenibile in Sicilia” è stata infatti un laboratorio culturale fatto di confronto e d’interazione per la messa a punto di metodologie di ricerca e la gestione di un progetto inter-universitario internazionale. È stata anche occasione d’incontro fra i giovani poiché un gruppo di studenti del CUMO ha partecipato all’attività di ricerca e ha dato un supporto locale agli studenti dell’IIIEE.

Il documento che sarà redatto dagli studenti dell’IIIEE darà una visione dell’attuale situazione per quanto riguarda il cibo, l’energia e l’acqua nei cinque comuni del Sud-Est siciliano Noto, Rosolini, Avola, Pachino, Portopalo.

La seconda parte del progetto prevede l’incontro a Noto di un gruppo di esperti internazionali d’impresa, ecologia e progettazione sostenibile, che condurranno il Convegno-Laboratorio sull’Innovazione Sostenibile, (Noto, ottobre 2010). www.culturasostenbile.blogspot.com

Silvana Tuccio
curatrice associazione Lacunae