Partita il 24 aprile la campagna referendaria per l'acqua pubblica

La campagna referendaria per la ripubblicizzazione dell’acqua che ha preso il via il 24 aprile in tutta Italia, è stata illustrata a Catania dal Forum catanese per l’acqua pubblica.

Tre i quesiti referendari proposti (per l’abrogazione dell’art. 23 bis della legge 133/2008 sulla privatizzazione dei servizi pubblici di rilevanza economica; e degli artt. 50 e 51 del Codice dell’Ambiente – d. lgs. 152/2006 – relativi rispettivamente a forma di gestione e procedure di assegnamento e alla tariffa come corrispettivo del servizio idrico integrato da determinare tenendo conto dell’adeguata remunerazione del capitale investito) che partono da un principio di base: che l’acqua – secondo le parole di Giusi Milazzo della Cgil – “non è un bene di rilevanza economica”, ma un bene primario e un diritto universale dell’uomo. Concetto peraltro espresso nelle direttive comunitarie con le quali le leggi italiane di privatizzazione si pongono dunque in contrasto, espropriando i cittadini di un bene irrinunciabile per favorire invece il mercato e il profitto.

Da qui la richiesta di una battaglia “trasversale” – sollecitata da Anna Bonforte di SeL – in cui i cittadini si sentano coinvolti, a partire dalla consapevolezza che un controllo effettivo sulla qualità e sulle tariffe potrà essere esercitato soltanto a partire da un servizio gestito pubblicamente. E con la necessità di ribadire – come ha fatto Elsa Arcidiacono, a nome dell’Associazione Rita Atria – che l’acqua è un diritto a tutti devono poter accedere e in più pagando “bollette oneste”. Un passaggio questo a cui si è collegata Clelia Papale, della Confconsumatori, ricordando come l’associazione sia già impegnata contro “il vessatorio pagamento del canone di depurazione” preteso da utenti che non usufruiscono del servizio e come ritenga necessario che la battaglia si svolga su due fronti: quello della ripubblicizzazione dell’acqua e quello del controllo sulla gestione per evitare sprechi e spese inutili che poi gravano sugli utenti.

Quanto ai primi appuntamenti del Forum a Catania, un banchetto per le firme è stato allestito dal 23 aprile alle Ciminiere dove è in corso la Settimana della salute; dal 24 aprile e tutti i venerdì e sabato pomeriggio si potrà invece firmare in via Etnea di fronte alla Villa Bellini e la domenica pomeriggio in piazza Nettuno. Inoltre, banchetti saranno allestiti anche in altri comuni della provincia e un calendario dettagliato potrà essere consultato sul sito www.ritaatria.it. Chi voglia firmare potrà però farlo anche al municipio del proprio comune.

Del Forum catanese fanno parte Arci, Area “Lavoro Società – Cambiare Rotta” Cgil, Associazione Antimafie “Rita Atria”, Auser Catania, Città Insieme, Cobas, Federazione della Sinistra (Pdci e Prc), Federconsumatori, Federcontribuenti, Frazioni in Movimento, Funzione pubblica Cgil, Gapa, Gas Tapallara, Legambiente, Libera, Lipu, Pmli, Rifiuti Zero Catania, Sinistra  Ecologia  Libertà,  Verdi.